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Parliamo di rincari......
Post n°22 pubblicato il 10 Settembre 2007 da semplicementemarco2
Prezzi/ Le associazioni dei consumatori lanciano lo sciopero della spesa per il 13 settembre Lunedí 10.09.2007 18:07
Lo hanno annunciato i quattro presidenti in una conferenza stampa: Carlo Pileri, Elio Lannutti, Carlo Renzi e Rosario Trefiletti. "La situazione ormai è insostenibile - spiega Trefiletti - il nostro Osservatorio continua a registrare ed a confermare improponibili aumenti dei prezzi, soprattutto dei prodotti fondamentali a base dell'alimentazione quali pane, pasta e latte". Per le quattro organizzazioni dei consumatori gli aumenti si aggirano "anche sul 27%", con una incidenza che passa "dal 10 al 30%" per i prodotti quali farina (+11% tra 2006 e 2007), pane (+17%), penne (+22%), spaghetti (+27%), pane in cassetta 8+17%), penne (+22%), spaghetti (+27%), latte (+7%). "Tra le richieste di questo nostro 'sciopero della spesa'- spiega Carlo Pileri, Presidente di Adoc - che non si ferma ai prodotti alimentari, ma si allarga alla questione delle assicurazioni, delle banche, al rischio mutui, sollecitiamo la trasformazione in decreto legge del provvedimento Bersani giacente in Senato, dove si affrontano, tra l'altro questioni condivise in tema di accise e carburanti e di maggiore competitività del settore". Per i consumatori vi è difatti "un incremento dei prezzi dai campi alla tavola con ricarichi anche superiori al 900%", per questo lo 'sciopero della spesa' deve servire "a mettere al centro dell'attenzione anche il lavoro degli agricoltori e del made in Italy, chiedendo un cambiamento di rotta che sia in grado di rilanciare l'economia ed i consumi, per far quindi respirare i bilanci familiari". Ma quanto costera questo 'settembre nero'? Per Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori i rincari saranno di circa 1000 euro, senza contare alcune garndi città come Milano, Roma, dove gli incrmenti dei prezzi dei taxi, dei biglietti autobus e metro e quelli dei treni, oltre a piccoli incrmenti (ticket d'ingreso nelle città) renderanno più "salato" il peso sui cittadini, che potrebbero pagare 2.000 euro in più. COLDIRETTI: IL GRANO COSTA COME NEL 1985 Il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori è oggi lo stesso del 1985 mentre da allora il divario dei prezzi tra grano e pane è aumentato di ben il 750 per cento. E' quanto afferma la Coldiretti che, in riferimento allo sciopero della spesa del 13 settembre annunciato da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori sottolinea che occorre raccogliere le giuste sollecitazioni dei consumatori per garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e nell'informazione sull'origine dei prodotti per dare la possibilità ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli e per combattere le speculazioni in agguato. Se nel 1985 - spiega la Coldiretti - il prezzo del grano era di 23 centesimi al chilo e quello del pane di 52 centesimi, oggi un chilo di grano è venduto al prezzo di circa 22 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,7 euro al chilo ma che raggiunge i 5 euro e oltre per quelli più elaborati. Il divario tra il prezzo del pane e quello del grano è quindi passato dai 29 centesimi del 1985 agli almeno 2,48 euro attuali con un incremento del 750 per cento. Secondo uno studio della Coldiretti per pane, pasta fresca e dolci il prezzo dal campo al consumo si moltiplica rispettivamente di 12, 20 e 70. Un divario ampio che dimostra che - sottolinea la Coldiretti - nella forbice dei prezzi alla produzione e quelli al consumo c'è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie. I rincari annunciati - continua la Coldiretti - rischiano peraltro di avere effetti negativi sui consumi domestici che sono già pesantemente calati del 6,1 per cento per il pane e del 5,6 per cento per la pasta di semola nei primi cinque mesi del 2007, rispetto allo scorso anno secondo i dati Ismea - Ac Nielsen. ll rischio è che i rincari, oltre ad incidere sui consumi, servano - sostiene la Coldiretti - a coprire la volontà di aumentare le importazioni dall'estero di prodotti da spacciare come Made in Italy a fini speculativi in assenza di una adeguata informazione in etichetta. Secondo l'ultima rilevazione Ismea la produzione di frumento duro nel 2007 in Italia - conclude la Coldiretti - è aumentata rispetto allo scorso anno dello 0,9 per cento per 4,13 milioni di tonnellate, mentre per il grano tenero l'aumento è dello 0,6 per cento per una produzione di 3,23 milioni di tonnellate. Articolo Preso da "affari italiani" quotidiano on-line |




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