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CAVALLO MORENTE OVVERO DELLA CULPA IN VIGILANDO

Anche se controvoglia, continuo a sorbirmi una puntata dopo l’altra di quella che è diventa la più stucchevole e nauseante telenovela italiota stoltamente sceneggiata da una compagnia di nani e ballerine in quel teatrino della politica nostrana in cui il più nano e balordo di tutti si concede un cucù fuori ordinanza sulla ribalta di un’ufficialità che forse avrebbe richiesto ben altro contegno che non l’esibizione di cotanta spavalda ridicolaggine da parte di chi, a dispetto del protocollo e del buon senso, resta pur sempre il presidente del consilvio.
Con un protagonista simile ne deriva che anche gli altri comprimari debbano adeguarsi recitando una parte in cui interpretano se stessi così come il loro nomen omen impone, tanto che l’italo bocchino è diventato una disgustosa variante della fellatio in ore applicata alla servile politica del cazzeggio, un preliminare volto ad assicurare il godimento e l’ebbrezza del potere ad una ristrettissima cerchia di satiri infoiati dal regime mediatico. E se i francesi sono diventati famosi per il bacio, gli abitanti del paese bue per antonomasia, rischiano di diventare famosi per un volgarissimo bocchino proprio perché costretti ogni giorno ad ingoiare il rospo di una strisciante dittatura, l’orgasmatica manifestazione di un potere autoreferenziale esercitato in funzione degli interessi di un padrone che pretende di scegliersi anche l’opposizione riducendo all’impotenza anche quel poco di dissenso che ancora resiste agli adescamenti e alle blandizie di una torma di cavalier serventi da buttare da la…torre di un parlamento dove certi sedicenti onorevoli doppiogiochisti farebbero meglio a non metter più piede.
Dubito che ciò accada giacché questo è il paese delle cupole, più o meno mafiose, il regno del falso perbenismo e dell’ipocrisia, il bengodi dei parlamentari pregiudicati e spregiudicati, il principato dei riformisti a buon mercato e ci mancavano i pizzini di tale nicolino latorre, ahimè anche lui pugliese, per ricordarmelo.
Guardo il “cavallo morente” la scultura di Sebastiano Messina posto davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, emblema di un’informazione morente, poco riott…osa, asservita e domata da un cavaliere che ormai controlla e influenza la totalità di quel quinto potere che in teoria, solo in teoria, dovrebbe invece vagliare e se occorre criticare senza piaggerie e sussiegose sudditanze l’operato di un esecutivo che un certo leccaculismo di maniera rende ancor più protervo e arrogante.
Una sorta di culpa in eligendo e culpa in vigilando pone i vigilati al di sopra dei vigilanti, grazie a quel clima di impunità che permette all’establishment di eleggere e dare il suo placet solo ai controllori, ai servi di proprio gradimento.
Anche perché non è bene che i telegiornali facciano le pulci ad un governo il cui ministro delle finanze è tra i peggiori d’Europa, giulio tremonti è stato sonoramente bocciato dal Financial Times per gli esiti della politica fiscale da lui avviata con la Finanziaria del 2003, quella fondata sui condoni tributari, che non ha dato i frutti sperati se perfino la Corte dei Conti dice che è stata un fallimento, un’operazione poco lodevole dal punto di vista della ragioneria e della morale.
In base alle dichiarazioni di condono presentate dagli evasori sarebbero dovuti affluire alle casse dell’erario 26 miliardi di euro, cifra lontana dall’essere raggiunta visto che c’è un buco di 5,2 miliardi di euro.
Le misure anticrisi, gli aiuti alle famiglie sono di là da venire, intanto il malgoverno berlusconi si è premurato di adottare provvedimenti di sostegno alle banche e al consiglio dei ministri di ieri si è parlato di un tema di vitale importanza: il riciclaggio delle pile e delle batterie.
Non è bene che si sappia che nell’era di berlusconi ci debbano essere meno insegnati e più soldati. Un decreto del suddetto ministro taglia otto miliardi di euro alla scuola statale e risparmia appena ottocento milioni di euro alla difesa: novantamila insegnati in meno, mille e cinquecento soldati in più. L’Italia occupa il nono posto mondiale per le spese militari e settimo per la spesa pro-capite con quasi 450 euro a testa annui. Eppure le forze armate italiane sono sempre più inefficienti e disorganizzate: colpa di un esercito sovradimensionato e di scelte politico-strategiche molto discutibili, alle quali non è estraneo un certo protagonismo da presunti primi della classe.
E intanto alcuni tornado dell’aeronautica italiana decollano alla volta dell’Afganistan.
Non è bene che i telegiornali dei mezzibusti poco riott…osi parlino senza peli sulla lingua del rischio razzismo che corre l’Italia e forse non è un caso considerando la faccia di bronzo del presidente del consilvio. Di provvedimento in provvedimento, sta dilagando in Italia il razzismo certificato dalle istituzioni, col rischio evidente di legittimare l’esplosione di violenza xenofoba che sta minando la convivenza civile del nostro Paese.
Fa ancora discutere, e tanto, la proposta di dar vita a “classi separate” riservate agli alunni stranieri che non supereranno i test per accedere alle classi ordinarie, azzerando così – come denuncia l’Arci, che non a caso parla di “apartheid nella scuola” – “le positive esperienze didattico-pedagogiche tese all’integrazione di questi ultimi anni, che hanno dimostrato come la lingua si impari molto più velocemente grazie all’inserimento nell’ambiente in cui viene parlata”. Può sembrare blasfemo dirlo, eppure le classi ponte sono state benedette oggi da silvio proprio mentre celebrava con la consueta faccia tosta la giornata mondiale dell’infanzia: da una parte il bla bla di circostanza e dall’altra l’emarginazione.
Ma l’attuale maggioranza non si è fermata qui.
Nell'ambito della discussione in Senato del cosiddetto “Pacchetto Sicurezza”, in commissione congiunta Giustizia ed Affari Costituzionali, è stato infatti depositato da quattro senatori ed una senatrice della lega nord un emendamento che intacca radicalmente uno dei principi base della politica sanitaria nei confronti dei cittadini stranieri nel nostro Paese e cioè quello dell’accesso ai servizi anche da parte degli immigrati irregolari clandestini. Prima ancora era venuta, sempre ad opera della lega, la stretta sui matrimoni misti, con la modifica di alcune norme del Codice civile, e sui ricongiungimenti familiari, come pure l’idea di referendum comunali per costruire edifici di culto per confessioni religiose che non hanno stipulato intese con lo Stato.
Il tutto in aggiunta a quanto già previsto dal decreto legge in materia di sicurezza convertito in legge il 24 luglio 2008: l’introduzione, per qualunque reato, dell’aggravante della condizione di clandestino e del conseguente aumento della pena fino a un terzo, nonché della pena da sei a tre anni di carcere, con la confisca dell’immobile, per chiunque a titolo oneroso dia alloggio a uno straniero privo di titolo di soggiorno in un immobile di cui disponga. O, ancora, la schedatura di massa dei rom attraverso la rilevazione delle impronte digitali. Provvedimenti il cui aspetto più grave è il veleno razzista da esse iniettato nell’opinione pubblica dominata dal pensiero unico.
Queste leggi non si limitano a riflettere e ad assecondare il razzismo diffuso nella società ma sono esse stesse leggi razziste: le odierne leggi razziali, a distanza di 70 anni dalle leggi razziali di Mussolini, delle quali i nostri (sic) governanti dovrebbero innanzitutto vergognarsi.
Ammesso e non concesso che siano in grado di farlo.
Il “cavallo” dell’informazione radiotelevisiva sta morendo perché c’è più di qualcuno che vorrebbe farne carne da macello.
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Inviato da: ossimora
il 16/02/2016 alle 10:03
Inviato da: ossimora
il 06/07/2014 alle 17:07
Inviato da: ossimora
il 23/03/2012 alle 02:52
Inviato da: chiaracarboni90
il 31/05/2011 alle 10:51
Inviato da: fantasista76
il 03/11/2010 alle 08:33