Creato da agentecotone il 17/03/2014
Pensa con la Tua Testa

Area personale

 
 

Archivio messaggi

 
 
 << Luglio 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 

FACEBOOK

 
 
 
 

Ultime visite al Blog

 
BluEyes_BlueSkypoeta.sorrentinoocchidicalamaroriccardoacetosiFanny_Wilmotcassetta2un_amica_per_teguitar.mandueVerainvisibileWeb_Londonagentecotonebisou_fatalnuvole_ed_orologiantropoetico
 

I miei link preferiti

 

Cerca in questo Blog

 
  Trova
 

Tag

 
Citazioni nei Blog Amici: 9
 

Ultimi commenti

 
 

Chi può scrivere sul blog

 
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 

Inizio anni '90

Post n°79 pubblicato il 12 Maggio 2015 da agentecotone
 

Germania, circuito di Hockenheim. La pista “vecchia”, quella che andava in mezzo ai boschi e non quella odierna studiata solo per esigenze televisive. All’epoca ero un ragazzo di belle speranze che tentava la carriera di pilota professionista e mi ritrovavo a correre una gara di F3 in condizioni tecniche inferiori rispetto alla concorrenza. Tutti avevano a disposizione l’ultimo modello della Dallara mentre io e un altro ragazzo irlandese avevamo tra le mani una monoposto inglese di un paio d’anni prima aggiornata. Dovevo inventarmi qualcosa per sopperire all’inferiorità tecnica e non fare la figura del “fermo”. Con il team decidemmo di stravolgere tutto l’assetto meccanico e aerodinamico perché non avevamo nulla da perdere e nessuno ci stava provando. Le prove libere diventarono un calvario perché dovevo imparare a pilotare in un modo che non avevo mai provato, ma tutto sommato il feeling aumentava giro dopo giro e i tempi lo dimostravano. Alla fine del secondo turno di prove libere ero diventato la sorpresa della gara : ottavo tempo. Non mi bastava perché sentivo che potevo ottenere di più : bastava osare. Nelle prove ufficiali lasciammo tutti sconcertati perché uscii dal box senza l’ala posteriore. Avevo solo un piccolo nolder obbligatorio per regolamento e il risultato si vide subito : ottenni la pole position. Il giorno della gara, nel warm up, qualcuno provò ad uscire senza l’ala posteriore ma io confermai la bontà delle scelte e mi trovavo sempre meglio a guidare in quel modo. Sulla linea di partenza provai una sensazione strana : era la prima volta che non avevo davanti nessuno ma ero sereno. Non mi importava nulla avere dietro una pattuglia di squali pronti a sbranarmi perché avevo fatto ogni mossa con cognizione di causa e tutto aveva funzionato a dovere. Si parte. Il semaforo si spegne e spingo più che posso. Entro in testa alla prima curva e mi inoltro nel bosco fino alla prima chicane (dove Berger sfasciò il muso della sua Ferrari), tutto bene e ancora a spingere fino alla chicane della North Kurve (dove Piquet prese a calci Eliseo Salazar). Da qui inizia il lungo rettilineo di ritorno inframmezzato da un’altra chicane dove passo senza problemi e arrivo all’ingresso del Motodrom, la parte di circuito più ostica per me perché non ho carico aerodinamico. Tutto sommato il carico di benzina mi aiuta e gli altri sono tutti dietro. Guardo il muretto dei box e faccio un cenno di “ok” con il pollice alzato (allora non esistevano le comunicazioni via radio e se c’erano…. non potevamo permettercele). Continua così per circa metà gara e vedo che il mio vantaggio aumenta e riesco a godermi la pista, la macchina e la velocità pura fino a quando vedo che il muretto si agita e mi segnala un forte calo del vantaggio sul secondo. Che succede? Gli strumenti mi dicono che è tutto a posto e quindi aumento il ritmo perché sento di avere ancora margini di miglioramento ma dal muretto vedo che il mio vantaggio è sceso ulteriormente. Guardo gli specchietti e vedo una sagoma ancora lontana mentre prima non vedevo nessuno. Aumento ancora il ritmo fino al limite ma il secondo si avvicina inesorabilmente. Me lo trovo dietro dopo un altro giro e nel rettilineo di ritorno mi affianca. Lo guardo e resto incredulo perché è impossibile che con gli alettoni così carichi riesca non solo a starmi dietro ma anche ad affiancarmi. “Ok…”, penso,  “vendiamo cara la pelle….”. Gli ultimi giri furono una battaglia senza esclusione di colpi : io me ne andavo sul dritto e lui si avvicinava nelle chicane e nel Motodrom dove dovevo contenere gli attacchi a causa della mancanza di aderenza. Forzai la macchina come mai in passato ed ero davanti, ma le gomme iniziavano a cedere perché le stavo usando oltre il limite. Ancora quattro giri…. ancora tre giri… e questo sempre, inspiegabilmente, dietro… A due giri dalla fine, nella curva di ritorno, finisco le gomme e la macchina scivola quel tanto che basta per lasciare lo spazio al mio avversario di infilarsi e passarmi. Mi incollo al suo cambio e cerco di pressarlo per indurlo all’errore e porto l’attacco all’ingresso del Motodrom dove lo ripasso ma ormai ho finito le gomme e la macchina se ne va da tutte le parti. Inizio l’ultimo giro in testa e mi ributto nel bosco per l’ultima volta. Sto chiedendo tutto il possibile a motore, gomme, cambio e freni e ancora una volta, alla curva di ritorno, le gomme mi mollano e questo riesce nuovamente a infilarsi. Mi incollo come un francobollo al mio avversario e tento la manovra del giro precedente ma ormai le gomme perdono pezzi e non so se reggeranno la staccata alla morte al Motodrom. Attacco e lo sorpasso ma senza gomme mi ripassa subito e se ne va a vincere la gara e io lo seguo a meno di un secondo….. Sono infuriato perché c’è qualcosa che non va. Il giro di rientro devi rallentare ma mentre lui festeggia e saluta il pubblico io procedo velocemente verso i box. Nel Motodrom vedo la gente che mi applaude e dovrei essere felice ma non ci riesco. Appena mi fermo sotto il podio il mio ingegnere salta sull’abitacolo e mi dice di stare calmo. Esco dall’abitacolo e mi prende il braccio per alzarlo e ricevere il saluto del pubblico. Arriva il vincitore (per la cronaca è riuscito a fare una breve apparenza in F1 perché portava tanti soldi, ma comunque era una mezza sega) e si va sul podio per la premiazione. Quella gara mi è rimasta sullo stomaco perché era impossibile che vincesse quella mezza sega con la macchina che aveva in mano. E’ come se in una gara di Ferrari vincesse….. un Apecar… Comunque…. Anche se non vinsi, quel risultato mi aprì tante porte e mi consentì di portare avanti la mia carriera.                              

 
 
 

Cena con sorpresa

Post n°78 pubblicato il 12 Maggio 2015 da agentecotone
 

L'altra sera ho organizzato una cena per discutere intorno a un tavolo in modo pacato e rilassato di tutte le questioni che ultimamente non vanno. Mi sembrava una buona idea per cercare di resettare tutto quanto e ripartire a tutta forza verso gli obiettivi da raggiungere. Tutto vano.... i miei commensali erano indaffarati solo a guardare lo smartphone e farsi gli affari loro. Quello che dicevo io entrava da una parte e usciva dall'altra. Vista la situazione di palese presa per il culo, ho chiamato il cameriere e gli ho chiesto un secchiello per lo champagne. Vuoto. Ho fatto il giro del tavolo e ho chiesto a ognuno dei presenti di riporre il cellulare dentro il secchiello e chi avesse preso il telefono durante la cena avrebbe pagato il conto. Forte stupore da parte di tutti, ma la cena non avrebbe avuto luogo se i cellulari non fossero stati nel secchiello. Ho sentito le scuse più assurde da parte di colleghi che ritenevo intelligenti ma ho vinto io e la cena ha avuto inizio. Ora erano obbligati ad ascoltarmi anche se tutti guardavano il secchiello al centro della tavola. Ovviamente i problemi non si risolvono in un batter d'occhio, ma ho capito che qualcuno andrà rimosso e sostituito. E per la cronaca, la cena è stata gentilmente offerta dal solito idiota che non ha saputo resistere alla mancanza del cellulare.   

 
 
 

?????

Post n°77 pubblicato il 11 Maggio 2015 da agentecotone
 

Buongiorno a tutti. Torno a scrivere dopo quasi un mese di assenza e sul blog trovo la sorpresa della pubblicita. E' normale? Prima il normale contorno colorato ed ora trovo pubblicità di cliniche odontoiatriche, i soliti siti di annunci per single, proposte di viaggio e altro ancora. D'accordo che la pubblicità è l'anima del commercio, ma avrei gradito saperlo in anticipo. 

Per il resto.... grandi problemi nel Golfo e qui in sede. Quest'anno le cose non ne vogliono sapere di andare per il verso giusto.... L'unica cosa positiva è il clima che pare abbia deciso di mettersi sul bello stabile. 

A presto  

 
 
 

Si parte

Post n°76 pubblicato il 14 Aprile 2015 da agentecotone
 
Tag: 37, golfo, parigi

Giovedì si parte per il Golfo. Questa volta parto "scarico" visto che i continui meeting non danno tregua. Sarà un week end molto impegnativo e stressante ma occorre dare una sferzata e cercare di ribaltare il momento negativo. Sono previste temperature intorno ai trenta gradi e magari riuscirò a prendere un po di sole. A presto. 

 
 
 

Il frigo è pieno

Post n°75 pubblicato il 07 Aprile 2015 da agentecotone
 

Avevo diversi inviti per passare la Pasqua ma non li ho accettati. Passare una festa insieme a persone che mi avevano invitato solo per non farmi passare la festività da solo non mi interessava. Avevo il frigorifero pieno e quindi ne ho approfittato per rilassarmi e per pianificare il lavoro senza nessuno intorno e devo dire che sono stati giorni molto proficui. L'anno è iniziato con diverse sorprese negative ed occorre porvi rimedio nel più breve tempo possibile. Dopo gli exploit inattesi dello scorso anno, mi aspettavo un trend crescente ed invece siamo tornati indietro, purtroppo. Delle folli riunioni ho gia scritto di recente e quindi in questi giorni ho pianificato le contromosse per recuperare il terreno perduto. Non sarà facile  ma il pragmatismo e la logica che hanno funzionato lo scorso anno, dovranno funzionare anche quest'anno e quindi il tutto si riduce ad un problema di persone. Essere a capo di un team comporta la conoscenza delle persone e dei limiti che queste hanno ed ho apportato modifiche che spero vadano nella direzione auspicata. I giorni sono volati anche se non ho messo il naso fuori di casa e la cosa bella è che mi sono potuto dedicare anche a me stesso ritagliandomi spazi tutti miei. Ora sono pronto con le contromosse e domani ho convocato la riunione dove esporrò il mio piano. Non sarà facile ma è l'unica strada che abbiamo per risalire la china e tornare alle posizioni che ci spettano e ci competono. Inizia una nuova battaglia ma questa volta non devo mettere le mani dentro a situazioni create da altri. Questa volta la regia è mia.         

 
 
 
Successivi »