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UNA STORIA D'ESTATE
A metà luglio in una notte di luna piena, una tartaruga Caretta Caretta avanzando con fatica lascia il mare, attraversa il bagnasciuga e, fatti pochi metri sulla spiaggia, scava una buca, depone una cinquantina di uova e con le pinne richiude il nido prima di tornare a nuotare verso il mare aperto.
La storia non si svolge alle Pelagie, nei siti naturalistici e incontaminati in cui di solito le tartarughe marine depongono le loro uova, o in qualche isola delle Cicladi o in quella di Cipro, vere nursery ecologiche in cui si riproducono praticamente da sempre, ma nel Salento e più precisamente a Torre dell'Orso, una località balenare fra le più frequentate della costa adriatica leccese.
La neo mamma ha scelto di far nascere i suoi piccoli sulla spiaggia di uno stabilimento balneare, affollatissimo di giorno, ma quasi deserto a quell'ora di notte, anche se ad assistere all'insolito rituale della deposizione c'era qualcuno che poi ha subito avvertito i titolari del lido, visto che il nido era a pochi centimetri da un ombrellone.
La mattina dopo la zona è stata delimitata e protetta, alcuni volontari del vicino museo naturalistico di Calimera, fin dal primo giorno sorvegliano ininterrottamente quel nido di sabbia in cui, verso la metà di settembre, si schiuderanno le uova deposte due mesi prima.
Ogni sei ore i custodi delle uova controllano temperatura e umidità della sabbia; la covata sembra procedere secondo copione, l'unico pericolo è che il mare, se mosso, si infiltri nella buca riducendo così la percentuale di schiusa.
Naturalmente intorno a questa eccezionale "incubatrice" non mancano i curiosi, lo stabilimento balneare ha offerto il supporto logistico ai volontari e il lieto evento ha fatto da richiamo visto che tutto intorno la spiaggia è piena come un...uovo.
Ci sono andato anch'io, l'eccezionalità del momento è vissuta con comprensibile discrezione, si cerca di non disturbare e di non attardarsi più di tanto nei pressi della "nursery" ed è ammirevole l'autodisciplina con la quale i visitatori sfilano senza invadere la privacy degli eredi di mamma tartaruga che certo non immaginava col suo "travaglio" di provocare un'attesa così emozionante.
Tutti si chiedono come mai una tartaruga marina ha scelto Torre dell'Orso per dare un seguito alla sua specie, alcuni dicono che si sia smarrita lungo il viaggio per la vicina Grecia o che per una qualche impellenza abbia nidificato qui, altri dicono che i cambiamenti climatici hanno modificato anche la geografia delle nidificazioni.
A me piace pensare che questa tartaruga sia tornata a nidificare nel luogo in cui lei stessa è nata e così faranno, lo spero, anche tutte le "Caretta Caretta" che ancora sono nel guscio di un uovo sotto la calda sabbia di una spiaggia del Salento.
E' una storia d'estate, speriamo che sia a lieto fine; è il mistero della vita che si replica e si rinnova più per istinto di conservazione che per altro.
Malgrado ogni tentativo dell'uomo volto a distruggerla, Madre Natura trova sempre il modo di perpetuarsi e di affermare il suo predominio in un mondo in cui il genere umano, se in passato è stato un comprimario, oggi al pari di ogni altra creatura, è solo una comparsa che rischia l'estinzione.
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Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
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