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Il velo di Maya

Post n°57 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da Blackmoore

 

Il reale non esiste!
Pensarlo in un momento di riflessione intima è normale, almeno per me, ma che questo pensiero mi  sovrasti  rumoroso e costante alle nove di mattina mi eccita.
Sono sveglio e scattante, acuto e pronto, totalmente in possesso di me stesso e delle mie facoltà.
Solamente fiino a 10 giorni fa la mia percezione del mondo  pesava come un fardello quasi insostenibile e mi sentivo destinato a soccombere sotto i colpi del destino.
Cos'è cambiato?
Mi soffermo a pensare e più lo faccio e più la mia mente mi nega le parole adatte ad esplicitare in quanto pensieri  su pensieri si infrangono su di me come onde di un oceano in tempesta.
Ricordo che Schopenhauer diceva che la vita di un uomo è come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia in un brevissimo intervallo illusorio che è la gioia.
Sempre lui, ipotizzava la percezione come "apparenza o illusione" generata dalla nostra coscienza mentre la realtà assoluta o "noumeno" come nascosta dietro un velo (velo di Maya) che l'uomo dovrebbe superare, scoprire e comprendere.
Che io sia una persona intimista non mi sorprende e tantomeno che io anneghi nelle mie fisime mentali, quello che invece davvero non riesco a comprendere è il "perchè" l'arrivo della "gioia"  mi colga sempre impreparato.
Tutto questo mi fa pensare che ora io mi trovi tra i due punti di picco del pendolo.
Ieri non ero attento al vestire mentre stamattina ho avuto un impulso irrefrenbile a mostrare fuori come sto bene dentro.
Sono mesi forse che non scrivo quì ed oggi lo sto facendo. Ripenso a me stesso
del recente passato e sorrido.
Credo che a questo punto della mia esistenza io debba adoperarmi per riuscire ad  allontanare definitivamente il dolore che ciclicamente mi rapisce. 
Sono nato il 22 febbraio come Schopenhauer e forse sono proprio queste casualità che spingono l'uomo alla positività ed alla voglia di vivere.

Paolo

 
 
 

Colazione da ........... star

Post n°56 pubblicato il 05 Ottobre 2010 da Blackmoore

 

Stamattina, dopo aver accompagnato mia figlia a scuola, solito bar, solito tavolino all'aperto, solito cappuccino, solito cornetto.
Dietro di me un gruppetto di mamme rampanti agghindate da "Stars" hollywoodiane (si alzeranno alle 3:00 per riuscire ad intonacarsi in quel modo).
La mia curiosità, fino a quel momento assorta tra le notizie di un quotidiano viene attirata dallo stanazzare di quelle donne:
-"gli uomini sono una manica di stronzi";
-"lo scopri ora?"
-"io non so quella dove cavolo l'ha trovata il mio ex";
-"seh parli tu, ma l'avete vista la figlia del mio ex? Uguale alla madre";
Sono di spalle e la mia espressione facciale è simile a quella che ho quando vedo "Colorado" in Tv.
Squilla un telefono e di colpo sento ad alta voce:
-"Buongiorno pezzo di m........, hai il coraggio di chiamarmi? Sappi che le mie figlie tu dopo quello che hai fatto ieri non le vedrai mai più.
Che  beep  vai a dire loro che ci siamo lasciati perchè io ti tradivo, io quello me lo sc... da quando sono tornata a casa non da prima, hai capito? Stronzo!"
(breve pausa )
"Senti, mi hai rotto il  beep, io faccio quello che mi pare capito? Mi sc..... chi voglio e tu le mie figlie te le scordi................."
La telefonata è durata circa 10 minuti e per tutto il tempo il gruppetto di amiche solidali e concordi, tra un urlo e l'altro annuiscono con sussurrati e decisi "evvai", "stronzo", "bastardo", "massacralo".
Astio e livore allo stato puro.
Ora, io davvero non so cos'abbia fatto quell'uomo e nemmeno mi va di difenderlo per spirito di appartenenza. Capisco il risentimento che possano avere le persone, ma in tutto questo una domanda mi sorge dall'intimo: ma dov'è finita la discrezione?
Perchè è diventato così importante palesare al mondo ciò che dovrebbe restare nell'ambito privato?
Anche qui, nella comunità di libero, nei blogs, storie di incontri, amori urlati, amori finiti male, amori mai nati, amori mai esistiti, sputtanamenti di tutti i generi. Una volta si chiamavano diari segreti ed ora che nome dargli?

Mi viene il dubbio che tutto questo adoperarsi, non sia altro che una spasmodica ricerca di testimoni, una sorta di corte accusatrice che appoggi le proprie azioni più bieche, commesse sotto l'egida bandiera del perbenismo alla rovescia.

Per quanto mi riguarda in tutta questa umana perversione  continuo ad avere l'epressione di chi sta vedendo una trasmissione comica :))


Black ................ basito


 
 
 

Moralità e amoralità

Post n°55 pubblicato il 09 Settembre 2010 da Blackmoore

E' forse il mio più grande difetto il pensare troppo.
Nei pochi momenti di intimità che ho con me stesso mi diletto ad analizzare avvenimenti o comportamenti che mi arrivano dal quotidiano.
Cerco così, a mente lucida,  di capire gli altri ed i loro perchè. 
Questo mi aiuta di volta in volta nelle valutazioni e nell'arbitraria scelta delle reazioni.
Badate bene perchè ho scritto "scelta" e non pulsione.
Quello che in presunzione ci dovrebbe differenziare da tutti gli altri esseri del creato è la capacità di deduzione, di meditazione, di riflessione e quindi di interazione.
Detto in modo molto grossolano: saper gestire logica ed istinto.
Se immaginiamo noi stessi come un contenitore costruito secondo regole  genetiche mendeliane il contenuto all'interno sarà l'educazione morale,  l'esperienza e la coscienza.
E' la mescolanza di genetica e formazione che determina chi siamo.
Nei primi anni di vita ci vengono impresse delle regole comportamentali che influenzeranno la nostra intera esistenza. Schemi consoni al "pensiero comune" che ci rendono degni di appartenere al "branco" di atavico retaggio, l'imprinting della morale. Questa traccia, importante per lo sviluppo, diventa un vero e proprio fardello quando la ragione dovrebbe prendere il posto dell'istinto, creando in alcuni casi dei veri e propri automi. Vittime di una società che "usa" e che fa appartenere gli ignari a "gruppi" riconoscibili come tifosi, consumatori, adepti, fans ..........
Qualcuno sgrana gli occhi quando legge che io mi definisco assolutamente amorale.
L'amoralità è la più alta forma di libertà alla quale può aspirare l'uomo. Libero da schemi, libero dal giudicare o dall'essere giudicati, libero di non appartenere. Libertà di adattare il proprio pensiero di volta in volta senza i vincoli del costume. 
Schiaparelli è stato il primo a notare che la stessa  natura ha un comportamento assolutamente amorale nei confronti dell'esistenza  e lo stesso Nietzsche  immaginava nel  super uomo la capacità di essere osservatore dell'esistenza e non vittima di essa.
Sono perfettamente conscio che in queste mie parole qualcuno potrebbe leggere una forma di critica o di giudizio, attegiamenti per altro sconosciuti a chi è amorale come me . Sappiate che non ho l'arroganza  di chi vorrebbe cambiare il mondo ...... ma sicuramente l'assoluta certezza di chi pensa con l'originalità di uomo.

Amoralmente io

 
 
 

AD UN MIO AMICO ...............

Post n°54 pubblicato il 08 Settembre 2010 da Blackmoore


AMICO MIO, SE APPENA SVEGLIO,

CON GLI OCCHI ANCORA PIENI

DI SOGNI DI GLORIA

GODENDO ALLO SPECCHIO

DEL TUO BELLISSIMO ESSERE

HAI NOTATO  CHE  SOTTO

TI PENDONO  QUATTRO GIOIELLI

NON ANDARE, COME FAI SEMPRE,

IN TRIPUDIO, PENSANDO DI ESSERE

DAVVERO UN SUPERDOTATO.

CARO COMPAGNO DI MILLE AVVENTURE

VALUTA BENE LA COSA,

IL TUO NEMICO

POTREBBE ESSERTI ALLE SPALLE.

STAI FERMO!  NON AGITARTI TROPPO,

............ POTRESTI FARE IL SUO GIOCO

 
 
 

Delirio

Post n°53 pubblicato il 06 Settembre 2010 da Blackmoore

Compiere volontariamente un'azione per far star bene una persona rinunciando per essa a qualcosa che farebbe stare bene me stesso.

Abnegazione? Generosità? Sacrificio? Masochismo? Bontà? Strategia?

Cosa determina questo comportamento?
E' un modo per nutrire la mia  coscienza o un'attitudine innata alla Santità?
Cosa mi aspetto da un simile gesto?
E se non  ripongono aspettative, perchè lo faccio?
Ma io dico .... perchè mi pongo questa domanda?
Perchè sto male quando qualcuno soffre?
Forse perchè conosco la sofferenza?
E se la conosco ...... perchè ascoltare anche quella degli altri?
Come evitarla?
Non ci riesco, non ci riesco, non ci riesco!
Se accendo una radio ad onde corte, capterò messaggi ad onde corte.
Non riesco a spegnermi.
Il dolore e la sofferenza è tutt'intorno.
E' vero che chi soffre "cresce", ma vederlo cosa provoca?
Sto crescendo o mi sto facendo del male?
Esiste un vantaggio in tutto questo o è una implosiva condizione?
Chiedere aiuto o tacere?

Pensiero ............... perchè non mi abbandoni?
Non voglio ascoltare, non voglio più sentire ...........................

 
 
 

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