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"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

Post n°308 pubblicato il 31 Luglio 2006 da bargalla
Foto di bargalla

Confesso di aver pianto alla vista delle sconvolgenti immagini dei bambini uccisi dal raid aereo israeliano sul villaggio libanese di Cana.
Avrei pianto ugualmente se quei bambini fossero stati israeliani o iracheni perché i bambini non hanno bandiera, avrei pianto ugualmente se fossero stati di pelle bianca o nera, perché i bambini davanti al Buon Dio sono tutti uguali.

Non riesco a capacitarmi all'idea che ci sia qualcuno che sgancia una bomba o preme deliberatamente un grilletto, sapendo che quel suo gesto può causare la morte di chi, con quella e con tutte le sporche guerre dimenticate che si combattono nel mondo, non c'entra niente.
Non so se avete mai visto morire un bambino, se avete mai preso in braccio un esserino inanimato che pesa meno di una piuma per adagiarlo su di un letto di morte; non so se avete mai abbassato le palpebre di un bambino che non ha fatto in tempo a vedere tutte le bellezze del Creato e le brutture di questo mondo; non so se avete mai incontrato lo sguardo inebetito dal dolore di un papà, non so se avete mai ascoltato il grido disperato di una mamma che non vedrà mai più correre e giocare il suo bambino.
I groppi rimangono in gola e poi si sciolgono in pianto, in solitudine e nel silenzio dell'anima.

Non ci sia abitua mai alla morte e alle immagini di distruzione che la guerra proietta sullo schermo di un cielo che non conosce più confini.
Non so e non mi importa sapere se quello è lo stesso villaggio in cui Cristo Gesù secondo il Vangelo di Giovanni, compì il suo primo miracolo, allorché nel partecipare con sua Madre ad un banchetto di nozze, tramutò l'acqua in vino.
Mi importa sapere che l'altra notte gli F16 con la stella di Davide hanno bombardato una palazzina adibita a rifugio uccidendo 60 civili inermi fra cui 37 bambini, 15 dei quali disabili.
Ecco il sangue di quei bambini ora grida vendetta, se ne spargerà ancora dell'altro per rendere, se possibile, ancora più biblica una strage degli innocenti che l'Erode di ogni tempo rinnova con marziale cadenza di morte.
Come stridono, sembrano quasi sprezzanti, le elucubrazioni mentali e linguistiche di certi politicanti del nulla nostrani, sempre impegnati con i loro "distinguo" da cervelli lobotomizzati, ad infoltire le fila dei farisei che fra una equidistanza, una equivicinanza e una discontinuità si perdono nel sottovuoto spinto di una politica servile e asservita agli interessi dei più forti, tipica di chi nella vita ha solo aspirato ad essere lo sciocco arlecchino, sempre servo di due padroni.
Stringono le mani insanguinate dei criminali di guerra, si fanno fotografare ridanciani accanto ai guerrafondai con diritto di veto e di vita che imperversano come branchi di lupi rognosi e famelici travestiti da mansueti agnelli: venditori di morte che barattano missili mettendo all'asta il sangue degli innocenti.
Questi sono crimini di guerra e non c'è niente di più orrendo se a perpetrarli è un popolo che da vittima si è trasformato in carnefice.
Si dicono dispiaciuti per gli "effetti collaterali" e intanto chiedono, ma a chi di grazia, altri 15 giorni per completare la mattanza visto che nei 19 già trascorsi sono morti 750 libanesi, quasi tutti civili.
L'accusa di usare i civili come scudo scudi umani non giustifica il tiro al bersaglio.
Quasi a volermene fare una ragione di tanto scempio, ma seppure ve ne fosse una la privo del significato stesso di ragione e la qualifico come cieca follia, continuo a sfogliare un atlante biblico e quella che era la Palestina al tempo di Cristo, oggi per gran parte stato di Israele.
La mia attenzione viene attratta dal lago di Tiberiade, in questi venti e passa giorni di guerra scenario di una violenza senza pari e teatro della predicazione evangelica del Cristo.
Leggo i nomi delle città attorno al lago: Corazim, Betsaida, Cafarnao,  e mi ritorna in mente la tremenda maledizione del Messia:
"Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se a Tiro e Sidone (oggi città del Libano) fossero avvenuti i miracoli compiuti in mezzo a voi, già da gran tempo avrebbero fatto penitenza...Tiro e Sidone riceveranno una punizione meno dura della vostra. E tu, Cafarnao sarai esaltata fino al cielo? Tu discenderai sino all'inferno..." Matteo, cap. XI vers. 21 e seg.
Se questi sono i presupposti, il peggio deve ancora venire e la strage dei bambini di Cana purtroppo è solo un altro paragrafo di un libro che si chiama Apocalisse.

 
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