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"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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« PUTTANESIMO E DINTORNIDISINCANTO »

ITALY DESCEND INTO CHAOS

Post n°571 pubblicato il 09 Luglio 2009 da bargalla

        

Sono un meridionale brutto, sporco e cattivo “suddito” del regno delle Due Sicilie al quale la suditudine, l’orgoglio cioè di essere figlio della Magna Grecia, impedisce di rispondere per le rime ad un becero longobardo ultra razzista, secessionista per partito preso, la cui onorevole ignoranza è pari all’ignobile intolleranza ampiamente manifestata in occasioni che avrebbero semplicemente del grottesco, al netto di ogni tara ideologica e settaria, se non fosse per la padana voglia di schernire e dileggiare a prescindere; purché l’oggetto dello scherno e dell’oltraggio siano Popoli e Nazioni colpevoli di essere semplicemente a Sud di un nord tanto opulento e tracotante quanto arrogante e razzista, pericolosamente incline a manifestare un fanatismo tale da essere assimilabile seduta stante al degrado di una politica italiana degna solo di accompagnarsi a cotanto barbaro lignaggio.
D’altronde non ci si può aspettare altro da chi ha preteso e imposto il “reato di clandestinità” seguendo pedissequamente la scia delle famigerate leggi razziali di mussoliniana memoria manifestando un disprezzo senza pari per il rispetto dei Diritti Umani e giungere perfino a proporre di riservare alcuni vagoni della metropolitana solo ai milanesi: una sorta di padana segregazione suburbana trainata dal carroccio che fa il paio con la suburra delle Istituzioni svilite e offerte senza ritegno al peggior offerente.      
Evito accuratamente di menzionare il nome di un disonorevole parlamentare legaiolo “canterino” e razzista, voce solista di un coro triviale, da sordida bettola padana, ispirato da barbaro dileggio contro i Napoletani definiti “colerosi e terremotati” che è degno solo di essere messo lì dove merita: un cantero (da cui il di sopra “canterino”) un cesso, dal quale un provvidenziale tiro di sciacquone provvederà a ricacciarlo nella cloaca da cui proviene.
Le “scuse” ai Napoletani, presentate oggi, hanno il valore della carta igienica!

C’è ancora chi prova stupore dinanzi a simile squallore, eppure tutto, dalla performance canora antipartenopea al reato di clandestinità passando per la puttanopoli berlusconiana, tutto sta a dimostrare l’infimo livello toccato dal politicume italiota così ben insudiciato da tanti sporchi sudisti, pessimi ottimati, che si lasciano volentieri “ungere” così tanto da essere “intoccabili” quanto a rogna civica e sudiciume morale: condizioni ideali per costituire il brodo di coltura in cui crescono colonie di batteri berlusconiani.
Meglio stare alla larga da simile teppaglia che ama apparire onesta, democratica, liberale, senza naturalmente esserlo, gentaglia che ha fatto dell’ipocrisia la sua ragione di vita: tanto per dire, a parole si proclamano “cristiani” ma nei fatti sono quanto di più anticristiano possa produrre una civiltà fondata sull’egoismo e sul falso perbenismo.
A parziale consolazione aggiungo solo che per risalire “in su la cima” bisogna toccare il fondo: forse ci siamo, ancora un poco e saremo nuovamente in grado di ritornare a galla, sia pure con un debito di ossigeno determinato dall’essere stati per lungo tempo costretti a restare immersi nella palude italiota inquinata dagli scarichi fognari di una “maggioranza” ormai non più in grado di controllare le mefitiche emissioni dei suoi collettori, a cominciare dal più importante sul quale è bene non infierire, anche perché ci pensano i giornali esteri a tener desta l’attenzione (con buona pace delle ambasce frattaglie del farnese inquilino e degli ignazieschi inviti del ministro la ruspa a fare carta straccia dei giornali stranieri) per finire all’ultimo dei pessimi ottimati di una volgarissima casta di politicanti da castrare al pari di certi stupratori che ogni giorno violentano impunemente l’integrità dello Stato.

Salutano le encicliche papali come se fossero delle “dottrine sociali” che scoprono l’acqua calda e in quella si immergono i catecumeni politicanti nostrani che puzzano di merda italiota senza riuscire a togliersi da dosso il tipico afrore della corruzione; si infervorano per dei global forum che sono delle fiere delle vanità, vacue rappresentazioni di una supercazzola globalizzata che espone al pubblico ludibrio i “sette grandi” della terra  fra i quali è l’ottavo nano ad essere il più “glande” di tutti; sciacalli e avvoltoi prendono per i fondelli il mondo intero volando sulle spoglie di un’aquila colpita a morte: capitalistica metafora di un sistema iniquo, inumano, perverso  e “anticristiano” in cui a vigere è il capitale, ovvero la legge del più forte, poiché fin quando il 20% della popolazione mondiale sfrutterà l’80% delle risorse planetarie, caro il mio ratzinger, non ci potrà mai essere giustizia sociale e nemmeno “caritas in veritate” anche perché non è di “elemosina” che il Lazzaro di sempre ha bisogno, quanto di equità, pari opportunità, sostenibilità e rispetto dei diritti umani.
Il resto è “teologia del dio denaro” applicata alla speculazione finanziaria.

I global forum lasciano il tempo che trovano, annunciano soluzioni di là da venire, delegando agli “eventi” il compito di riparare i guasti prodotti dall’uomo. Il trionfalismo fuori luogo esibito dal solito presidente del consilvio dice solo che questa de L’Aquila è stata solo una pessima trovata pubblicitaria “venduta” a suo uso e consumo sulla pelle dei terremotati divenuti oggetto di un pietismo civettuolo che avrebbe bisogno di ben altra concretezza, di case per esempio: meno chiese, meno chiacchiere, più case e più scuole!
Il più imbarazzante, discusso e discutibile capo di governo dell’Occidente, col suo codazzo di scandali e scaldaletti, si è guadagnato sul campo l’unanime deplorazione della stampa internazionale.
Italy descend into chaos” titolava qualche giorno fa il Guardian di Londra.
A nulla valgono gli sforzi della stampa di regime nell’amplificare attestati di stima che sono semplicemente degli atti dovuti, infatti, etichetta vuole che l’ospite ringrazi il “padrone” di casa magnificandone le doti organizzative, una consuetudine che evidentemente serve a gonfiare la bolla mediatica e i ballon d’essai del presidente del consilvio ormai noto come mister 3% perché quando và bene, mantiene solo il 3% delle promesse fatte in ragione di un interesse usuraio che rende tutto, G8 compresi, pro domo sua.
Ci vorrebbe un altro Marx o, se preferite, un altro Gesù: ma questo è chiedere troppo, evocare dei “rivoluzionari” di complemento non è di moda specie in un momento in cui chi protesta pacificamente reclamando un cambiamento radicale viene “preventivamente” arrestato e incarcerato. Anche se a leggere certi proclami redatti da collettivi e organizzazioni varie si fa fatica a trovare traccia di quella violenza gratuitamente impiegata dallo Stato per sopraffare e reprimere il dissenso che emerge anche in documenti emessi da insospettabili covi di “sovversivi” quali possono essere i Frati Minori, i quali, nel segno di San Francesco chiedono ai cosiddetti “potenti” della terra di “lasciarsi sfidare dal Vangelo”.
Dubito fortemente che abbiano raccolto la sfida anche perché ciò significherebbe il crollo di un sistema che emargina ed esclude invece di accogliere e ascoltare, ponendo al centro di ogni interesse la persona umana in tutte le sue dimensioni, nel rispetto della dignità e della uguaglianza con l’impegno conseguente della costruzione del Bene Comune e della destinazione universale dei beni. Un rinnovato sforzo verso uno sviluppo sostenibile che garantisca la realizzazione dei bisogni delle attuali generazioni senza compromettere il benessere alle future; una crescita economica coniugata con la salvaguardia ambientale e la distribuzione dei benefici tra tutti i Paesi della terra senza discriminazioni razziali e religiose.
Un’utopia? Forse, ma sognare non costa niente.

Comunque sia, al G8 di berlusconi preferisco il Giotto di Dario Fo. Ma questa è già un’altra storia! 
 
 
                        

 
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