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« Archeologia e Architettu...ANCORA GLIPTOGRAFIA... »

GLIPTOGRAFIA E SIMBOLISMO MEDIEVALE

Post n°8 pubblicato il 19 Settembre 2005 da archeowall
 
Foto di archeowall

Salve a tutti, di passaggio e non

Oggi mi va di parlare di questa strana branca della scienza, la Gliptografia, che studia i segni incisi sulle pietre e il loro significato. In Italia lo studio dei segni gliptografici ha ancora un carattere frammentario, con ricerche limitate a singoli monumenti o aree geografiche circoscritte, mentre è in Francia che la ricerca è forte di oltre un ventennio di esperienze, grazie anche alla maggior quantità di segni lapicidi esistenti sulle costruzioni medievali. Lo studioso Van Belle, attraverso la registrazione sistematica dei marchi, ha elaborato una loro classificazione, suddividendoli in sei grandi gruppi e relativi sottogruppi: Lettere, Cifre, Forme geometriche, tratti, forme circolari e monogrammi[1]. Al segno è in genere associato un significato specifico, non sempre interpretabile, che può essere: marchio d’identità dell’autore, segno riferibile alla costruzione ed alla messa in opera dell’edificio, segno relativo ad una prova progettuale, segno simbolico ecc.

Durante i miei vagabondaggi toscani ho avuto modo di osservare qualcuno di questi simboli. Il più frequente è rappresentato da una croce impiantata su una base che simboleggia il Golgota, ma vi sono altri segni che rappresentano una vera e propria firma del magister medievale che lavorò alla costruzione. Tra tutti mi ha interessato particolarmente il segno inciso su un grosso masso, ritrovato nell'alveo di un fiume.

L’incisione (circa cm 12 x 9 h ) raffigura una croce piantata su base triangolare e poggiata su un’altura formata da quattro colli accostati, convergenti in un unico punto sotto la base triangolare (vedi foto). Dimensioni, forma della pietra e tipologia del segno inciso sono senz’altro anomali rispetto ai casi finora studiati

In generale, infatti, abbiamo a che fare con simboli religiosi o simboli di identità, mentre questo sasso riporta un simbolo che può essere interpretato come un termine di confine, ossia un simbolo che indicava il confine tra due distretti amministrativi.

Nel Medioevo il fiume Cornia rappresentava un confine tra diverse giuridizioni amministrative e molte furono le lotte tra i confinanti. Fin dalla fine del 1200 furono istituiti diversi processi per stabilire i precisi confini dei singoli distretti e molti furono i testimoni invitati a raccontare quello che sapevano in proposito. Per definire la questione furono anche disegnate delle mappe schematiche, allegate agli atti dei processi,  in cui era ben evidente la posizione dei termini di confine, ubicati lungo il corso del fiume Cornia. Ancora in pieno secolo XVI la quesstione confini era aperta, tant'è che dopo l'ennesimo processo fu stabilito che i termini di confine venissero murati, proprio per evitarne lo spostamento.

Il sasso ritrovato nel fiume riporta il disegno schematico che richiama la morfologia di quel territorio, caratterizzato da una serie di colli inframezzati da corsi d'acqua, e conferma la sua funzione di termine di confine. 


[1] J. L. Van Belle, Dictionnaire des signes lapidaires. Belgique et Nord de la France, Louvain-la-Neuve, 1984; J. L. Van Belle, Les marques de tailleurs de pierre:remarques semiologiques, in Actes International du V Colloque International de Glyptographie de Pontevedra, Luglio 1986, Braine-le-Châteaux, 1987. A parte la Francia, dov’è stato fondato anche il C.I.R.G., un centro di ricerca per i segni gliptografici, è un po’ in tutta l’area del Nord Europa che l’interesse per questa materia sembra più coltivato e dove sono state infatti pubblicate ampie raccolte.
 
 
 
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