Una delle prime cose che si impara studiando il diritto penale è che la pena, che viene applicata in conseguenza del compimento di un atto identificato come reato dalla legge, non persegue esclusivamente uno scopo punitivo del soggetto, ma anche di orientamento, rispetto e accettazione di quei principi e valori che la norma stessa protegge.
In parole più semplici si può dire che il binomio REATO-PENA non va inteso come "non compio nessun atto definibile come reato altrimenti incappo nella relativa pena prevista" ma piuttosto come "non compio atti identificati come reati dalla legge,non solo a causa della pena, ma anche perchè la norma dalla quale essi scaturiscono, contiene elementi ai quali è stata riconosciuta protezione giuridica, e quindi ne rilevo e riconosco l'importanza"..........la pena, cioè, non deve fungere da spauracchio......
Il punto essenziale è che il Ministro Mastella, con l'approvazione della legge che prevede il carcere per coloro che negano i CRIMINI definiti CONTRO L'UMANITA' , ha svalutato questo semplice principio interpretativo, ha rilevato ed ammesso la totale mancanza di coscienza della società nella quale viviamo, ma soprattutto ha minato ancor di più il già precario equilibrio sul quale vive il ricordo dell' Olocausto.............vi sembra poco?
....ed io che pensavo che dopo la sua ammissione di essere arrivato vergine al matrimonio e la legge sull'indulto non si potesse toccare ancora di più il fondo...