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"PIU' DEL CLAMORE DEGLI INGIUSTI TEMO IL SILENZIO DEGLI ONESTI"

 

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A DOMANDA NON RISPONDE

Post n°579 pubblicato il 21 Agosto 2009 da bargalla

                 

L’immondizia non esce mai dall’immondezzaio ed è bene che resti nel pattume indifferenziato di un’informazione irreggimentata e irretita dalla convinzione di essere servile megafono della voce del padrone, organ house di un partito-azienda che ha instaurato la videocrazia producendo nient’altro che sudiciume morale e materiale tanto da consentire al demiurgo di presentarsi come l’unto del signore: sporca espressione di un modo di essere, unto per l’appunto, che la dice lunga sul lerciume manifestato da una classe politica meritevole di essere confinata nella “discarica” gestita dal presidente-scopino.  

Tale inevitabile associazione d’idee deriva dalla lettura dell’ennesima intervista auto-assolutoria concessa dall’innominato presidente del consilvio ad un compiacente giornaletto-scendiletto della sua famigerata scuderia mediatica nella quale abbondano i ronzini, i palafrenieri e gli stallieri che puzzano di “sterco” lontano un miglio, così come sovrabbondano incalliti legulei cavillosi, sodali malavitosi, scribacchini prezzolati e pennivendoli assoldati con il compito di mistificare l’oggettività dei fatti abolendo ogni aspetto contrario alla miracolistica agiografia del presidente-puttaniere e fornendo una presunta verità che a dispetto di ogni artifizio pubblicitario vede il loro mammasantissima soccombere sotto i colpi inferti alla sua immagine da una realtà che da sola costituisce pur sempre la cartina di tornasole di un modo alquanto squallido e tracotante di interpretare un ruolo politico certo degno di un satrapo per il quale al mondo non c’è sufficiente disprezzo in grado di deprecarne la squallida supponenza.
Concorda le domande, presenta il suo profilo migliore ancorché truccato, ama far apparire ciò che non è, sopprime la scomoda verità, si lascia andare in diarroici sproloqui così come solitamente fa quando ponza nel vespasiano del ronzante neo, così che tutti rimangano stupiti da tanta lasciva concupiscenza.
Il guaio è che c’è gente che gli sta dietro alla stregua di vacche e pecore infatuate dalla prospettiva di un’allettante transumanza che le porta ad essere cieche e sconsiderate bestie da soma, e da monta, assoggettate al potere di un pastore degno di cotanto vaccaio e di tanta servile condiscendenza.

Impossibile dire per quale strana alchimia ciò accada, per quanto la stessa non sia che il risultato di un’intensa esposizione mediatica che ha decerebrato la gran massa di esseri teledipendenti e ha con…cesso ad un riccastro sfondato di ritagliarsi un ruolo depravato da statista-pavone con codazzo di ruffiani e ruote di escort al seguito, il quale satiro non disdegna andare a puttane nel mentre una sua cortigiana mette all’indice le prostitute mandando consapevolmente a puttane un paese piagato da una sorta di morbo gallico; il mal sottile dei debosciati defedati dal meretricio di Stato ha intaccato i gangli vitali di una Nazione diventata lupanare, casa di appuntamenti, che consente al tenutario e ai suoi tirapiedi di sfruttare come più gli aggrada la Res Publica, piegando ai suoi interessi un Corpus ormai privo di ogni Ius, senza minimente preoccuparsi di dar conto a chicchessia delle proprie malefatte.       
Bisogna avere la proverbiale faccia di bronzo per esibire una volgarissima sfrontatezza allorquando si vuol dare di sé un’immagine che fa a pugni con la realtà, ma tant’è! Eccolo quindi negare di aver frequentato minorenni: Noemi docet; eccolo quindi negare di aver invitato consapevolmente a casa sua persone poco serie; se poi qualche escort si è infilata per caso nel suo letto e fatto la doccia con lui, questo proprio non lo ricorda, eppure D’Addario docet! Afferma di aver partecipato soltanto a cene certamente simpatiche assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell’eleganza. Chissà qual è il concetto che il novello arbiter elegantiarum ha della “moralità” e di quella presunta “eleganza” che ai più sembra invece essere trash, cattivo gusto, interesse privato ampiamente perseguito con le plurimae leges ad personam,  se non proprio kitsch ideologico applicato ad una politica che per sua stessa ammissione ha toccato “il punto più basso del degrado della lotta politica”. 

Il presidente del consilvio dice di voler passare alla storia (esse rigorosamente minuscola quando trattasi di mister b.) come il premier che ha sconfitto la mafia; mai desiderio fu più pio di un’intenzione viziata da connaturata ipocrisia, giacché il vostro, come scrive il ruspante Di Pietro nel suo blog, “sputa nel piatto dove mangia”. Si chiede di Pietro: “Come intende sconfiggere la mafia? Allevandola in casa? Invitando alle sue solite cene private i vari provenzano, riina, de stefano? Non è per caso lui che ha ospitato un assassino di cosa nostra in casa proprio sotto le mentite spoglie di uno stalliere?” 
Invece di presentarsi in Parlamento e smentire con prove inconfutabili chi mette in dubbio la sua moralità, l’innominato non trova niente di meglio che affidare ad un rotocalco gossipparo la sua “falsa verità” quasi a voler mettere sullo stesso piano la tribuna parlamentare e la redazione di un rotocalco che figura sul libro paga della sua galassia mediatica. Lancia strali contro chi violerebbe la sua privacy dimenticando che per un personaggio pubblico, sia pure della sua infima tacca, pubblico e privato cadono sotto il controllo vigile della pubblica opinione che ha tutto il diritto di sapere vita morte e miracoli dei pessimi ottimati nominati dal porcellum e involgariti dal laticlavio mignottocratico sponsorizzato e promosso dal presidente del consilvio.

Egli sfoggia l’arroganza tipica di chi pensa che col denaro si può comprare tutto, successo, potere, sesso, dignità, perfino la deontologia professionale dei suoi sottoposti che volentieri si acconciano alla bisogna.
La sua tracotanza è stata bollata con colpevole ritardo anche dai gerarchi catto-vaticani, e proprio per rispondere all’organo ufficiale della camarilla episcopale italiota “caduto nel tranello delle calunnie” l’innominato si è sentito in dovere di affidare ad un giornale di famiglia la sua versione, confermando a modo suo che “dove ci sono campane ci sono puttane”.
Tramite le sue tentacolari e proteiformi attività, l’innominato ha diffuso un modello di vita fuorviante e deleterio soprattutto per le giovani generazioni esposte al rischio di emulare siffatto personaggio poiché ciò che conta (ed è questa l’amoralità della favola berlusconiana) è solo il facile successo conseguito con l’inganno, il sotterfugio, la prevaricazione, giacché il potente di turno è al di sopra della legge pur essendo al di sotto di ogni sospetto. Un’immunità morale, un’impunità fattuale che consente al presidente del consilvio l’usbergo degli arcana imperii dietro ai quali more solito continua a fare e disfare pro domo sua. 

Intanto continua la strage degli innocenti nel Mediterraneo voluta e praticata da un malgoverno che si professa cattolico e legifera ignorando il dettato evangelico, così che “ero straniero e mi avete accolto” diventa “ero extracomunitario e mi avete respinto”. Un aggiornamento imposto dal “battista” bossiano e fatto proprio dal “messia” delle mie rotanti sfere che si è ispirato alle leggi razziali, senza curarsi più di tanto delle conseguenze delle sue sciagurate decisioni. A nulla valgono i rutti dei gerarchi catto-vaticani comunque lesti a stracciarsi le vesti quando di mezzo ci sono i loro interessi, vedi l’ora di religione.
A che serve rivendicare le radici cristiane, a che serve “insegnare” la tradizione, la cul-tura, lo spirito di una religione, se poi tutto e dico tutto, depone per una sconfessione di quei valori così spudoratamente propagandati? E’ solo una perdita di tempo, è solo una gigantesca presa per il podice da parte di questi “propalatori di idiozie” verso i quali bisognerebbe opporre un sano rifiuto “di stampo ottocentesco”.
Preferisco il bieco illuminismo dei vituperati laicisti al turpe oscurantismo dei clericali e dei loro accoliti!

A proposito di revisioni evangeliche, a proposito di “unto” e di “messia”, c’è in giro una leccapiedi che ha rispolverato il “sinite parvulos” per applicarlo all’ignobile presidente del consilvio, il quale, sempre secondo questa “pia donna di bari” sarebbe “come Gesù” perché “dà ai giovani un’idea di concretezza, trasmette energia”. E magari fa pure i miracoli, trasforma le sue società offshore in enti di beneficienza personale, moltiplica i suoi rendimenti, diversifica i suoi investimenti e fa risorgere i conti dormienti.
Leggo che è andato a Cartagine a trovare certi suoi sodali implicati “in ghiotti affari con il mondo arabo” e mi chiedo se questo avio scorrazzare per il suo parco mondo a spese del contribuente sia istituzionale.
Domanda pleonastica, come le dieci più dieci domande poste da la Repubblica alle quali il presidente del consilvio non si è degnato di rispondere. Ma il suo silenzio dice molto più di quello che il suo peggior nemico vorrebbe ascoltare da lui. Venti domande sono oggettivamente troppe per uno che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Chissà, magari potrebbe replicare alle più pertinenti sette domande sette, formulate dal prof. Cosmelli più di un mese fa e rimaste, come le altre, senza risposta.

Le riprendo dal sito del prof. Carlo Cosmelli (
http://sites.google.com/site/carlocosmelliwebsite/sette-domande-di-riserva ) e le offro alla riflessione degli occasionali lettori di questo blog; berluscones e berluscloni compresi.

               Signor Berlusconi,  potrebbe rispondere pubblicamente a queste domande?

Premessa: La Banca Rasini di Milano, di proprietà negli anni ’70 di Carlo Rasini, è stata indicata da Sindona e in molti documenti ufficiali di magistrati che hanno indagato sulla mafia, come la principale banca utilizzata dalla mafia per il riciclo del denaro sporco nel Nord - Italia. Di questa Banca sono stati clienti Pippo Calò, Totò Riina e Bernardo Provenzano, negli anni in cui formavano la cupola della mafia.
In quegli stessi anni il Sig. Luigi Berlusconi lavorava presso la Banca, prima come impiegato, poi come Procuratore con diritto di firma e infine come Direttore.

1) Nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi ratifica un'operazione molto particolare: la banca Rasini acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figurano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus. Questo Luigi Berlusconi, procuratore con diritto di firma della banca Rasini, era suo padre?

 

2) Sempre intorno agli anni ’70 il Sig. Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca Rasini ventitré holding come “negozi di parrucchiere ed estetista”, è lei questo Signor Silvio Berlusconi?

 

3) Lei ha registrato presso la banca Rasini, ventitré “Holding Italiane” che hanno detenuto per molto tempo il capitale della Fininvest, ed altre 15 Holding, incaricate di operazioni su mercati esteri. Le ventitré holding di parrucchiere, che non furono trovate ad una prima indagine della guardia di finanza, e le ventitré Holding italiane, sono la stessa cosa?

 

4) Nel 1979 il finanziere Massimo Maria Berruti che dirigeva e poi archiviò l’indagine della Guardia di Finanza sulle ventitré holding della Banca Rasini, si dimise dalla Guardia di Finanza. Questo signor Massimo Maria Berruti è lo stesso che fu assunto dalla Fininvest subito dopo le dimissioni dalla Guardia di Finanza, fu poi condannato per corruzione, eletto in seguito parlamentare nelle file di Forza Italia, e incaricato dei rapporti delle quattro società Fininvest con l’avvocato londinese David Mills, appena condannato in Italia su segnalazione della magistratura inglese?

 

5) Nel 1973 il tutore dell’allora minorenne ereditiera Anna Maria Casati Stampa si occupò della vendita al Sig. Silvio Berlusconi della tenuta della famiglia Casati ad Arcore. La tenuta dei Casati consisteva in una tenuta di un milione di metri quadrati, un edificio settecentesco con annesso parco, villa San Martino, di circa 3’500 metri quadri, 147 stanze, una pinacoteca con opere del Quattrocento e Cinquecento, una biblioteca con circa 3000 volumi antichi, un parco immenso, scuderie e piscine. Un valore inestimabile che fu venduto per la cifra di 500 milioni di lire (250'000 euro) in titoli azionari di società all'epoca non quotate in borsa, che furono da lei riacquistati pochi anni dopo per 250 milioni.(125'000 euro). Il tutore della Casati Stampa era un avvocato di nome Cesare Previti. Questo avvocato è lo stesso che poi è diventato suo avvocato della Fininvest, senatore di Forza Italia, Ministro della Difesa, condannato per corruzione ai giudici, interdetto dai diritti civili e dai pubblici uffici, e che lei continua a frequentare?

 

6) A Milano, in via Sant’Orsola 3, nacque nel 1978 una società denominata Par.Ma.Fid. La Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss – di area corleonese e non – operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Signor Berlusconi, importanti quote di diverse delle suddette ventitré Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Per conto di chi la Par.Ma.Fid. ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società una parte così notevole dei suoi beni?

 

7) Signor Berlusconi da dove sono venuti gli immensi capitali che hanno dato inizio, all’età di ventisette anni, alla sua scalata al mondo finanziario italiano?

 

Vede, Signor Berlusconi, tutti gli eventuali reati cui si riferiscono le domande di cui sopra sono oramai prescritti. Ma il problema è che i favori ricevuti dalla mafia non cadono mai in prescrizione, i cittadini italiani, europei, i primi ministri dei paesi con cui lei vuole incontrarsi, hanno il diritto di sapere se lei sia ricattabile o se sia una persona libera.


P.S. Dato che lei è già stato condannato in via definitiva per dichiarazioni false rese ad un giudice in un tribunale, dovrebbe farci la cortesia di fornire anche le prove di quello che dice, non essendo ovviamente sufficienti le sole risposte.


             Carlo Cosmelli


Le informazioni riportate nelle sette domande sono state estratte dal libro “L’odore dei soldi” di Elio Veltri e Marco Travaglio (Editori Riuniti) 2001. Sono quindi ben note alla stampa ed ai parlamentari italiani.
Il Signor Berlusconi ha intentato due cause agli autori del libro: la prima, per diffamazione, si è conclusa nel 2005 con l’assoluzione dei due autori e la condanna del signor Berlusconi a pagare 100'000 euro di spese. La seconda causa, una richiesta di risarcimento per diffamazione a mezzo stampa, è stata respinta dal Tribunale di Roma con l’obbligo del pagamento di 15'000 euro di spese da parte del querelante.

Carlo Cosmelli Dipartimento di Fisica & INFN Sapienza, Università di Roma P. A. Moro 5 00185, Roma, I carlo.cosmelli@roma1.infn.it tel : +39-06-4991-4216

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