Creato da bargalla il 30/01/2005
"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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TEMPO D'ESTATE, UN TEMPO D'AMORE

Post n°260 pubblicato il 21 Maggio 2006 da bargalla
Foto di bargalla

Aria d'estate, voglia di mare, di ferie, di dolce far tutto e niente: è quello che fino a qualche anno fa pensavo e facevo con l'altra metà del mio cielo.
Spiaggia, sole, gli amici e tanta allegria, una barca (ormai tirata a secco), un po' di pesca in apnea per raccogliere qualche riccio da mangiare la sera con le angurie in comitiva e poi l'ansia di scoprirsi innamorati, a tu per tu con la luna e le stelle.

In margine ad una passione mai spenta, mi guardo dentro in una sorta di introspezione dello spirito per illuminare qualcosa che mi aiuti a superare il disagio che certe volte provo nel sentirmi solo con me stesso, in balia di un male senza più rimedio.
Evito di pensare, scaccio via i ricordi per non rendere questa notte più buia del solito, ma lo sguardo inevitabilmente segue il richiamo di uno sciame di piccole e tremule luci all'orizzonte e si posa su quei paesini cresciuti in fila, uno accanto all'altro, fino a formare una catena che lega il mio cuore a quel bagliore che mi porta ancora a parlare di te.
Quanti anni sono passati, Nadia, tanti, troppi, ma non abbastanza per spegnere una di quelle luci che illuminava il cuore di una donna che al mio si accompagnava.
Sei andata via seguendo il richiamo di un altro cuore, quello di un baro e di un ladro d'amore che ha giocato con i tuoi sentimenti ed ha vinto.
Ti ha portato via da me, ma non così tanto lontano da impedirmi di immaginarti e di saperti madre e moglie (felice?) in una di quelle luci che brillano all'orizzonte.
Anche stasera cerco di indovinare quale fra quelle brilla dei tuoi occhi di cielo e di mare, quale fra quelle si accende fra i tuoi neri e lunghi capelli. Chissà se ti piace portarli ancora così lunghi da raccoglierli in quel fermacapelli che ti regalai per il tuo ultimo compleanno che abbiamo insieme festeggiato. Un fermacapelli per fermare non solo quelli ma anche un periodo della mia vita che sembra proprio essersi fermato a quel 12 gennaio di qualche anno fa.
Ogni tanto passo vicino casa tua, non ci abita più nessuno, aspetto di vederti scendere con dietro tua madre che mi raccomanda di non fare tardi e di non correre.
Correre, forse abbiamo corso davvero così tanto se poi alla fine ci siamo smarriti, ognuno a rincorrere per conto suo un Destino che ha finito per allontanarci per sempre.
"Bella sarai in tutti i sogni miei" canticchiavo la sera quando ti riaccompagnavo a casa e tu mi chiedevi perché mi ostinavo a ripetere sempre lo stesso ritornello; che bisogno c'era, mi chiedevi, di sognarti se potevo averti lì ogni giorno e per sempre.
Già è quel "per sempre" che ancora mi ossessiona e  mi fa ripetere il ritornello di quella vecchia canzone della quale ho dimenticato in fretta tutto il resto.
Vecchie canzoni che fanno da sottofondo ai miei sogni ad occhi aperti, risuonano portate dal vento di ieri come i rintocchi di un orologio senza tempo; a seconda delle ore o delle stagioni un repertorio di sentimenti bussa ad un cuore che batte solo per ricordare il canto più bello, un canto per due voci sole che una volta soltanto si ascolta nel silenzio di un ti amo sussurrato e di un bacio a fior di labbra rubato ad occhi chiusi.

 
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