La scultura greca della Prima Età Classica trova il suo più alto valore e il suo grande momento di affermazione nell'accordo e nella complementarità dei due opposti principi estetici di dinamismo e staticità. Ne consegue un equilibrio formale che è a un tempo tradizione estemporanea,un'istantanea secondo l'odierna modernità,e impressione di un'immagine e di una condizione fisico-materiale reale.E' frutto di indiscussa, geniale intuizione estetica e grande capacità di calcolo razionale che soprattutto non mancò a Mirone,Fidia e Policleto:alcuni dei più grandi artisti che la storia dell'Arte Antica ricordi.Essi,ciascuno secondo la propria temperie,liberarono la scultura greca dalle residue durezze dello Stile Severo.Era il V secolo a.C. e trovavano ormai soluzione gli antichi problemi tecnici e formali che ponevano la realizzazione delle sculture ferme e in movimento.Con il Discobolo di Mirone,attivo fra il 470 e il 440a.C.,si arrivò a fissare l'immagine dell'atleta mentre è saldo al suolo e insieme è pronto al lancio del disco.L'artista coglie e fissa con perfetto equilibrio il momento di tensione delle masse muscolari delle membra dell'atleta esaltandone la vitalità.Il Discobolo di Mirone opera perduta,ma ammirata e celebrata dai poeti greci e latini che ebbero la fortuna di ammirarla,è stata molto riprodotta al suo tempo e nei secoli futuri.Fra le copie più autorevoli eccelle quella Lancellotti e quella custodita nei Musei Vaticani.Inoltre va menzionata la riproduzione di Emanuele Rizzo che utilizzò frammenti di copie di Età romana.