Teodoro Mommsen(1817-1904)fu giurista,epigrafista,filologo,storico.Appassionato studioso dell'Antica Roma proprio attraverso la sua formazione giuridica potè approfondirne la conoscenza e arrivare a stendere una "Storia romana"tra il 1854 ed il 1856. Ma già fra il 1844 e il 1846,quando aveva risieduto in Italia, e per lo più nella stessa città di Roma,maturò un forte entusiasmo per le discipline più specificatamente storiche.Egli stesso, definendosi "un giurista che andò in Italia e tornò storico",rilevò e si convinse che l'Italia,e molto più che altrove,era un territorio unico,straordinario:millenario crocevia di popoli e culture diverse.Dove si potevano compiere utili indagini storiche sul passato di una delle aree geo-antropiche più dinamiche e popolose del Pianeta che pure aveva visto affermarsi e radicare forti identità particolari. Il territorio italico è stato uno dei più significativi contesti per lo sviluppo e la determinazione della civiltà del genere umano. Le vestigia delle vicende umane preistoriche e storiche attendevano di essere approfondite e valutate.Mommsen esperto, preparato e appassionato, fu l'intelligenza più prolifica e qualificata che in quel momento storico potesse avvicinarsi a tali argomenti. I tempi erano progrediti e più di tutto egli lavorò alla ricostruzione e all'analisi della storiografia romana. Spianò la strada ai suoi successori con le sue acute e pertinenti premesse. Solidità critica nell'uso delle fonti,competenze di epigrafista,rigorosi precetti di linguistica e padronanza assoluta del diritto lo portarono a stendere "Il Diritto pubblico romano",1871. E già aveva dato alle stampe "Le province romane da Cesare a Diocleziano". Il merito forse maggiore di questa imponente figura di studioso,e che ha indotto le successive generazioni di storici a guardare da un'ottica nuova l'area nord-occidentale del comparto euroasiatico, è di aver considerato il Bacino del Mediterraneo come una grande baia dell'Oceano sui cui lidi sono venuti via via a trovarsi in relazione popoli numerosi e sovente diversi fra loro fin da tempi remotissimi. "Genti e popoli che storicamente formano un complesso" e che a ragione dovrebbero solidarizzare e dare vita ad una sempre maggiore emulazione pur nel rispetto delle diversità religiose,linguistiche,etniche.Emerge sempre con più forza l'urgenza di demolire le barriere culturali,tutti gli ostacoli che impediscono la cooperazione fra i paesi e di realizzare una equilibrata coesistenza.E' un lavoro incessante ormai,sempre perfettibile,che impegna costantemente,soprattutto nell'area mediterranea la maggior parte dell nazioni.Anche se va sottolineato per inciso che con la II Rivoluzione industriale d'Occidente ha cominciato ad affermarsi la consapevolezza della reale, inevitabile globalizzazione dell'economia.Laddove si considera per economia globale il complesso di relazioni e scambi commerciali fra i popoli del mondo.Un processo inarrestabile,dunque, favorito dal progresso tecnologica e dai trasporti veloci e che può e poteva essere solo accompagnato e controllato al meglio.Più che mai necessario allora lo studio e la conoscenza della storia dei paesi e delle loro origini che ne preservano l'identità e,a un tempo,possono indicare gli elementi comuni di per se aggreganti a beneficio della costruzione di un comune futuro di benessere e prosperità. Così l'opera di Mommsen,che fu insignito del premio Nobel nel 1903,avvalora vieppiù l'urgenza di serie indagini storiche e della loro precisa divulgazione.Il metodo del grande storico è ancora oggi esemplare.E' accolto nelle scuole con interesse e ossequio.Pochi al mondo non si sono mai imbattuti nelle sue belle pagine di storia. Maria Cristina Ametrano