L'uso della prospettiva si era affermato con Giotto(1267ca-1337).I dipinti certamente autogrfi del grande autore che possiamo ammirare manifestano bene il suo impegno nella cura delle proporzioni degli ambienti,dei paesaggi,dei personaggi.Compito laborioso e complesso quanto di suggestiva efficacia soprattutto nelle riproduzioni pittoriche dove l'effetto di verisimiglianza col reale è addirittura garantito scientificamente.Perché da Giotto in poi la prospettiva sarebbe stata applicata proprio con metodo misurabile,scientfico."La prospettiva si basa su dati dell'esperienza sensibile elaborati e ordinati secondo leggi matematiche e ottiche.Poiché gli oggetti sembra diminuiscano di dimensione in ragione della loro lontananza dal nostro occhio(in realtà si determina come una contrazione dello'intero orizzonte visibile)tracciando delle linee ideali tangenti i contorni di questi oggetti,le si vedranno convergere in un punto che rappresenta idealmente l'infinito e che è detto"punto di fuga";in esso gli oggetti scompaiono per la lontanaza.Per ricreare l'effetto di profondità spaziale in un dipinto l'artista immagina la superficie di questo come quella di un piano che intersechi la piramide ottica formata dai raggi rettilinei che partono dal proprio occhio,coincidente con il vertice,o punto di fuga.Egli proietta dunque sul piano del dipinto le linee della piramide,tra le quali inserisce gli oggetti dando loro forma e dimensioni,in ragione della loro collocazione.La forma stessa degli oggetti risulterà così determinata in funzione dell'ordine spaziale definito dalla visione prospettica,e,poiché la prospettiva è basata su rigorose leggi matematiche,ogni oggetto e il rapporto tra i vari oggetti risulteranno esattamente misurabili.Cristina Ametrano