Oltre la nebbia..

con le nuove scoperte ,dobbiamo rinforzare le fondamenta delle nostre conoscienze o il nostro mondo crollerà.

 

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20000 anni di civiltà nel Mediterraneo e in europa diffusasi dalle alpi Apune, raccolta in un antica scrittura geroglifica.

Post n°9 pubblicato il 12 Febbraio 2011 da spittara

Prima parte;     La più grande e duratura fra tutte le civiltà nella storia dell'uomo da 50000, al  12000 a.c.

A seguito di un susseguirsi di impatti meteoritici verificatesi nel 12000a.c. una rigida stagione di freddo intenso sconvolse tutto l'emisfero nord . Gli impatti avvennero nella regione nord Americana di Caroline Bays.

http://alieniemisteri.altervista.org/mistero_caroline_bays.htm

Le regiooni nord europee, da pochi millenni riconolizzate dopo la fine dell'ultima glaciazione, e quelle di incontro fra le tribù sud europee-asiatiche -e orientali, vennero nuovamente e rapidamente abbandonate, tornando ad essere frequentate occasionalmente come territori di caccia stagionale. L'uomo non subì passivamente questi eventi, si organizzò e si consultò, e ne capì la natura, aveva profonde conoscenze e credenze,  cercò una soluzione che cambiò il suo ordine cosmologico dando inizio ad una nuova civiltà.

Ora per capire meglio in che modo fossero organizzati questi popoli e i loro sistemi migratori, occorre fare un piccolo passo indietro nel tempo, nel quale illustrerò quale è la mia visione storica- ambientale ,  una semlice ipotesi sulla quale mi baso per i miei programmi di ricerca..

recentemente l'archeologia ufficiale, ha finalmente ripreso la strada della rivalutazione della specie definita homo di Neanderthal. tutto quanto si era detto in passato, fu fatto sempre in una cornice che lo inquadrava come un rozzo primitivo..diffusosi lentamente verso l'Europa e poi soppiantato dal uomo Sapiens sapiens.

Oppure ,come vedremo, esistono studi che indicavano già la sua diffusione dall'Europa verso il Mediterraneo e l'Asia.

 Si credeva che la sua peculiarità di vivere in gruppi numerosi fosse derivata dall'esigenza di cacciare animali di grosse dimensioni, e che quindi la sua socialità fosse dettata sostanzialmente dall'istinto...

Se ne dedusse ,  che quando queste tipologie di prede andarono scomparendo dal suo habitat anche la specie homo neanderthal si estinse lasciando il territorio alla specie sapiens ritenuta più intelligente e quindi meglio equipagiata tecnologicamente..

 Poniamo invece ora la possibilità che i neanderthal avessero già una cultura precisa comunemente diffusa ,un credo fissato e tramandato da decine di migliaia di anni, durante i quali è cresciuto e si è evoluto raggiungendo tutte le coste del mediterraneo  e le valli fluviali europee. Adattandosi a tutte le esigenze, ai climi e ai diversi tipi di sussistenza imposti dai nuovi territori, forte della sua unità sociale..

In questo testo (oltre la pietra - abaco, modelli e tecnologie per capire la preistoria .pag .22 88), viene indicato quanto gli individui neanderthal fossero forti ed agili agli arti superiori. Recenti studi hanno messo in evidenza anche quanto fossero più agili e morfologicamente adatti alla corsa rispetto perfino ad un uomo moderno.

Il fatto stesso che le femmine partorissero neonati di taglia più grande,è indice di maggior sopravvivenza infantile. Sono questi i requisiti che lo renderanno protagonista su tutti i territori.

Lo possiamo immaginare come un grande camminatore, un cacciatore sempre in avanscoperta in piccoli gruppi, ma anche da solo e che  sa bene orientarsi sugli antichi sentieri da sempre battuti, forte di una retroguardia composta da nummerosi individui organizzati in gruppi nomadi, in grado di allestire velocemente un campo fortificato sia per la difesa sia per la macellazione e la lavorazione.In grado di trasportare grandi quantità di materiale di diverso genere .A loro volta questi gruppi facevano da tramite fra più regioni dove grandi trubù stanziavano più o meno stabili riunite in aree caratterizzate da abbondanza di caverne e torrenti, entro le quali si arroccavano, contendendole spesso a grandi fiere come l'orso delle caverne ,una specie gigante o altri felini come leoni o la tigre dei denti a scibaola.

Se all'esterno la sua presenza sul territorio era mimetizzata, Il suo impatto in questi antri naturali era devastante, scavava e scalava nuove vie con impressionante perizia, adottava lunghissimi camminamenti sotterranei, i quali mettevano in comunicazione ,anche artificialmente sistemi carsici diversi,deviando fiumi e sorgenti sotterranee, a seconda delle sue esigenze. Strettissimi passaggi talvolta assai scomodi e con ingressi verticali garantivano che le fiere non potessero raggiungerli con un assalto improvviso. Molti ingressi naturali scavati o utilizzati dagli animali venivano chiusi e nuovi accessi a pozzo o su pareti venivano aperti .Diversamente le grotti non sarebbero state difendibili  dalle fiere. Per tale motivo queste grotte sono difficili da individuare,molti passaggi oggi sono chiusi dall'azione dei depositi calcarei  o da frane a volte con estrema facilità dall'uomo stesso al fine di chiudere un pozzo perioloso. Difficile è dunque anche il compito degli archeologi-speologi. Non è sufficente esplorare una grotta per trovare delle tracce umane preistoriche, queste sono relegate negli anfranti dei rami più inaccessibili e nascosti, almeno quelle più antiche..

 Con i millenni divennero uomini molto forti e resistenti alla fatica, con l'indole di piegare il paesaggio per essere i padroni del territorio, i loro progetti non avevano limiti di tempo o scadenze, ma erano spinti dal'istinto di modificare lentamente gli spazi a loro favore e soprattutto per le loro discendenze, alle quali avrebbero lasciato il segno della loro esperienza e del loro passaggio, i quali li avrebbero cosi conservati all'infinito.

Non si ponevano il problema di grandezze e ci hanno tramandato le opere megalitiche più gigantesche della storia dell'uomo, molte delle quali non vogliamo o non siamo neanche capaci di riconoscere.

L'esperienza evolutasi per centinai di migliaia d'anni all'interno della grotta ad un certo momento si riversò lentamente all'esterno con la conquista di più ampi territori stabili, almeno stagionalmente, ma perchè questo fosse possibile significava che anche la fauna del mondo esterno si era modificata ,o perchè i grandi carnivori erano stati cacciati dalla regione o perchè i nuovi cambiamenti climatici cambiarono anche flora e fauna. Molte più grotte con ampli acessi furono abitate stabilmente anche sulle linee costiere

Solo i periodi più freddi interglaciali li spinsero ad un nomadismo stagionale più intenso, ma in queste fasi sapevano benissimo dove dirigersi, e probabilmente erano anche ben accolti dai loro simili ..Sono proprio queste fasi che li rendono più attivi incentivandoli ad espandersi anche oltre i territori normalmente frequentati ed ad aprire nuove vie . Le isole più vicine rimaste circondate dal mare vengono colonizzate.

Intagliarono passi scolpendo profondamente il paesaggio in gole e creste, solcarono di sentieri scolpiti i fianchi di ripidi versanti e di stretti fondovalli dove scorrevano grandi torrenti che incrociavano superandoli con guadi realizzati con grandi megaliti.

Accudivano polle e sorgenti,senza tralasciarne alcuna,costruivano gallerie drenanti anche megalitiche e altre le scavavano risalendo la sorgente nella roccia più friabile. Lavoravano sistematicamente in miniere e cave di ossidiana e altre pietre dure, molte altre  di diverso tipo le importavano anche da aree lontane attraverso scambi, cosi come  esportavano le loro materie prime. Conoscevano bene tutte le applicazioni del fuoco, oltre a tutti i tipi di pietra e legno lavoravano i metalli allo stato naturale come oro, rame e ferro meteoritico il più ambito e ricercato fra tutti i materiali, non tanto per la sua origine siderale considerata divina, ma soprattutto per le sue innumerevoli applicazioni .

Modificarono e rinforzarono gli argini, il corso e il letto di molti torrenti di montagna,dove praticavano stabilmente la pesca della trota.

Forse in pochi sanno che la trota si può facilmente pescare con le sole mani, dopo un pò di pratica, ammesso che le pozze dei torrenti o gli stagni non abbiano anfranti troppo profondi o che comunque siano presenti tane dove la trota si possa rifugiare e sentire abbastanza al sicuro invece di sfrecciare via quando si accorge spaventata della presenza dell'uomo.

Manipolarono saggiamente vasti territori alterando al meglio anche il campo magnetico del suolo sul quale ormai avevano tessuto una fitta ragnatela magnetica con le selci che avevano sbriciolato durante tutta la loro esistenza ogni qual volta si fermavno e lavorare i utensili durante il ripetersi dei loro passagi. L'esperienza gli permise di stabilizzare il campo magnetico anche in quei luoghi ritenuti meno positivi. Ma soprattutto in tutto questo vi era sempre la priorità di tracciare  allineamenti fra i siti frequentati, le stazioni di avvistamento sulle alture, le sorgenti e punti che segnavano con grandi megaliti, cosi da ritrovare sempre i sentieri anche in aree sconosciute e a distanza di molto tempo.

Sapevano intuire e calcolare la portata delle precipitazioni e le loro stagioni, avevano il controllo  delle falde freatiche e fra i loro principali obbiettivi vi era quello di mantenerle alte e stabili a determinati livelli nelle stagioni estive. Cosi da avere l'approviginamento idrico anche in altura sui territori di caccia. Era abile nelle comunicazioni a distanza con segnali e richiami di vario tipo, come fischietti o altri sistemi e velocissimo nel farlo, cacciavano e consumavano un gran quantitativo di carni e per farlo spesso dovevano spingersi molto in alto e sapere dove i branchi ole mandrie sarebbero andati a dissetarsi.

L'acqua non era intesa come una risorsa naturale sul territorio, essa rappresentava in tutte le sue forme, la strategia della sua esistenza, non temevano il fulmine ma lo adoravano quotidianamente , sotto varie forme e aspetti.

Questo è il quadro di una realtà ottimale che trovarono i primi sapiens sapiens, quando arrivarono sul teritorio italico, vaste aree di paradisi naturali a sua misura d'uomo, alternate ad aree infernali minacciate da violente eruzioni vulcaniche e paesaggi desolati. 

 

                                  I PERIODI CLIMATICI del primo megalitismo

Per quanto riguarda le fasi glaciali durante le quali i ghiacci ricoprivano tutta l'Europa,
al momento sarebbe prematuro cercare di fare un quadro preciso, dell'espansione del neandertal semi-nomade dalle regioni italiche, basata sui fatti che le determinarono e quindi non lungo linee o percorsi casuali.
Possiamo più semplicemente dedurre  lunghe migrazioni stagionali lungo tutta la penisola che si teneva a distanza dalle zone vulcaniche attive, sulle quali però si spingeva nei momenti favorevoli per esplorarne il territorio alla ricerca di paterie prime, o per usufruire della più facile reperibilità del fuoco.

Il fuoco è considerato da tutti una conquista dell'uomo preistorico che ha segnato la sua evoluzione,ma forse andrebbe meglio definito uno strumento che ha accompagnato e stimolato le divese fasi evolutive del'uomo.
Prima fra tutte l'incontro fra le diverse razze,perchè altrimenti quale sarebbero oltre agli sconvolgimenti climatici ,gli altri fattori che hanno indotto le antiche tribu a spostarsi e anche però a ritornare su queste aree comunque molto fredde?

L'archeologia accerta l'utilizzo del fuoco a partire da 500000 anni fa, ma il suo uso più comune è stabilito intorno ai 250000 annio fa, quanto tempo realmente occorse perche l'uomo preistorico imparase ad accendere autonomamente il fuoco? quando è che l'uomo pristorico comincia a spostasrsi velocemente con le slitte e a viaggiare attraverso i ghiacci per spingersi dove non era mai arrivato prima...?

Fu propio la ricerca del fuoco, lo stesso che permetteva di spingersi o di resistere nelle regioni ai limiti dei ghiacci, o meglio l'opportunita di averlo sempre relativamente vicino come risorsa sempre reperibilie, per questo ad una eruzione visibile da centinaia di chilometri di distanza potevano seguire le mobilitazioni di più gruppi stanziati in aree anche molto lontane fra di loro e quindi di razze diverse, tribu che sapevano ripercorrere velocemente antichi traccati per ricongiungersi su territori dimenticati da generazioni e sconosciuti, ma dove erano consapevoli che avrebbero incontrato dei loro simili,con i quali avrebbero tratto sicuri scambi culturali e di materie prime .Ma  soprattutto questo era il momento e l'occasione prima fra tutte, durante il quale si incontravano e scambiavanole femmine prolifere con quelle di altri clan, con il fine di scongiurare delle discendenze consanguinee, per le femmine a loro volta era un opportunità.. l'unica occasione di rincorntrare e ricongiungersi con la tribu di origine.
Neanderthal e Gro Magnon, quelle che noi oggi conosciamo meglio e che si incrociaono fin a che una delle due prevalse, probabilmente non furono le uniche che raggiunsero le regioni del centro e nord Italia nelle ultime centinaia di migliaia di anni portando le loro conoscenze e le loro tecnologie acquisite nel lento pellegrinare nella più profonda preistoria.
Il clima da solo non era tutto,in fatto di migrazioni, e forse neanche la causa scatenante principale, se l'uomo preistorico nomade doveva cacciare anche le femmine,anche perche perchè non ne aveva all'interno del gruppo che aveva costituito, sapeva dove ne avrebbe trovate..o nelle grandi tribu semi stanziali o fra i piccoli gruppi nomadi isolati appunto.

Non è un caso se i culti dei vulcani sono i più antichi in assoluto fra quelli ricordati sulle litolatrie e gli aonfalos geodetici più antichi, questi sono accompagnati dai culti della fertilita e da i miti di cacciatori che difendono il loro territorio affrontando le fiere talvolta con fulmini o altre scie di fuoco. Le riproduzioni standard di queste immagini derivanti daale litolatrie più belle e significative vennero tramandate fin dal paleolitico, impresse sulle impugnature delle selci e sono assolutamente le prime forme di arte diffusa a livello globale, ed costituirono da sempre un ambito e ricercato oggetto di scambio,il suo valore era proporzionato alla sua qualità di lavorazione e alla qualità della pietra dura con la quale era realizzata dal numero di immagini e dalle dimensioni.
Tale forma d'arte corrisponde ad un sistema di scrittura, e anche se il suo contenuto era scontato e risaputo, era spesso accompagnato anche da molti altri strumenti che proietavano numerosissime ombre costituiva la memoria culturale e storica di ogni tribu..e non meno importante geologicamente parlando, anche i luoghi di provenienza dei propi avi.

Tali eruzzioni vulcaniche è presumibile che tuttavia accompagnassero con una maggiore attività propio le fasi finali di questi cambiamenti climatici per i seguenti motivi(da ; http://meteolive.leonardo.it/meteolive-notizia-27773-isostasia,_il_%E2%80%9Cpeso%E2%80%9D_delle_glaciazioni.html).  

  A questo punto uno studio approfondito che incrocerà i dati sui cambiamenti climatici con quelli sulle eruzioni e quelli che emergeranno con studio dell'espansione delle  facies degli strumenti scolpiti e decorati,potrà essere un modello di ricostruzione valido.


È risaputo da tempo che durante questi periodi di massima espansione delle calotte glaciali, il livello degli oceani era di oltre 100m inferiore a quello attuale. Molte isole vennero colonizzate da uomini e animali durante queste fasi. Si poteva andare a piedi da Pescara a Spalato, ma anche attraversare la Manica, passare dalla Florida a Cuba, dall?Alaska alla Siberia e da un?isola all?altra dell?Indonesia, semplicemente perché al posto del mare c?erano sconfinate pianure.

L?ultima volta accade durante l?ultima glaciazione e tale opportunità scomparve tra 14 e 12 mila anni fa quando, con lo scioglimento delle imponenti calotte glaciali, i livello dei mari risalì progressivamente. Successivamente, in un periodo compreso tra i 6 e i 4 mila anni prima di Cristo, il livello medio degli oceani continuò a salire fin oltre i 2 metri sopra quello attuale. Impossibile quindi pensare a città come Venezia, New Orleans, Amsterdam, Calcutta e tante altre.

Durante i periodi glaciali gli immensi accumuli di ghiaccio delle calotte hanno causato un lento e progressivo sprofondamento della litosfera (crosta terrestre solida) dei territori sottostanti nel mantello terrestre (plastico e viscoso, per non dire fluido). Questo sprofondamento è osservabile oggi in Groenlandia ed Antartide, la cui crosta di superficie, nascosta sotto l?immensa cappa di ghiaccio spessa anche 3-4 km, si pone al di sotto del livello dei mari.

Una tale condizione è osservabile sempre oggi nel cuore del Canada e della Scandinavia, aree depresse fin sotto il livello dei mari in quelle che sono note come la Baia di Hudson e gran parte del Mar Baltico. Le medesime aree, insieme a tutti i territori circostanti, liberate oltre 10 mila anni fa dall?ingombrante massa di ghiaccio, si sono sollevate progressivamente proprio come imbarcazioni liberate dal carico. Tale sollevamento, inizialmente piuttosto rapido, continua ancora oggi a ritmi piuttosto elevati e compresi tra 5 e 15 mm all?anno, ovvero 1 metro e mezzo in un secolo.

Attraverso calcoli piuttosto semplici si deduce che oltre 3 milioni di km2 di fondale marino, l?equivalente dei territori suddetti più atri circostanti tuttora sommersi, si sollevano di quasi 1 cm all?anno. Il mare è costretto a ritirarsi da queste zone e ad accumularsi con il resto della massa oceanica, contribuendo al suo innalzamento, seppure di 1-2 millimetri a decennio. Tale innalzamento, così come quello avvenuto massicciamente dopo l?ultima glaciazione, viene parzialmente, ma molto più lentamente, controbilanciato da uno sprofondamento progressivo, sempre nel mantello terrestre, di quella che è la crosta oceanica, ossia il fondale degli oceani, per il surplus di carico d?acqua.

Seguendo un ragionamento un po? più complesso, i territori circostanti queste aree a rapido sollevamento, per un effetto riequlibrante, tendono a sprofondare leggermente ad un ritmo di circa Œ di quello delle regioni che si innalzano; ovvero 1-3 mm all?anno. È il caso di parte del nord Europa e Russia, parte dell?Alaska, sud del Canada e nordest degli USA (Vedi cartina). Anche questo fenomeno si va ad aggiungere al fittizio sollevamento dei mari, dal momento che in realtà è uno sprofondamento di terre emerse.

In conclusione il livello globale dei mari, come accade da sempre e come testimoniato dagli studi sul passato, è tuttora oggetto di oscillazioni. In particolare è in corso un debole e lentissimo sollevamento al quale contribuiscono vari fattori che, erroneamente, vengono ricondotti solo ed esclusivamente al riscaldamento globale.

 

Gli espeti climatologi sono più o meno concordi a ritenere che alla fine dell'ultima glaciazione il clima sia più volte cambiato prima di stabilizarsi dando luogo ad una serie di fasi alterne,la prima delle quali viene definio un periodo mite ed ha la durata di circa 2000 anni e va dal 16000 al 14000 anni fa..
L'uomo apuano definito Gro magnon raggiunge le regioni più a nord e alla fine del disgelo raggiunge e colonizza anche il nord America, alcuni collocano questa fase a circa 13000 anni fa.
Questa periodo è molto importante in quanto il susseguirsi di nuovi contati e l'ampliamento delle conoscenze geografiche apre nuove strade e un sistema di comunicazione su lunghe distanze che sarà la chiave del completamento della sua conoscenza , l'inserimento dei nuovi tasselli permeterà di ampliare il bagaglio culturale di tutta l'umanità in molte materie, la matemaica la geografia e la geodesia si fondono in un unica materia di ricerca e raggiungeranno livelli superiori a qualsiasi altra epoca compresa quella moderna.

http://www.centrometeolombardo.com/content.asp?ContentId=1151

Ma succede qualche cosa e il clima si fa rapidamente più rigido, le tribu si devono organizare in fretta ben presto si accorgono che non è si tratta di una stagione anomala, gli effeti di una catastrofe stanno cambiando il clima di tutta la regione e non è più il tempo di resistere conviene partire per regioni più ospitali.
Il clima più rigido deve aver spinto nuovamente verso l'Asia i primi insediamenti stabili delle civiltà avolutesi intorno alla penisola italica.
Originari dei primi approdi stabili di pescatori e mercanti di ossidiana e altre materie prime, questi daranno l'esempio e saranno seguiti dalle altre comunita composte da quelle delle regioni nord italiche e da quelle greche dell'interno che si erano spinte più a nord, formate da comunità cacciatrici e allevatrici ma anche dedite alle esplorazioni e alla ricerca di nuovi siti per l'estrazione della selce e le altre materie prime e al loro sfruttamento sistematico  come ad esempio avveniva già nella Puglia e nel nord del Lazio e del nord della toscana.
 
I territori apuani ricchi di grotte ,cosi come in liguria e lungo l'appennino sono nuovamente teatro di gruppi di cacciatori inriducibili, che sfidando la carestia, nella competizione per la sopravvivenza si adattano alla pesca di montagna facendo tesoro di quell'apporto calorifero che offre questo tipo di sostentamento e si insediano lungo le gole che scendono verso il mare e verso l'interno, è un economia ridottissima che permeterà solo ai cacciatori più abili di controllare il territorio affrontando ed eliminando fiere ed altri animali che sopraggiungono nummerosissimi da nord anchessi cacciati dal gelo e dalla fame.
Altre comunità pronte ad resistere ai freddi climi per sfuggire alle fiere cercano rifugio sulle isole più vicine alla costa, le prime imbarcazioni da pesca si spingono cosi in brevi attraversarte a vista verso quelle le isole visibili all'orizzonte, e dal nord della Toscana partono le prime rotte conosciute veso la Corsica e la Sardegna forse già conosciute da cercatori di cave del sale e dell'ossidiana. D'ora in poi questa regione costiera assumerà un nuovo ruolo come centro di scambi e di contatti.

 Cosi questa regione che nei millenni precedenti era diventata un territorio che offriva i suio vantagi sopratutto durante i periodi estivi e durante le siccità, con le sue gole fresche e umide ricche di sorgenti, è frequentata ininterrottamente duranti tutte le fasi degli sconvolgimenti climatici , offrendo sempre nuovi spunti di adattabilità a delle comunità che riuscirono a tramandare la propia identita e la propia esperienza portando avanti i loro progeti megalitici aiutati spesso da genti che si univano e partecipavano nella realizzazione di quelle opere che poi esporteranno insieme alle tecniche.
Alcune leggende e tradizioni orali celtiche ci tramandano di una civiltà che aveva la sua capitale nell' alta val di Susa, Rama, e del ruolo epico che si trovò ad assolvere quale punto di incontro tra le genti europee in un momento di grande caos in cui si richiedevano trasformazioni radicali dei credi e della loro fede. Molte testimonianze megalitiche di questa area sono giunte fino ai nostri giorni e sono più o meno studiate e comunque oggetto di interesse, mentre purtropo poco o nulla si conosce delle zone interne delle Apuane, dove queste testimonianze sono magnifiche e nummerose ma pur troppo poco considerate ed  oggetto di distruzione sistematica, quando scomode o peggio utilizzabili come cave o in altra maniere, senza che uno stato o gli enti della regione stessa se ne preoccupino anche quando sono messi al corrente dei danni irreparabili a siti appartenenti anche al patrimonio culturale di tutta l'umanità, che potrebbe subire il territorio..

Per decine di millenni dai versanti interni delle apuane una cultura naturalistica basata sulla tradizione di epifanie antichissime si trasmette al territorio circostante attraverso il megalitismo, il rispetto per le acque sorgive e il richiamo della natura con i suoi torrenti limpidi viene celebrato, riproponendo in altre aree gli stessi tratti di torrenti, con gli argini e le pozze ricostruiti nelle stese sequenze con tanto di grotte artificiali.

Alle biforcazioni di piccoli e grossi torrenti nascono insediamenti sacri, dove ancora oggi l'opera megalitica è il segno indelebile di quei lontanissimi trascorsi, come un isola geologicamene magica senza continuità ne a monte ne a valle a testimonianza di un culto diffuso ed esportato a livello globale, facilmente riconoscibile sul territorio, celebrato da sempre da druidi e sciamani fin dalla più remota preistoria.
Fra tutti sono tre i centri principali che daranno vita a città sacre; Roma nella pianura del Lazio fino alle regioni del centro Italia.    Ram fra le Alpi Apuane e nella Val di Susa, fino alle regioni del ovest e del nord , e un altra nelle zone tra Frosinone  /sora/ e Cassino /venafro/ fino alle regioni più a sud.

                                                impatto planetario 12000 a.c.

In particolare nella legenda della città di Ram si colgono molti particolari che ci possono ancora raccontare cosa realmente successe in quel lontano 12000.a.c. : un carro astrale che si schianta un nuovo ordine scritto e tramandato su una ruota d'oro o preziosa ,tutto ciò che restava del carro celeste,

 ecc...http://ffz.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8159620

oggi non abbiamo riproduzioni o immagini di come fosse questa ruota, ma il racconto è molto chiaro... sappiamo che questi popoli erano litolatrici , e che un bel giorno si trovarono ad dover reimpostare gli schemi dei loro codici perchè tutto attorno stava cambiando, qualcosa che poteva esere scaturito dai loro culti sui ferri meteoritici, aveva causato una serie di catastrofi le quali avevano sconvolto tutte le terre e tutti i popoli, era compito di tutti i saggi e degli esperti riunirsi e trovare una soluzione...
Se non abbiamo materiale o antiche descrizioni della sacra ruota abbiamo però un equivalente tramandatoci da un antica civiltà contemporanea che per varie ragioni decise di tumularlo facendolo giungere più o meno intatto ai giorni nostri, è facilmente interpretabile attraverso le decorazioni degli onfalos geodetici originali italici apuani e bavaresi,e quindi con molta probabilità non dissimile da quello che esportarono i liguri al sorgere della nuovo ordine mondiale, sarà meno compleso di quello che oseranno in seguito i sumeri, gli antichi egizzi ed in fine gli etruschi , ma ancora rivolto ad esaltare entrambi i codici più importanti.
    


 Lungo una Lei, una linea magnetica artificiale che attravesa mezzo mondo inclinata da nord a sud, dall'Inghilterra al medio oriente sorgono dei siti megalitici onfalici nei principali crocevia situati in luoghi considerati sacri ,è il tempo di Gobekli Tepe il sito è posto a metà distanza tra le pianure britanniche dell' estremo nord conosciuto dove si studiano e calcolano le eclissi e  terremoti, e i due grandi fiumi indiani che convergono prima di tuffarsi nel mare indiano nel golfo di Gujarat.
    
 
                            la leggenda del carro dorarato e fetonte;

                                    continua nel post successivo


 

 

 
 
 

PRIMA DEGLI ANGELI IL MITO

Post n°8 pubblicato il 30 Novembre 2009 da spittara
Foto di spittara

 

INTRODUZIONE .... http://astrolarie.blogspot.com/

Prima che le mie ricerche dessero dei risultati ...ottenuti semplicemente interagendo con la metereologia..hò studiato e sperimentato esercizi fisici in relazione a variazioni della forza di gravità. Tutto ciò al fine di arrivare il più possibile vicino al punto nel quale il possibile diventa impossibile e subentra il desiderio di fare di più dando vita a sogni e leggende.

Una visione coerente aiuta a distinguere e a riconoscere le orme del pasaggio nella storia di condottieri o re sacerdoti dotati e potenti.

Forse non sono solo un cacciatore di onfalos, ma anche un replicante che è stato in grado ri ricalcare i passi e gli spostamenti di personaggi che avevano inciso profondamente e a lungo il nostro campo magnetico geodetico.

Sono riuscito dove altri fallivano da 2000 anni ma non sono un medium, ripercorrere eventi e fatalità rinnova leggende e miti di altri tempi che comunque si adattano ad un era moderna. Voluti dalla dimensione dei sogni come massima esaltazione ed esempio di democrazia torneranno in un oblio forse per sempre ,da dove sono appena risorti e da dove forse mai più nessuno riuscirà ad svegliarli ,e con loro perderemo la grande opportunità. La nostra è stata l'era della speranza ,quella che a dato inizio al terzo millennio, ma la stoltezza e la cecità della nostra civiltà che l'anno rifiutata ci stanno già accompagnando in un futuro buio.

Se i grigi esistessero davvero avrebbero già preso in custodia gli antichi codici della genesi e dell'evoluzione per donarli ad un mondo più degno.

 

 

 

Nuovi siti vengono scoperti e si continua a retrodatare anche la civilta sud americana .

 

ciao, ti comunico che sono giunto alla conclusione della traduzione delle steli di Gobekli Tepe e ho publicato i risultati sul mio sito.
Se puoi contribuisci anche tu a divulgarli, Per troppi anni questa importantissima scoperta è rimasta censurata, e ora si stanno inventando chissà quali teorie, non pretendo di sapere tutto sull’argomento ma con questa tesi sò quello che dico e mi sono limitato soltanto ad un confronto con i codici geodetici, con la speranza di indirizzare gli archeologhi che non hanno interesse di speculare sulla giustra strada.

La spaventosa super attività sismica sul nostro pianeta,degli ultimi mesi, si è stabilizzata soltanto quando è stata data ufficialmente la notizia di questa scoperta nel nostro paese. Ora che dopo 15 anni sta a noi l’ultima parola!
Siamo i pionieri che sono saliti più in alto di tutti,  giriamo la lavagna!!!!!

Speriamo che questo non sia l'inizio di un nuovo allarme, dette strutture sono troppo simili a  quelle dell'isola di Minorca. Porterebbero cosi a retrodatarle di molti millenni. Su molte steli di Gobekli Tepe, nella parte superiore sono presenti i particolari incastri che indicano la presenza di un monolite trasversale disposto al di sopra della stele. Al momento non viene tenuto conto di questi dettagli che renderebbero del tutto simile questo sito a quello di Minorca, ma il problema vero è un altro; si tratta dell'allineamento tra i siti della Val di Turrite, Minorca, e Malta, tracciando una bisettrice da Minorca per l'esatta metà che divide la distanza fra gli altri due siti, tale linea passa esattamente per il Vesuvio! Ora considerando come mal interrpretando le testimonianze di Gobekli Tepe, la tenzione geofisica sia stata esasperata fino ad raggiungere un aumento di attività senza precedenti, speriamo che non venga testardamente ripetuto lo stesso errore da parte dei nostri "grandi studiosi".

IL messaggio delle steli di Gobekli Tepe e proprio quello di: "attivare e stimolare l'attivita geofisica in maniera coordinata, attraverso l'influsso magnetico determinato dal megalitismo preistorico e parametri accuratamente studiati con decine di millenni di esperienza accumulata durante la preistoria, per essere ottimali a misura di uomo. Cioè di scarsa frequenza, intensità e soprattutto con sprigionamenti dell'accumulo di tensione in fasi diurne ansiche notturne, in aree disabitate e in fondo agli oceani. Disertare tali parametri significa il diretto contrario, proprio ciò che si è verificato nell'anno 2007,del resto il premonitoraggio di ottimizzazione preventiva globale presentato in questo blog non sarebbe stato possibile se tutto ciò non esistesse.

Questo è un l'indirizzo di un sito provvisorio dove spiego nel dettaglio l'argomento:

http://archeoastronomia-geodetica.blogspot.com/

http://archeoingegneriageodetica.blogspot.com/

http://blog.chatta.it/attilius/default.aspx

                     seconda parte ; il carro dorato e Fetonte.


La favola narra dunque di Fetonte, figlio del Sole e di Climene, offeso da Epafo, altro
giovane dio dell’Olimpo. Questi insinuava che Fetonte non fosse in realtà figlio del
Sole.  Fetonte in lacrime si recò dalla madre per supplicarla di fornirgli una prova che
il Sole era veramente suo padre. Allora Climene, per calmare il figliolo, chiese al Sole
che permettesse al figlio Fetonte di guidare almeno una volta il fiammeggiante carro
solare, che dal principio dei secoli egli conduceva ogni giorno lungo l’arco del cielo.  
Il Sole sulle prime si oppose, conoscendo l’immane fatica e difficoltà che tale guida
comportava. Ma poi dovette cedere alle preghiere della moglie e alla tormentata
insistenza del figlio. Unse di sacri unguenti il volto del figlio perché potesse
sopportare le fiamme e ordinò di aggiogare i quattro splendidi cavalli bianchi.  
Fetonte, bramoso di dimostrare il proprio valore, balzò sul carro. Ma ahimè, ben altro
polso occorreva per trattenere sul giusto cammino la quadriga di fuoco!  
I cavalli presero la mano all’inesperto auriga, si avvicinarono troppo alla Terra. Arsero
foreste e montagne; i fiumi e i laghi essiccarono. Fu così che le popolazioni dell’Etiopia
divennero da allora scure di pelle; il Nilo, terrorizzato, per non restare interamente
all’asciutto nascose le proprie sorgenti nel cavo dei monti. Così proseguendo nella sua
corsa pazza il carro del Sole avrebbe distrutto tutta la Terra. Fu allora che Zeus,
impietosito verso gli uomini, vibrò un fulmine sul carro e Fetonte in fiamme precipitò
nel fiume Eridano. 
Accorsero le Eliadi, sorelle dell’infelice giovane, le quali tanto piansero l’amato fratello
fino a che Zeus pietoso le trasformò in  pioppi e le loro lacrime in ambra.  

 

In questo racconto ritroviamo  i temi principali, le descrizioni, le scenografie, i concetti e le iterpretazioni, relative alle immagini della litolatria principale, attravrso le figure della quale tutto il racconto esprime un senso legato ai due diversi modi di interpretare le 2 divinità folgoratrici principali che molto si somigliano.
 Quello che più ci interssa, è il perchè di queste interpretazioni ,come mai vengono messe a confronto, e in relazione con una catastrofe planetaria che rievoca qualche cosa peggiore di un diluvio o la causa scatenante del diluvio stesso, induividuabile in un impatto meteoritico.
Tutte queste risposte sono allo stesso tempo la chiave e un ulteriore  prova per individuare nell' onfalos principale lo strumento e quindi il codice relativo ai culti sui ferri meteoritici ...
Lo schema delle immagini è molto semplice, sono le stesse riproposte da sempre in maniera standard anche sulle selci, le più evidenti ed in rilievo del primo gruppo, e del decondo grupo che si sovrapongono a quelle del primo, ma in una posizione capovolta.
la superfice è quindi la stessa cambia la posizione nel quale porre lo strumento affinche siano visibili.  Il pimo insieme inquadra le figure poggiando lo strumento sulla base più piatta, sulla quale viene spontaneo poggiare l'omfalos, la divinità folgoratrice sul cocchio è vista da davanti, ha le braccia aperte e scaglia le grandi folgori, è rasente al bordo iferiore, mentre in primo piano in alto in colore chiaro ci sono le teste dei draghi. /bes e unicorno/nfuegyu..
l'innovazione o il cambiamento che introduce questo mito sta appunto nell' identificare in questa che era la divinità folgoratrice principale, ricordata in tutte le più antiche civiltà dove compaiono le divinità con le due folgori o serpenti , da Creta a Tiaquanaco, la figura del figlio Fetonte, il quale passando troppo vicino alla terra la incendia , l'interpretazione scaturisce dal fato che la figura in questione è molto più vicina alla base della pietra, come il Fetonte che si avvicinò troppo alla terra.
Il ruolo della divinità principale, il padre Sole passa alla divinità folgoratrice che scaglia una sola folgore, visibile capovolgendo la pietra sulla superfice in cui può ruotare come una trottola o meglio come una bussola geomantica, la figura si può riconoscere non solo dalla folgore, ma sopratutto dal fato che è anche essa sul cocchio è ha davanti le sagome di cavalli , è la figura dalla quale deriverà la costellazione del Saggittario. La sua posizione è però vicino alla parte superiore della superfice, alza il braccio e scaglia una folgore in alto orizzontale verso destra, si trova sopra i due vulcani, dai quali deriva il mito sulla provenienza del cocchio del sole, in pratica sta più in alto, scaglia in alto e il cocchio viene dal vulcano, la nuova l'intrpretazione del Sole è fatta.

 

Il nuovo mito fu necesario, in una terra dove la sua immagine era presente ovunque più che da ognia altra parte , non era sufficente interpretarla in un altro modo o sostituirla,

 con lo stesso strumento si interaggiva nei culti dei meteoriti sia per accompagnarli al suolo sia per respingerli, se ne trova memoria fino nella tradizione dei primi re di Roma. Al tempo di Numa Pompilio a Roma una meteorite ferrosa veniva venerata sotto forma di un piccolo scudo. Si riteneva che chi ne fosse entrato in possesso avrebbe avuto il dominio del mondo, e per questo i sacerdoti Romani si affrettarono a forgiarne molti altri simili al primo per scoraggiarne il furto. Numa pompilio non era certamente uno stupido, al contrario viene ricordato con il re sacerdote più grande che abia mai avuto Roma, forse l'unico,quale altro motivo poteva avere avuto per identificare in uno scudo una pietra a forma di meteorite? 

http://digilander.libero.it/mirkopellegrin/html/l_impronta_delle_meteoriti.html

per quanto si potesse decontaminare tutta la filosofia primordiale e cambiare i culti  ritenuti i responsabili della grande catastrofe che stava cambiando il mondo,  non era sufficente, le loro immagini erano stratificate al suolo fino agli strati più profondi segnati dalla presenza umana, dato che fin dal paleolitico anche le impugnature delle selci riportavano mimetizzate nei rilievi più marcati dei distacchi lenticolari le effigi di queste divinità dispensatrici del fuoco. Per non parlare delle litolatrie decorate copie dell'originale realizzate anche con pietre durissime.

Il dubbio è se il mito va ricollegato alla città di Rama e nel fiuma Po o in altro luogo assai vicino, nel quore delle Alpi Apuane da dove la sua facies si diffuse ?
Naturalmente si utilizzarono anche e soprattutto altri sistemi per reinterpretare le tematiche di questo onfalos sempre nel rispeto delle sue qualità, cercando di non modificare il suo senso di lettura ma estapolando immagini di diverso contenuto, meglio ancora se erano maggiormente visibili sulle litolatrie copie principali, presto l'onfalos di Saturno sarà nascosto e tumulato, non vedra più il cielo all'alba di ogni novo giorno per accendere e scagliare gli ultimi meteoriti della notte ,...almeno fin quando non ricomparirà in Egitto diversi millenni dopo...

 
 
 

ERCOLE IL MITO

Post n°6 pubblicato il 30 Novembre 2009 da spittara
Foto di spittara

Con queste immagini nasce l'anarchia , una frattura nel primitivo ordine costituito globale , sono le più antiche figure di Ercole con il leone, la luna , Marte, Diana cacciatricede ....indovinate voi.
Con essa le tavole geodediche diventano due, è l'inizio di una nuova civiltà basata sugli scismi e molte innutili battaglie,..essenzialmente nasce e rimane una copia della litolatria principaledi 366,3 grammi,..apparte questo le nuove immagini delle differenze stilistiche, sono però anche un antico sogno si libertà e inovazione.
Conl suo peso 155,8 grammi stabilirà per sempre il calendario solare suddiviso in settimane.

Un breve quadro riassuntivo e i nuovi presupposti alla luce delle nuove prove.

I dati più significativi ci indicano senza dubbio che le costruzioni antiche più imponenti tramandateci dalle antiche civiltà si trovano nei siti che occupano semplicemente per via della loro funzione alla quale assolvevano secondo un disegno ed un progetto globale, e che quindi; Per quanto le civiltà che le ospitarono ne furono probabilmente le artefici, queste vi furono sicuramente coinvolte , con o senza il loro consenso. A Giza troviamo immense costruzioni che ci tramandano, attraverso i loro proggetti, conoscenze ottimizzatrici della totale attività sismica del nostro pianeta, combinate con altre conoscenze, oramai dimenticate relative ai corpi celesti che entrano e non nell'atmosfera terrestre, il tutto impostato su una o più orbite terrestri lunghe 25000 anni.

 In Gran Bretagna ritroviamo gli stessi precisi progetti utilizzati per gli spaccati delle piramidi di giza utilizzati per disseminare l'intera area di Silburi il, di un nummero incalcolato di massi megalitici, distribiiti a gruppi di diverso tipo, ai quali, quantomeno dobbiamo per forza della matematica riconoscere almeno le stesse funzioni ed una comune origine, considerato quanto fossero ermetici i progetti stessi. A dodici chilometri infatti ritroviamo il famoso Stonehenge, grandioso e altrettanto antico,un osservatorio luni-solare, nel quale, grazie proprio alla sua ricercata posizione era, (una volta terminato) stato possibile prevedere le eclissi. Abbiamo sopra visto quanto siano influenti le alcuni processi lunari sulla geofisica terrestre e quindi, chiaro quale fosse il preciso collegamento fra queste lontane aree. Anticamente in ogni regione vi era un centro onfalico oracolare e questi erano tutti in stretto contatto fra di loro utilizzando messaggeri con priorità assoluta e i piccioni viaggiatori per le le distanze maggiori. Forse gli antichi druidi e sacerdoti non riuscivano a monitorare in tempo reale come possiamo fare noi oggi, ma sicuramente erano perfettamente in grado raccogliere tutti i dati che gli occorrevano in brevisimo tempo. Tutto ciò spiega l'esistenza delle vasche per il monitoraggio sismico, e la loro distribuzione in tutte le antiche civiltà fin dalle prime testimonianze. A questo va aggiunta l'incredibile conoscienza che dovevano aver accumulato in migliaia e migliaia d' anni di esperienza, che gli permetteva di trarre conclusioni più dettagliate nel settore della ciclicità degli eventi. Naturalmente gli stagni di acqua , comunissimi nelle grotte e i pozzi sacri erano al centro di una ragnatela globale dei culti delle acque che andò via via sempre più espandendosi. La domanda interessante è : quanto tempo occorse affinche l'uomo fosse in grado di calcolare le eclissi. Personalmente sono del parere che il principale obbiettivo di questi monitoragi fosse quello di individuare quei periodi (simili a quello appena trascorso) durante i quali l'attivita sismica del nostro pianeta aumenta di intensità e frequenza. In un lontano passato tali fasi erano sicuramente più intense e forti, se a ciò aggiungiamo quali dovevano essere le ripercussioni sulla già molto intensa attività vulcanica, emerge uno scenario a rischio di catastrofi dovute all' effetto serra causato dalle ceneri in grado di raffreddare notevolmente l'intero pianeta in breve tempo. Ma il ricordo di climi freddi doveva ancora essere vivo in quegli uomini che si apprestavano a strappare ai ghiacci nuove terre da colonizzare, e questo li indusse a fare sforzi e progetti grandiosi per scongiurarne un improvviso ritorno.   http://archeoastronomia-geodetica.blogspot.com

 
 
 

nuove scoperte: LA GRU DELLE PIRAMIDI.

Post n°5 pubblicato il 30 Novembre 2009 da spittara
Foto di spittara

Una scoperta rivoluzionaria : è mio anche il brevetto per utilizzarla al fine di produrre energia pulita a costo zero ma a disposizione di tutti gratiuitamente, peccato che la verità dia sempre fastidio a qualcuno,
La "TORRE DI SOLLEVAMENTO IDRAULICA " o ascensore idraulico,utilizzata dagli antichi costruttori delle piramidi di Giza,si basa sul principio dell’imcomprimibilità dell’acqua, ne esiste anche un modellino in ceramica ,completo di dettagli , rinvenuto nella piramide di Zoser insieme ad altre copie degli antichi strumenti da lavoro ,solo che è stata erroneamente classificata come basamento di un non meglio precisato vaso. coloro che volessero partecipare alla realizzazione di un modello in scala efficente ed automatizzato sono i ben venuti. Pozzi di risalita per galleggiamento ,dovevano anche essere incorporati provvisoriamente all’interno della struttura piramidale in fase di costruzione ,almeno per il sollevamento dei plocchi più grossi.I blocchi non venivano neanche scaricati dalle chiatte,ma ,in questo caso,più semplicemente sollevati aggiungendo acqua alle vasche,operazione che veniva effuttuata attraverso gli stessi ascensori idraulici. Il grosso dei blocchi più "piccoli" veniva trasportato su chiatte scomponibili,sollevato ad un altezza superiore di quella della sua messa in opera,e poi fatto scivolare in loco,su guide attraverso ;mulini nei quali veniva definita la sua forma finale,utilizzando la stessa energia prodotta dalla risalita dei galleggianti,e anche quella ricavabile tramite carucole nel momento in cui questi venivano nuovamente calati verso il basso,in queto modo avremo anche tutta l’acqua a disposizione per lavorare la pietra. il galleggiante con il suo carico veniva spinto dentro la parte inferiore della torre ascensore dopo che una botola aveva chiuso e saparato lo stadio inferiore, impedendo all intera torre piena di acqua di svuotarsi completamente,chiuso nuovamente l ingresso si riempiva di nuovo anche il piano terra compensando la pressione,a questo punto il galleggiante spingeva verso l alto il suo carico riaprendo automaticamente la botola,che subbito dopo si richiudeva da sola,cosi lo stadio inferiore poteva subito essere riaperto, svuotato e nuovamente caricato per un altro trasporto L intuizione di questo procedimento mi è venuta analizzando tutti i dati archeologici a disposizione e soprattutto cercando di capire come furono realizzate le opere ciclopiche ad argine e drenaggio del rio turrite e dei suoi affluenti. Questo spiega anche perche i blocchi utilizzati x questa piramide sono grossomodo tutti delle stesse dimensioni!

 
 
 

I PROGETTI DELLE PIRAMIDI

Post n°4 pubblicato il 30 Novembre 2009 da spittara
Foto di spittara

C.ric. Valditurrite per la dispersione e il decentramento dell’energia geofisica.

http://archeoingegneriageodetica.blogspot.com/

STUDI RECENTI HANNO DIMOSTRATO MATEMATICAMENTE QUANTO FOSSERO MOLTO PIÙ COMPLESSE E ANTICHE LE CONOSCENZE DI GEODESIA E ARCHEOASTRONOMIA ATTRIBUITE AI COSTRUTTORI DELLE PIRAMIDI DI GIZA O DEI SITI MEGALITICI BRITANNICI.LA SCOPERTA È AVVENUTA PESANDO CON UNA BILANCIA DI PRECISIONE, ALCUNI ONFALOS PREISTORICI DECORATI ,TUTTI COPIE DI UN ORIGINALE ,REALIZZATE IN STILI DIVERSI .LE CIFRE IN GRAMMI COSÌ OTTENUTE CON DUE NUMERI DOPO LA VIRGOLA ,SONO RISULTATE CORRISPONDENTI A PRECISE COORDINATE E A MISURE DEL NOSTRO PIANETA ,IN CHILOMETRI. LA SCELTA DEI 7 PRINCIPALI CODICI CHE SI VOLLERO TRAMANDARE NON FU CASUALE, FURONO UTILIZZATI SOLO QUELLI CHE, INCROCIATI CON OPERAZIONI DI MOLTIPLICAZIONI E DIVISIONI, DAVANO COME RISULTATO ALTRI CODICI GEODETICI, INERENTI A FORMULE PROPIZIATORIE PER OTTIMIZZARE L’AMBIENTE A MISURA D’UOMO. TALI OPERAZIONI ERANO DA CONSIDERARSI SOLO PER I NUMERI CHE SI TROVAVANO ACCOSTATI IN PRECISE SEQUENZE. NON È UN CASO SE NOI ANCOR OGGI CON TRE DIVERSE SEQUENZE DI QUESTE SERIE DI CIFRE, DIVISE SU ALTEZZA E METÀ BASE, POSSIAMO TRACCIARE I PROGETTI PRECISI E COMPLETI DEGLI SPACCATI INTERNI DELLE TRE PIRAMIDI PRINCIPALI DI GIZA,UTILIZZANDO SOLO UN COMPASSO. TALI CONOSCENZE DOVEVANO GIÀ ESSERE NOTE AI SACCHEGGIATORI DELLA PIRAMIDE DI MICERINO ,DATO CHE ALCUNE COORDINATE DETERMINATE DAI SUDDETTI CODICI, SPIEGANO IL PERCHÈ DEL VERTICALE TENTATIVO FALLITO. IN PRATICA NON LO SAPEVAMO, MA ESISTONO 7 COORDINATE CON LE QUALI È POSSIBILE SPIEGARE TUTTA LA FISICA ,LA MATEMATICA, I CALENDARI, LA GEODESIA, L’EVOLUZIONE E L’ORIGINE DELLE DIVERSE UNITÀ DI MISURA DEL NOSTRO PIANETA TERRA.

AUTORE VALDITURRITE .
IL CENTRO RICERCHE RESPONSABILE DI QUESTA INDAGINE, SI È SEMPRE AUTOFINANZIATO E NON HA MAI USUFRUITO AIUTI DA NESSUNA UNIVERSITÀ .SI CERCANO VOLONTARI PER AMPLIARE I PROGRAMMI. AL MOMENTO QUESTE RICERCHE SONO STATE RICONOSCIUTE SOLTANTO IN GERMANIA.



IL TRIANGOLO ; ITALIA; INGHILTERRA; EGITTO

David Furlong, nel suo libro “le chiavi del tempio “da bravo topografo ha pubblicato anche una scoperta molto importante e in parte senza saperlo. La sua scoperta vede dei siti megalitici britannici orientati e allineati su due grandi circonferenze ampie quanto un intera regione, racchiudere al centro dello spazio circoscritto dalle intersezioni delle circonferenze precisi punti di riferimento di un triangolo, gli angoli dei quali corrispondono alle inclinazioni precise della più grande piramide conosciuta ,quella di Keope.
Quello che ha lasciato scoprire ai lettori, è il fatto che intersecando con altrettanta precisione tutti i punti di riferimento allineati sulle circonferenze, posti ad indicare la presenza dei siti megalitici e altre opere affini, (anche quelli non più direttamente visibili perché sovrapposti da altre costruzioni),si ottengono, sulla proiezione della stessa piramide anche moltissimi altri punti con i quali si evidenziano anche tutti gli spaccati interni (sale e corridoi)della prestigiosa piramide. Quante sono le possibilità che si tratti solo di un caso?
Ma ecco perché vi ho riportato questi dati.
Quello che Furlong e gli altri invece non potevano sicuramente sapere è che le intersezioni, derivanti dai siti principali da lui riportati, evidenziano i punti di riferimento corrispondenti alle “distanze sulla base della piramide dettate dai pesi dei codici geodetici” già illustrati e che con tutta probabilità furono alla base di entrambi,i progetti.


Dalle eternità del tempo propagini remote di un vissuto lontano e primigenio ,giungono gli echi mai estinti di culti e tradizioni che appartengono agli albori dell’umanità, patrimonio di civiltà misteriose che ancora oggi suscitano un fascino arcano. Segni distintivi lasciati da martelli o asce cerimoniali decorate divenute nei millenni onfalos geodetici,tramandate come astrolatrie o più semplicemente litolatrie ispirano un sapere che cela in sè una sapienza sconosciuta,proveniente da mondi e dimensioni che hanno illuminato fugacemente le tenebre dell’ignoranza e della supestizione rischiarando con la loro fiamma sapienzale la lunga notte delle origini. Regni secretati posti oltre l’immaginazione,situati fra le regioni inesplorate dell’astrale che permea la sfera terrestre e quella non terrestre. Frammenti di questo sapere primordiale, dispersi sul nostro pianeta un tempo dislocati in luoghi di potere che conservano l’impronta indelebile di tale corpus dottrinale, sono giunti fino a noi intatti per tornare nel loro luogo di origine nel momento in cui sono stati rinnegati. Si tratta di un culto senza tempo ,una dottrina stellare che ha conferito alle civiltà che ne possedevano la chiave segreta la possibilità di accedere ad una più vasta conoscenza. Se analizziamo la storia degli insediamenti umani stanziati nel Lazio, per esempio, ci rendiamo conto che quando in altre parti già declinavano civiltà fiorenti e altamente organizzate , il Lazio risultava civilizzato solo a nord dal misterioso popolo etrusco,al confine con la Toscana .Il resto del territorio, al contrario sembra immerso nelle tenebre della preistoria.Sembra.....
Un antico tabu imponeva un cosi ferreo rispetto della pietra in quei luoghi considerati sacri, tanto che condizionò la vita di generazioni devote alla loro difesa.
Perchè gli antichi romani delle origini erano privi di statuaria?

Ps. i punti indicati con il punto interrogativo sono solo presunti e non siti megalitici conosciuti, però sarebbe il caso che qualche pseudo archeologo intenzionato a coprire qualche cosa ci andasse a dare un occhiata , non pretendo che lo faccia qualche signore del ministero o dell'università pagato conle nostre tasse ma magari qualcuno che abbia il buon senso di riferirci la conferma.
 
 
 
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