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Creato da maxbianco1 il 25/04/2005
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Gli Asidei abbandonano gli Asmonei
Alla morte di Giuda Maccabeo, il fratello Gionata, approfittando delle rivalità all'interno della corte seleucida, fra Demetrio I e Alessandro Bala, nel 152 a.C. si fece concedere da quest'ultimo il titolo di sommo sacerdote, accumulando la carica sacerdotale e quella governativa. L'unione dei due ruoli apparve sacrilega agli Asidei ed essi si distaccarono dal partito degli Asmonei, per poi scindersi ulteriormente, fra il 160 ed il 150 a.C., in due fazioni che diedero vita agli Esseni e ai Farisei con evidenti incroci tra le due filosofie. Nel 142 a.C. il fratello Simone succedette a Gionata continuando a conservare entrambi i ruoli; nel 135 Simone venne assassinato dai seleucidi e l'eredità passò al figlio Giovanni Ircano, che avvierà una politica lontana dall’intransigenza del nonno Mattatia.
Verso la fine del II sec. a.C. un sacerdote sadocita detto Maestro di Giustizia, considerato dai suoi seguaci il profeta della fine dei tempi, organizzò la vita gerarchica comunitaria della comunità di Qumràn; quest’uomo abbandonò (o fu cacciato da) Gerusalemme perché persuaso che il culto fosse celebrato da sacerdoti indegni e secondo un calendario sbagliato. È probabile che sia l’autore di parte della Regola della Comunità, di alcuni Inni di ringraziamento e della Lettera halakhica (ossia sulla legge) 4QMMT (bibliografia). Il nemico più grande al tempo dell’abbandono di Gerusalemme fu un “Sacerdote empio”, forse un sommo sacerdote maccabeo, Gionata I (160-143 a.C.) o suo fratello Simone (143-135 a.C).
Giovanni Ircano I (134-104 a.C.), appoggiato dai Sadducei, si dedicò a campagne militari di espansione, servendosi di un esercito professionale di mercenari, e convertì forzatamente Samaritani e Idumei, che obbligò a circoncidersi. I Farisei erano, invece, molto critici e lo accusavano di aver concentrato nelle sue mani il potere civile e quello religioso e di essere un tiranno all’ellenismo piuttosto che agli ideali maccabaici di purezza. Ircano fu accusato di non essere meritevole della carica di Sommo Sacerdote in quanto sua madre era stata prigioniera e non poteva garantire la purezza richiesta alla moglie di un Gran Sacerdote e alla madre del suo successore. Il re reagì proibendo le prescrizioni farisaiche e minacciando di morte chi osasse seguirle[1].
L’atteggiamento tirannico di Ircano I è proseguito dal figlio Aristobulo (104-103 a.C.) che nel suo brevissimo regno, dopo aver fatto assassinare sua madre e suo fratello, si autoimpose il titolo di re. Gli succede un altro fratello, Alessandro Ianneo (103-76 a.C.), sotto il cui regno la dinastia asmonea raggiunge il suo massimo splendore, ma allo stesso tempo raggiunse il culmine dei contrasti con i gruppi più ortodossi. Per reprimere l’opposizione farisaica, Alessandro ordinò veri e propri massacri, facendo crocifiggere centinaia di Farisei attorno alle mura di Gerusalemme.
Secondo le Taledoth ebraiche nell'anno 3671 (circa 90 AC ), una grande sventura colpì Israele, quando dalla tribù di Giuda sorse un certo uomo malfamato di nome Giuseppe Pandera che viveva a Betlemme, in Giudea, che, con un sotterfuggiò, ingravidò Miriam, promessa a Giovanni della stirpe di Davide. Miriam partorì un figlio maschio e lo chiamò Yoshua, come suo fratello. Un giorno, quando Yoshua era era un inquieto adolescente, tra i Dottori sorse la discussione se il suo comportamento irriverente non dimostrasse che era un figlio illegittimo e figlio di un niddah (impurità sessuale, incesto, adulterio, prostituzione ecc.). Venne scoperto, tramite Shimeon ben Shetah, che era il figlio illegittimo di Giuseppe Pandera. Miriam lo ammise e Yoshua dovette fuggire in Alta Galilea. Anni dopo ritroveremo questo Gesù dichiararsi messia sotto il regno di Alessandra.
Il movimento di Qumran che in questo periodo vede aumentare popolazione e organizzazionein seguito alla lotta di Giovanni Ircano I contro i Farisei; in questo periodo la comunità sembra accentuare certi aspetti farisaici e vi sorsero gruppi discordanti per questioni riguardanti il matrimonio, la vita nel deserto, la disciplina comunitaria, l’ascetismo, l’apertura ai Gentili[2].
L'epoca che va dal 134 al 31 a.C. viene considerata il periodo "classico" di Khirbet Qumran: vengono costruite le principali strutture edilizie in muratura, acquedotti e numerose cisterne per i fabbisogni della comunità e per i riti di abluzione, sale di riunione, refettori, cucine, scriptoria, vasche. Compaiono le prime redazioni del Documento di Damasco e della Regola dell'Assemblea[3].
Questi hassidim si consideravano la parte pura di Israele, in esilio nell'attesa della ricostruzione del Regno, e chiamavano Damasco la comunità e terra di Damasco la sua collocazione territoriale, con riferimento ai passi biblici che parlano dei puri di Israele esuli in terra di Damasco.
Nel documento di Damasco troviamo riferimento a particolari abitudini alimentari che rimandano direttamente a Giovanni Battista: "tutte le specie di cavallette saranno messe nel fuoco o nell'acqua mentre sono vive: tale è infatti l'ordine conforme alla loro natura" (Documento di Damasco); "il suo cibo erano cavallette e miele selvatico" (Mt III, 4).
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