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DOMINE NON SUM DIGNUS
"Domine non sum dignus" si dice abbia risposto Indro Montanelli a Silvio Berlusconi quando gli propose di "ospitarlo" per l'eternità in un loculo del suo mausoleo, eretto nel mega parco di Villa Casati.
Il grande Indro quando passò a miglior vita si fece cremare, un pugno di umile cenere, di certo pensò, avrebbe sfigurato in quello scempio marmoreo, ricco di simboli pagani e di richiami massonici, meglio affidarsi al vento piuttosto che esibire le proprie spoglie nella marmorea vetrina di un tempio del kitsch cimiteriale.
Il signore di Arcore pensa sempre in grande, da vero megalomane ha costruito per sé e per i suoi sodali un monumento per una eternità da avanspettacolo, un sacello marmoreo al premier con la bandana, un pugno nello stomaco per quanti indegnamente declinano l'offerta di prostrarsi dinanzi a cotanta iattanza da oltretomba in offerta speciale.
In fatto di dignità il maestro Montanelli aveva tanto da insegnare e la sua risposta suona da inascoltato monito per tutti quei pennivendoli che si spremono le meningi e le corde vocali per decantare "le donne, i cavalier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese" di una classe politica gaudente "intercettata" e compiaciuta della propria intoccabile baldanza a prova di reato, di pene e di magistrati.
Uno scenario in cui ben si staglia un personaggio che, forte dei suoi precedenti giudiziari, non fa altro che gettare discredito su di una Giustizia fortemente minata dal venir meno del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla Legge e che non perde occasione per delegittimare chi mostra di non adeguarsi ai suoi desiderata.
"Non credo possa sentirsi degno di essere italiano chi domenica e lunedì non sarà andato a dare il suo sì all'ammodernamento della nostra Costituzione" questo è il Berlusconi pensiero in fatto di rispetto per le opinioni altrui.
Dopo averci omaggiato con l'offerta dei "coglioni" ora si pregia usare un aggettivo che sulla sua bocca assume tutt'altro significato.
"Domine non sum dignus" di votare sì, come vorrebbe lei, ma sono invece degnissimo di essere Italiano come e più di lei, per tale motivo domenica prossima sappia che voterò NO, soprattutto perché credo in Questa Costituzione e non in quella da lei voluta che vedrebbe, fra le tante incongruenze, un futuro primo ministro accentrare nella sua persona il potere esecutivo e legislativo: una possibile dittatura da scongiurare con un NO forte e chiaro.
Per gli altri motivi la rimando alla lettura dei post del 15 e del 16 u.s.
Ce n'è un altro, vescovo di santa romana chiesa, in quel di Lecce, che ogni giorno quando celebra la S. Messa giunto al Rito della Comunione recita, come impone la Liturgia e come fanno tutti i fedeli, il "Domine non sum dignus".
Sua eccellenza è inquisito con un altra ventina di laici eccellenti in una storia di corruzione e di presunti finanziamenti illeciti che ha coinvolto in prima persona il signor Raffaele onorevole Fitto, degnissimo esponente di Forza Italia, nonché ex degnissimo governatore della regione Puglia.
Monsignor Ruppi è "accusato di corruzione per aver offerto al Fitto appoggio politico in cambio dell'impegno dell'allora governatore a far approvare dalla Regione Puglia il provvedimento con il quale venivano finanziate le strutture sportive degli oratori pugliesi".
I finanziamenti, per un importo pari a 28,3 milioni di euro furono concessi con una delibera del 15 aprile 2005, due settimane dopo il voto delle Regionali vinte dal comunista Nichi Vendola, quando cioè ormai la giunta guidata dal forzista Fitto era virtualmente decaduta, ma mai erogati e successivamente furono definitivamente bloccati per un sequestro disposto dall'Autorità Giudiziaria che ha portato alla luce quest'altra perla del buon governo delle destre.
Eppure sua eccellenza più di altri dovrebbe sapere che il diavolo fa le pentole ma non riesce mai a fare i coperchi, nonostante ciò invece di "religere" come impone la sua funzione, si dà da fare come un qualunque galoppino, servo di partito, per far rieleggere il suo candidato "in pectore".
Il Ruppi si dice pronto ad essere interrogato e a chiarire la sua posizione, ma non in Tribunale, il poveretto vorrebbe farlo in un luogo molto più riservato e comunque al riparo dall'occhio indiscreto delle telecamere.
Le reazioni: "Attaccato ingiustamente perché molto coraggioso".
Ma se proprio li volete costruire questi benedetti oratori, perché non lo fate con i tanti soldi che già lo Stato Italiano vi passa senza nulla chiedere.
Di solo otto per mille quest'anno incasseranno quasi un miliardo di euro e ancora c'è qualcuno fra loro che, con molto coraggio e altrettanta faccia tosta, si permette di bussare a pubblici denari in cambio di una manciata di voti.
Al "Domine non sum dignus" del Ruppi e di quelli come lui, preferisco di gran lunga quello pronunciato da Indro Montanelli: è più sincero, per niente ipocrita e dice di una dirittura morale che nemmeno un vescovo e men che meno un ex presidente del consilvio hanno dimostrato di avere.
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Inviato da: ossimora
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