Il processo di rivisitazione lucida e razionale della realtà,cominciato appena dopo il Mille,visse come sempre accade della interazione e della comunicazione fra gli uomini,la società intera e perfino fra mondi diversi.L'arte ne fu in modo significativo e determinante strumento e veicolo privilegiato.Perchè aveva acquisito come mai prima d'allora il compito di trasmettere la cultura vigente alla stregua di linguaggio e codice letterario.Questo processo nei secoli a venire in particolare sarebbe stato molto debitore alla civiltà italiana umanistica e rinascimentale per avere elevato anche le arti rappresentative al rango di attività intellettuali assimilandole alle altre discipline speculative come la letteratura,la religione,la politica.Grande funzione civile e utilità sociale venne infine assegnata all'arte tutta che con i protagonisti del Primo Rinascimento Fiorentino, Brunelleschi(1377-1446),Masaccio(1401-1428),Donatello(1386-1466),elaborava i principi essenziali di una rinnovata forma di rappresentazione.Così il nuovo linguaggio artistico,divenuto esplicito e di consuetudine per lo più fra il 1420 ed il 1430,da moda circoscritta sarebbe divenuto cultura in tutta Italia e poi in Europa. Il suo punto di forza fu la prospettiva lineare realizzata secondo un'indagine scientifica per ricostruire e non imitare la realtà.Dunque gli spazi rappresentati divenivano certi,reali:fatti per l'uomo e non più per l'astrazione fantastica.Ma il fascino maggiore e insieme il valore dell'arte rinascimentale sarebbe arrivato dalla unità e dalla perfetta armonia tra ragione ed elemento naturale,tra astrazione ideale e realismo integrale di cui e con le relative applicazioni prospettiche è ritenuto anticipatore Giotto fin dal 1300.Cristina Ametrano