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"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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PAPAPACS

Post n°261 pubblicato il 22 Maggio 2006 da bargalla
Foto di bargalla

Il pastore alemanno verrà ricordato dai posteri per i suoi trascorsi nella gioventù nazista, per essere stato uno degli ultimi inquisitori e per la petulante, sospetta, ostinazione con cui quasi ogni giorno non manca di scagliarsi contro i pacs.
Essendogli andata male col ministro della real casa della fu Isabella di Castiglia (gli ha risposto picche), ora vorrebbe rifarsi  imponendo la sua decadente sovranità sulla dottrina di uno Stato, sulla carta sovrano, che purtroppo non riesce a scrollarsi di dosso un'ingerenza  tale da aver  trasformato ed elevato il colle Vaticano nel monte di Pietà, un banco al quale il fedele italiota deve pagare il pegno nel nome di una sudditanza fideistica che al mondo non ha eguali.

Eccezion fatta per le condizionanti teocrazie che infestano con un coercitivo integralismo i sistemi politici di un qualche Paese fermo ancora al medioevo delle ideologie, solo qui da noi si sente sul collo l'alito pesante di una multinazionale dello spirito che domina con i suoi precetti la vita di quelli che vorrebbe sempre e comunque integralmente "fedeli" alla sua linea.
In Italia non si muove foglia senza che il papa non dia il suo placet.
Ma che ne sanno loro di famiglia e di sessualità se sono obbligati al celibato e al voto di castità.
Evidentemente le eminenze grigio porpora, copulando con le eminenze grigio pirla, hanno acquisito una conoscenza tale, da indurli a pronunciarsi su tutto lo scibile del coito, degli annessi e connessi e con il controllo delle coscienze suggeriscono il modo migliore per controllare anche le nascite (Ogino-Knaus docet), imponendo una morale in funzione dei loro desiderata.
No ai Pacs, no alla inseminazione artificiale, no all'aborto, no al divorzio, no ai rapporti pre-matrimoniali, no al preservativo.
Fosse per loro direbbero no anche all'orgasmo, forse sognano una riproduzione agamica o anemofila.
Tutto ciò che sa di sesso e di rapporti sessuali consumati al di fuori del matrimonio religioso, viene bollato come peccaminoso; certo la lussuria è uno dei sette vizi capitali, ma solo su questo i reverendi padri, da ultimo, non fanno altro che pontificare; sarà perché gli altri sei sono così affini al loro mondo, da essere stati per così dire depenalizzati.  
"Omnia munda mundis" eminentissimi padri, "tutto è puro per i puri" siete voi così sporchi dentro da vedere annidarsi ovunque il peccato.
"Crescete e moltiplicatevi" è scritto, tutto il resto è l'interessata esegesi di una chiesa che strada facendo ha identificato il sesso con il peccato e la donna con "il danno".
Si dicono per le pari opportunità (giusto per usare una terminologia molto in voga), a parole possono sembrare perfino femministi, ma nei fatti sono fondamentalmente misogini, sessuofobici e maschilisti.
Con tutti i problemi che agitano e sconvolgono il mondo, la più potente gerontocrazia planetaria non fa altro che parlare di pacs.
In un anno di pontificato, solo ieri il papacs si è ricordato del Darfur e dei milioni di esseri umani che ogni anno muoiono di fame e di aids  mentre il ricco Epulone è impegnato a fare la guerra ai suoi simili e a discutere del sesso degli angeli.
Pax tecum, Pax vobiscum, vorrei poter dire, ma quel tipo di Pace non abita nei sacri palazzi apostolici, trasformati in alberghi a cinque stelle in cui soggiornano i diplomatici in clergyman, i manager dello spirito con i gemelli d'oro ai polsi, i cassieri dell'anima a 24 carati e la corte del papa re.
Forse quel tipo di Pace non abita più nei loro cuori impegnati a dire si ai fondi neri nello Ior (altra perla di un sinedrio diabolicamente simoniaco),
si all'otto per mille mascherato da contributo caritativo che diventa foraggio per un clero sempre più affamato; si al pattizio leonino del concordato,
si alla parità delle scuole di religione (a spese naturalmente dello Stato),
si al potente di turno che si esibisce nel bacio della pantofola;
si a quanti si inginocchiano davanti agli uomini perché sanno di non poterlo fare nell'intimo della loro coscienza davanti all'unico Dio.

Conosco bene il loro ambiente e so con quanta ipocrisia amano costruirsi un'aureola di santità che ha ben poco di paradisiaco: sepolcri imbiancati, dall'esterno sembrano "sì puri come Angeli" ma all'interno celano un putridume che non ha niente di celestiale.

 
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