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UNA SERA D'ESTATE
Se dico che fa caldo, dico un'ovvietà ma tant'è!
Ogni tanto soffia un po' di vento, nessun refrigerio è solo un umido refolo d'afa che anche a quest'ora sembra alimentare l'ondata di calore e la voglia di mare.
Solco lo spazio che mi separa dall'orizzonte, non ci vuol niente per affogare in quel mare, affondo pesantemente i miei passi nel tempo e ritorno alle mie sere d'estate, quando l'amica solitudine e la dolce malinconia non abitavano a casa mia.
Bruciano i falò e si raccoglie la brace per una delle tante grigliate, mi sembra di riascoltare le voci degli amici di ieri, i più sinceri con i quali nelle rare volte in cui ci si rivede non si può fare a meno di riaprire l'album dei ricordi.
Qualcuno conserva ancora le vecchie foto, io le ho distrutte quasi tutte, perché in quasi tutte c'era anche lei, la mia Nadia; ce n'è uno che si è fatto fare un poster, una di quelle istantanee da fine anno scolastico che mettono allegria solo a guardarle.
Stasera le cicale hanno smesso prima di cantare, ora è la volta dei grilli, qui in campagna non ci sono altri rumori e nel silenzio ovattato di una serata in bilico fra passato e presente basta veramente poco per sognare ad occhi aperti.
Il bagno di mezzanotte: era quello il modo per chiudere una giornata di intense emozioni, di cotte e di crude che nel breve volgere di furenti stagioni accendevano di nuovi bollori i giorni e le notti brave di una comitiva sempre in cerca di nuove avventure.
Stultitia aetatis, non c'è altro modo per definire quel periodo in cui tutto era concesso, bastava volerlo e tutto sembrava a portata di mano, una buona dose di intraprendenza, un pizzico di follia e di faccia tosta e addio timidezza, il resto era istinto, passione, allegria, voglia di vivere, voglia di stupire e di stupirsi.
Mi meraviglio di me, dicevo, quando riuscivo dove gli altri fallivano.
Il più imbranato del gruppo, manco a dirlo ero io, però quell'aria smarrita da ex seminarista tutto casa e chiesa, capitato quasi per caso in un allegro girone infernale, mi portava in paradiso prima degli altri.
Anche se poi alla fine sono stati gli altri a vincere.
Uscito, scappato, forse cacciato chissà, da un seminario per le mie idee politicamente scorrette e per le mie letture a dir poco "eretiche" ho bruciato le tappe di un percorso "formativo" che da quel punto di vista mi ha lasciato con le ossa più che rotte, in compenso mi ha permesso di conoscere una ragazza con la quale ho condiviso i momenti più belli e irripetibili di quegli anni e di quelle stagioni.
Non sono in vena di romanticherie anche se l'ora e questo cielo così carico di stelle e di ricordi potrebbero farmi scivolare perso una china che mi porterebbe inevitabilmente a parlare ancora di lei e di quanto senta la sua mancanza.
Mi è sufficiente però abbracciare con lo sguardo l'orizzonte per immaginare di riabbracciare anche lei, che è lì in una di quelle mille luci che brillano tremule nel buio della notte, in uno di quei paesini che di sera si illuminano come presepi.
Sposata ad un altro, madre e sposa felice, spero solo che lei si ricordi ogni tanto di me e dei bei momenti che abbiamo trascorso insieme.
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Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
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il 03/11/2010 alle 08:33