La rivoluzione architettonica del XIXesimo secolo fu legata alla evoluzione della società e all'innovazione industriale. Questa procedeva con la scoperta e messa a punto di materiali nuovi come ghisa,ferro,acciaio,cemento armato. La prima rinnovava le tecniche e le professioni. Così sistemi,procedimenti,tecniche moderne e sostanze nuove divenivano funzionali alla produttività,vitali per il progresso. Per esempio poche colonne di acciaio potevano sostenere coperture di fabbriche o di enormi edifici lasciando più spazio per lavoratori e macchine.L'architettura metallica già da tempo eccelleva nella messa in opera di ponti d'acciaio che con ridotto dispendio di risorse ed energie risultavano altrettanto belli di quelli in legno o in pietra.Ancora prodotti architettonici tipici del mondo industriale e commerciale,sempre nel XIX secolo, furono i sontuosi padiglioni delle Esposizioni Universali e i grandi magazzini per la grande distribuzione di articoli d'ogni genere.Gli architetti fautori della tradizione rinascimentale accusati di "passatismo" dovettero cedere il passo agli ingegneri costruttori dell'avvenire e del progresso,ai loro grandiosi ponti,alle moderne stazioni,ai padiglioni espositivi delle fiere internazioneli attese con interesse sempre crescente dal mondo intero.Gli ingegneri fautori del concetto moderno e diffusissimo di progresso come prodotto di scienza,tecnica e razionalità si cimentavano nella realizzazione di opere immense che l'avvento dell'architettura metallica consentiva.I prodigiosi ponti metallici,belli e suggestivi anch'essi,si rivelarono funzionali e oltremodo indispensabili per trasporti e viabilità.Fra il1880-84 Gustave Eiffel(1832-1923)costruì il viadotto sulla Truyere con una campata di 165m e a seguire, da allora,le prodezze tecniche si sono succedute senza sosta rispondendo a svariatissime e molto diversificate esigenze.L'uomo, inventore, ideatore d'arte a ogni livello rispondeva ai nuovi bisogni con eccelso artificio.Traeva da materia materia nuova.Ne dominava le caratteristiche.Perpetuava il prodotto all'infinito con forme rinnovate e altrettanto elevate e nobili di quelle della tradizione classica.