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"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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GLI STRALI DEL CARDINALE

Post n°292 pubblicato il 02 Luglio 2006 da bargalla
Foto di bargalla

C'è un cardinale di santa romana chiesa il cui nome richiama uno di quei generali golpisti sudamericani abituati a sopprimere manu militari il dissenso e ad imporre con la forza di una fideistica ragione la dittatura di una morale dogmatica in cui c'è solo la loro "verità".
Non faccio il nome di questo eminentissimus ac reverendissimus principe di un regno che si regge sul dogma e sull'infallibilità, sulle verità di fede e sulla esegesi di una Bibbia, il cui Logos è stato poco fedelmente tradotto per essere semplicemente "addomesticato" dalla ipocrita chiesa di Roma.

Il cardinale "ostetrico e ginecologo" presidente del consiglio pontificio della Famiglia ha lanciato il suo anatema contro medici e ricercatori accusandoli di pregiudicare con la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali l'integrità della vita umana.
Le sue invettive si aggiungono alle scomuniche per chi applica una Legge dello Stato Italiano, ovverosia la 194 che regolamenta l'aborto e pone sullo stesso piano due temi che, insieme a quello sulla fecondazione assistita, avrebbero come fine l'intenzione di manipolare il processo riproduttivo per ricondurlo ad un mero esperimento di laboratorio in cui si violerebbero, a suo dire, i "i diritti di Dio".
Il libero pensiero, scientifico o filosofico che sia, è un concetto troppo sacro e fuori dalla portata di questi improvvidi e improvvisati baccellieri teocratici con l'hobby della biologia molecolare e dell'ingegneria genetica, per essere definito e imbrigliato nei canoni di una religione che nei secoli ha saputo solo sputare sentenze e pronunciare scomuniche, quando non proprio sopprimere e condannare al rogo fior di filosofi e scienziati, bruciati vivi sol perché in odore di eresia e colpevoli di pensare con il loro cervello senza passare per quello, spesso bacato, della gerarchia ecclesiastica.
Un nome per tutti, il mio Giordano Bruno, domenicano, quindi addentro alle cose di chiesa e, proprio perché del campo, capace di coglierne ogni aspetto degenerante e di demistificarlo alla luce di una speculazione filosofica che lo portò ad una morte orrenda, decretata dai difensori di una fede che aveva nella santa inquisizione il braccio armato di una legge che della "vita" dell'altrui libero pensiero non sapeva che farsene.
Li hanno scomunicati, perseguitati, hanno incenerito i loro corpi, ma non sono riusciti a bruciare le loro anime perché il loro pensiero è sopravvissuto alla violenza distruttrice di un cieco e gretto clericalume che continua con lo stesso spirito di allora ad annullare quanti, in nome del progresso, non fanno altro che seguire quel "soggiogatela" un imperativo Divino che nella Genesi viene esplicitato quasi a conferire all'uomo il potere di penetrare nei segreti della Creazione senza per questo pretendere di eguagliare o superare il Creatore.
Se fosse ancora per loro le donne sarebbero ancora streghe, la terra piatta e al centro dell'universo, Galileo starebbe ancora sussurrando "eppur si muove" e a Campo de' Fiori ci sarebbero ancora le orrende pire dei loro famigerati roghi.
Quando leggo le perle di saggezza di certe eminenze grigio pirla non posso non pensare al devastante impatto che suscitano nelle menti e nei cuori di quanti si lasciano facilmente influenzare dai predicozzi di questi sedicenti agenti monomandatari che pretendono di avere l'esclusiva di un Dio del quale si illudono di interpretarne il volere.
Ipse dixit: "E' la stessa cosa: distruggere l'embrione equivale all'aborto.
La scomunica è per la donna, per la madre e il padre consenziente, per i medici, gli infermieri, i ricercatori che eliminano l'embrione...Nessuno al mondo è autorizzato a contraddire la dottrina della Chiesa sulla protezione della vita a tutti i livelli".
Con quella scomunica potete pulirvi sapete bene cosa, sempre che qualcuno in precedenza non ve l'abbia leccato abbastanza per vomitarvi addosso tutta l'acrimonia di un mondo, il vostro, che "in nome del papa re" lancia scomuniche, anatemi e condanne preventive.
Scomunicano i medici, i ricercatori e stringono le mani, quelle si sporche di sangue, dei signori della guerra e dei mercanti di armi che li omaggiano di calici d'oro e si prostrano per il bacio della pantofola.
Sepolcri imbiancati, campioni di farisaiche virtù che non siete altro!
Che Dio, il Dio Unico di tutte le genti, abbia prima misericordia di voi e poi pietà per noi, che abbiamo solo il torto di avere la Legge Morale dentro di noi e il Cielo stellato sopra di noi.


 
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