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"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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« IL TRIONFO DEL MALAFFAREUN FINANZIAMENTO "QUOTIDIANO" »

"...SENZA ONERI PER LO STATO"

Post n°239 pubblicato il 22 Aprile 2006 da bargalla
Foto di bargalla

Le "povere" famiglie dei 112.645 sfortunati e indigenti alunni delle scuole paritarie, perlopiù gestite dalla Chiesa Cattolica, stanno per incassare i "buoni scuola" che lo Stato Italiano ha loro destinato  a parziale o totale copertura della sola retta di iscrizione per l'anno scolastico 2005-2006.  
Per ogni alunno viene staccato un assegno annuo che va dai 220  ai 346 euro per complessivi 30 milioni di euro, e questi spiccioli, giova ricordarlo, vanno a parziale rimborso delle sole spese della retta di iscrizione alle suddette prestigiosissime scuole.
Anche per il "buono scuola" di quest'anno, recita orgogliosa una nota del Ministero dell'Istruzione del maggio scorso "per accedere alla richiesta non sono imposti limiti di reddito".
In tal modo anche i più abbienti (poveracci!) hanno la possibilità di introitare qualche altro spicciolo: un ulteriore discriminazione a danno di chi è economicamente più svantaggiato.
Questa e altre più sostanziose prebende vengono elargite in barba a quanto disposto dal secondo comma dell'art. 33 della Costituzione Italiana che testualmente recita: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".
Alla scuola privata italiana arrivano fiumi di denaro appartenente ai contribuenti attraverso mille rigagnoli il cui percorso è difficile seguire: contributi statali, finanziamenti a singoli progetti, buoni scuola alle famiglie, sussidi regionali e di altri enti locali.

Giusto per avere un'idea basta dire che nel 2005 per foraggiare le scuole non statali di ogni ordine e grado, Pantalone ha erogato un contributo pari a 500 milioni e 500 mila euro.   
Non conosco le motivazioni (o meglio, le conosco ma per pudore non le dico) che spingono un qualsiasi governo  a finanziare le scuole private, paritarie o parificate che siano, conosco però lo stato di degrado e di abbandono in cui versa buona parte della scuola pubblica in particolare qui, in Terronia.
I contributi elargiti a pioggia e a fondo perduto al "privato" sono soldi rubati alla Pubblica Istruzione.
Fa specie ricordare che il "la" a questo malvezzo è stato dato dai passati governi del centro-sinistra, quelli che per vicinanza di ideali avrebbero dovuto essere più vicini ai comuni mortali e meno sensibili ai richiami di un "capitale" che ha trasformato anche l'istruzione in un mercato in cui invece di premiare i più capaci, si privilegiano quelli che con i soldi comprano tutto. Anche il diploma o la laurea.
La stragrande maggioranza delle scuole private in Italia è gestita dalla Chiesa Cattolica e questo la dice lunga sulla sudditanza anche psicologica dello Stato che permette al fronte cattolico di essere sempre più agguerrito e di reclamare quella parità e quei finanziamenti che permettono loro di vivere alle spalle del Pubblico.
In pratica spillano quattrini e bussano a denari come se fosse un atto dovuto e anche se il piatto piange il Banco paga sempre pegno a chi fra un sostanzioso otto per mille, fra un concordato che frutta quattromila miliardi di vecchie lire all'anno, trova sempre il modo di vegetare e di unire felicemente l'utile al dilettevole, servendo contemporaneamente e con grandissima ipocrisia "Dio e mammona".

 
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