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PALLONI S...GONFIATI
Non si smentisce mai, anzi ogni occasione è buona per far capire ai comuni mortali che il suo dorato mondo è al di sopra della legge, allergico com'è alle regole ha mal digerito la requisitoria del PM nel processo che vede alla sbarra anche la sua squadra.
A giudizio del Requirente anche "il diavolo rossonero" così come gli altri inquisiti eccellenti, deve andare all'inferno. Il girone del calcio-marcio mai così affollato di peccatori incalliti si prepara ad accogliere e a sgonfiare le palle dei tanti palloni gonfiati che in questi anni si sono librati illecitamente in volo come tante emerite teste di cactus.
I tentacolari interessi del cavaliere errante non potevano non avviluppare anche quel giocattolo di cuoio intorno al quale ruotano tanti e tali interessi da farlo diventare una gallina dalle uova d'oro, da sfruttare e da spennare per la maggior gloria del suo impero.
Chi meglio di uno che ha inventato il...pollo delle libertà poteva scendere in campo sulla solita fascia destra per evitare che al suo prezioso pennuto gli venisse torto il collo?
Eccolo il presidente-capitano-giocatore, il "ghé pensi mì" dell'aria fritta e compressa, quello che dietro ogni angolo vede un intrigo ai suoi danni, quel grande riformatore dei "casi suoi" che perde il preziosissimo e trapiantato pelo, ma non il vizio di gridare al complotto e al movente politico.
Ogni volta che qualcuno osa solo sfiorare qualche nervo scoperto, deve mettere in preventivo una reazione che va al di là della meritoria volontà di fare piazza pulita, pestare i piedi al potente di turno scatena sempre l'attacco servile dei suoi tirapiedi.
"Metodi da Gestapo" li ha brillantemente definiti qualcuno della sua pregiatissima ditta, apprezzamenti che si aggiungono all'inquietante e poco ironico "Kapò" epiteto pronunciato dal tricofilo minor all'indirizzo di un parlamentare tedesco che aveva osato pubblicamente criticarlo durante una seduta del Parlamento Europeo. Tali affermazioni servono solo a manifestare l'arroganza tipica di chi se ne fotte altamente delle opinioni altrui e delle risultanze processuali e manifestano una volontà per nulla disposta a riconoscere la terzietà di un giudizio che non sia quello della sua parte.
Certi apprezzamenti meritano tutto il disprezzo che di solito si riserva a personaggi che dall'alto della loro "inindagabile ricchezza" non fanno altro che screditare l'avversario svilendone l'operato.
Ha avuto la bella idea di fondare un partito e di chiamarlo come un coro da stadio, per colpa sua e dei suoi lacchè non è possibile più tifare con il classico "forza..." per la Nazionale senza il disagio e la preoccupazione di evocare il suo partito-azienda, nato solo per affermare il suo inestimabile "particulare" a scapito dell'interesse generale.
A sentire i cortigiani del signore di Arcore, calciopoli è un altro teorema messo su dal solito fantasma borrelliano per colpire politicamente il loro padrone.
La buttano in politica perché questo scandalo offre lo spaccato di una borghesia senza altri valori se non quelli quotati nella loro personalissima borsa in cui il privilegio e l'impunità sono i dividendi di una casta che non ammetterà mai di essere portata sul banco degli imputati.
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Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
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il 06/07/2014 alle 17:07
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il 23/03/2012 alle 02:52
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Inviato da: fantasista76
il 03/11/2010 alle 08:33