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Post n°441 pubblicato il 30 Luglio 2013 da sasso32

Vi lascio con un pensiero...

Nella primavera del 2104, se Dio o chi per esso vorranno, farò il Cammino di Santiago. Non riesco a spiegare la forza invisibile che mi sta spingendo verso questa straordinaria esperienza. Sento solo, dentro di me, inarrestabile il desiderio di confrontarmi con questa prova, di cimentarmi in una discesa dentro me stesso di cui sento il bisogno, ormai, da tempo. ci sono troppe cose lasciate in sospeso e che ho necessità di chiudere, per davvero. Non credo di essere un "credente" nel senso classico del termine e penso, come  la maggior parte delle persone, di vivere la spiritualità che c'è in me in modo del tutto personale e, molto probabilmente, a seconda del periodo della vita che attraverso. Ora però non ho grandi miracoli da chiedere e non ho particolari aspettative. Vivo la mia esistenza cercando di dipanarmi tra la fortuna di un lavoro meraviglioso e i vari guai che posso aver combinato, cercando di  dare una ragione logica agli imprevisti che hanno, a volte, deciso per me la direzione da prendere nel mio viaggio. Queste mie ansie non mi creano eccessivi problemi ma mi disturbano e vorrei capirne l'origine e la natura sperando che, cosi, si plachino. Sento allora forte e impellente il desiderio di fermarmi e di guardare cosa diavolo c'è dentro questa pentola che bolle, borbottando con strani rumori. Non so se ci riuscirò, e non so neanche se servirà a qualcosa procurarmi tutte quelle vesciche....ma so però che questo potrebbe essere un modo per avvicinarmi davvero a me stesso e a guardarmi in uno specchio ripulito dalle abitudini, dalla quotidianità e dalle responsabilità sociali e avere quindi grandi spazi per scrivere nel mio cuore, con tutta la sincerità che ho,  ciò che sono stato e ciò che sono diventato e, soprattutto, ciò che vorrò diventare. Non credo ai Santi Uomini, questo lo devo dire, ma credo alla forza che essi possono dare alle altre persone. Ogni volta che vado a Padova è sempre un'emozione entrare in quella basilica e incrociare gli occhi di quelle persone, occhi sempre uguali, sempre rispettosi e sacri. E' sempre un grande tuffo al cuore "palpare" quell'atmosfera ed esserne partecipi. E' come fermare il tempo ed essere costretti a riflettere. Ecco, un Santo per me, non è uomo miracoloso ma è un'idea che emoziona e che riesce a trasmettere agli altri il suo pensiero e la sua forza. Allora si, riesci ad essere sereno. Ho voglia di fare il Cammino, ho voglia di sentire, in questi quasi 900 Km, le emozioni che hanno vissuto e la forza che in quelle strade è stata scolpita da milioni di uomini e donne passati prima di me. Ho voglia di sentire il peso di questa spiritualità, di raccoglierne ogni possibile  effluvio, di nutrirmi della mia sofferenza e della mia solitudine per sapere fino a che punto posso arrivare, per sapere, o cercare di sapere, cosa voglio davvero e se le cose a cui adesso do la massima importanza, sono davvero così importanti. Lo sento, ne sono sicuro, troverò le risposte che cerco, troverò le mie verità e questo mi servirà per essere più forte e per sentirmi meglio. So anche che non sarà certo il Cammino a risolvere tutti i miei problemi e le mie ansie ma so che al solo pensare di dovermi confrontare così brutalmente con me stesso, ogni giorno, ogni ora e ogni minuto, ciò mi aiuterà certamente a placarle perchè nella battaglia contro me stesso......vincerò comunque io.

Vi auguro delle bellissime vacanze. Se vorrete, ci rivedremo a settembre.

 
 
 
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