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| « VIGILIA REFERENDARIA | UN LADRO DI ANGURIE » |
RE...FERENDUM
Non avevo alcun dubbio sulla vittoria del NO al Referendum confermativo sulla pseudo riforma della seconda parte della Costituzione Italiana, imposta dal defunto governo del tricofilo minor, quindi da Pugliese e da cittadino Italiano, non posso che dirmi orgoglioso di essere figlio di una Nazione che è ancora "una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cuor".
Il risultato referendario ha debellato spero definitivamente l'influenza berluscobossiana, la cui devastante virulenza ha mostrato di poter intaccare mortalmente i gangli vitali di un Organismo già fortemente debilitato dall'aggressione patologia di un volgarissimo, quanto resistente virus, che con il suo ricco opportunismo ha infettato la Res Publica.
Aveva ragione Indro Montanelli, quando, con la lungimiranza di chi conosce la Storia e la pochezza degli uomini che hanno la pretesa di farla, disse che "per guarire da Belusconi, ci vuole Berlusconi", predisse e prescrisse l'unica ricetta valida per combattere una malattia che sembrava incurabile.
Una cura da cavallo per disarcionare un Cavaliere.
La malattia di questo Paese ammalato di megalomane protagonismo si chiama Silvio, la terapia finora assunta in dosi omeopatiche rischiava di essere un inefficace palliativo, per essere adeguatamente trattata aveva bisogno di una ben più massiccia posologia, una vera e propria terapia d'urto per aggredire un colosso dai piedi d'argilla, magari zeppati, ma sempre d'argilla.
Ecco quindi il Referendum, la più democratica terapia d'urto per sanare un vulnus prevaricante la cui potenza distruttrice ha prodotto delle pessime leggi al solo scopo di imporre la propria miope visione per condizionare e limitare l'orizzonte di tutti.
Si è voluto attribuire a questo Referendum valenze che non gli erano proprie, la consultazione ha risentito di un clima politico fortemente contrapposto in cui il solito innominabile mandriano, ha cercato con i suoi potenti mezzi di dividere ulteriormente il Paese.
Il cavaliere con tante macchie e tanta paura ha riperso anche stavolta, nello spazio di due mesi è la terza consecutiva.
Dovrebbe iniziare a farsene una ragione, ma i suoi palafrenieri sono lì a parlare nuovamente di brogli e di irregolarità.
Non avendo altri argomenti si attaccano alle regnatele!
La saggezza democratica di un Popolo intero ha fisiologicamente sviluppato un'efficace azione anticorpale verso un agente patogeno che ripetutamente con "plurimae leges ad personam et ad partitum" ha cercato di imporre il suo flaccido, liftato "corpus" per fiaccare la solida, sana e robusta Costituzione di uno Stato che qualcuno anche oggi, con il linguaggio che gli è proprio, ha definito "schifoso".
Il signor Francesco Speroni, eurodeputato della Lega Nord, commentando l'esito referendario ha sentenziato: "Gli Italiani fanno schifo e l'Italia fa schifo".
Detto dal sodale di uno che ha avuto il merito di produrre delle porcate, suona quasi come un complimento, ma la dice lunga sull'Amor Patrio di questi signori ai quali garba solo restaurare il regno Lombardo-Veneto e la immaginifica Padania.
Questa storica consultazione referendaria ha avuto il merito di aver "sanato" i guasti provocati da un ceto politico attento solo agli interessi di bottega, fa piacere notare come pur non essendo richiesto il quorum, il numero dei votanti sia stato percentualmente molto alto, segno che la Carta Costituzionale e l'Unità della Nazione sono pur sempre nel cuore di quanti vogliono continuare ad essere con dignità cittadini di Questa Italia.
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Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
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