Creato da cinciarella10 il 13/10/2014

L'ODORE DELLA NOTTE

… la notte, secondo l’ora, cambia odore …

 

 

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Una nuova geografia che innesca nuovi meccanismi

Post n°649 pubblicato il 01 Giugno 2015 da cinciarella10
 

 

 


Rallenta il treno di Matteo 

Il treno del Pd , e di Matteo Renzi, rallenta. Non è solo una questione di velocità, quale pure è - il Pd perde voti rispetto alle europee. E non è nemmeno solo questione di rinnovamento, quale pure è . È che il voto delle regionali disegna una realtà italiana molto diversa da quella che la "narrativa" di questi ultimi mesi ci aveva consegnato. Il Partito della Nazione, la nuova pelle che nell'immaginario della sinistra al governo avrebbe dovuto essere la forza trainante di una rinascita nazionale post-idologica, nei fatti non esiste.
Il Pd a guida Renziana non sfonda a destra, anzi la destra se unita si difende bene; e non riesce a sottrarsi ai condizionamenti della sinistra. Rimane il primo partito ma mostra segni interni di grande fragilità. Al contrario, le forze che la narrativa ufficiale chiama "antisistema" non arretrano, anzi si rafforzano. La prima di queste forze potremo chiamarla "astenemos", cioè tutto quello che possono dare i cittadini italiani al posto del "podemos" spagnolo - alle urne è andato solo il 53 per cento dei votanti, dando all' astensionismo la incredibile forza elettorale di un cittadino su due.
La seconda forza " antisistema" (uso questo termine molto discutibile fra virgolette per indicare che questa è la valutazione della narrativa ufficiale) è il movimento 5 stelle, che è il primo partito in 3 regioni, e si assesta in generale intorno al 22 per cento - una percentuale di poco sotto quella raggiunta nelle politiche del 2013, con la leggera perdita compensata da una autonomizzazione dei nuovi protagonisti dai vecchi vertici, che ha portato l'ex movimento all'abilità e all'organizzazione con cui ha combattuto regione per regione. In due anni il M5S ha acquisito un peso politico che promette una interessante nuova dialettica in Parlamento.
Terza forza, anche questa descritta come " antisistema", è la Lega, che ha fatto ottime performance in tutte le regioni del Nord - e di cui il secondo posto in Toscana è forse la più notevole - superando quasi dappertutto Forza Italia.
La curiosa proiezione di tutto questo è che se queste elezioni fossero state politiche, il risultato che avremmo oggi sul tavolo non sarebbe molto lontano dall'impasse che nel 2013 portò Napolitano a decidere di non dare a Bersani l'incarico per affidarlo a Letta. Non è proprio così, perché l'attuale Pd rimane più forte di quello di Bersani e rimane nelle mani di un leader che ha molto più progetto e determinazione dei suoi predecessori. Ma la comparazione con il 2013 racconta bene come la strada che Renzi ha finora avuto l'impressione di fare non è stata tanta quanto credeva: l'Italia su cui il Premier governa non è così incardinata intorno alla sua figura o così unificata dalla forza del nuovo Pd da lui rifondato. Al contrario, il Pd che esce da questo voto mostra molte fragilità.
Intanto è oggi un partito a trazione meridionale. La vittoria di De Luca porta al Pd la Campania, dopo tanti anni di centrodestra. La vittoria di Emiliano in Puglia conferma la regione alla sinistra. Entrambe chiudono il cerchio di un Sud che a questo punto (con Sicilia, Calabria, Abruzzo, Basilicata e Sardegna) è tutto del Pd, come da anni non succedeva.
Tuttavia, la compattezza di questo quadro è inficiata dalla forza dei politici che hanno la guida di queste regioni, ognuno dei quali ha tale controllo del consenso locale da avere il destino del Pd nelle proprie mani e non viceversa. Il rapporto con questi signori del consenso, necessariamente molto autonomi, con il Premier non è stato e non sarà facile. Come si è visto anche nella campagna elettorale Renzi non li domina, e non ne è necessariamente rappresentato.
Succede così che il progetto renziano, che nasce al nord e si nutre di una serie di valori di modernità che hanno casa al Nord, oggi vive in buona parte del Sud. Condizione nuova e interessante. A fronte, soprattutto, del fatto che il Partito democratico si rivela molto fragile invece proprio nelle sue sedi storiche: le famose regioni rosse.
La Toscana, dove pure il governatore Rossi ha vinto molto bene, è stata scavata dall'astensionismo - solo il 48 per cento è andato a votare. La storica Umbria è stata molto combattuta. Perdita clamorosa quella della Liguria, dove la sconfitta è certo da attribuire alla competizione del secondo candidato di sinistra. La sconfitta lascia uno strascico di rancori interni, ma al contempo è un forte avvertimento per Palazzo Chigi a non sottovalutare l'importanza della sinistra italiana e dello stesso Pd. Se si aggiunge a questo voto il forte astensionismo delle elezioni in Emilia Romagna pochi mesi fa, il quadro dell'indebolimento delle sedi storiche del Pd è completo.
Il Nord , infine, torna invece a trazione di destra. Soprattutto della destra leghista. La vittoria di Forza Italia in Liguria ferma il declino del partito di Silvio Berlusconi, e cancella del tutto (o almeno dovrebbe) ogni tentazione di rinnovo del Patto del Nazareno. FI vince dove si oppone a Renzi e dove, come in Liguria, si ricompatta con Ncd. Soffre invece ogni divisione, come si è visto con il buon risultato di Fitto in Puglia. Nessuno di questi risultati ferma tuttavia la Lega che a livello nazionale supera Forza Italia.
È una nuova geografia, come si vede, che innesca nuovi meccanismi. A destra ne esce scosso l'assetto fin qui sperimentato. Il M5s trova in queste regionali la piattaforma per un nuovo rilancio nazionale. Ma sarà soprattutto Matteo Renzi a dover molto riflettere sul corso dei futuri eventi. Anche se questo non è stato un voto sul governo, è certo una severa valutazione dello stato di salute della "rivoluzione" renziana.

Lucia Annunziata - L'Huffington Post
Lunedì 01 Giugno 2015

     

 
 
 
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CINCIARELLE



 

I POETI LAVORANO DI NOTTE



I poeti lavorano di notte
quando il tempo
non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini, da "Destinati a morire"

 

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DANZA DELLE STREGHE


Le streghe non si vedono,
ma le streghe ci sono
Nel buio si radunano,
in riva a fiumi e laghi
Corrono senza un frullo,
volano senza un suono
Non le sentono gli uomini,
non le vedono i maghi.

Le streghe sono magiche,
le streghe sono donne
Incendiano le tenebre
con le risa e la danza
Fanno ruotar mantelli,
le favolose gonne
Finché dura la notte,
finché ne hanno abbastanza.

E gli umani le cercano,
le vogliono vedere
Curiosi delle favole,
stupiti delle grida.
E furtivi si accostano,
chini nelle ombre nere
Tremanti di paura,
ubriachi di sfida.

Ma le streghe li sentono,
corrono sulle sponde
Sopra le acque fuggono,
gioiose equilibriste
E per gli umani restano
i cerchi delle onde
Come gonne che ridono:
"Le hai viste? Non le hai viste?"

Bruno Tognolini
da Melevisione
Il libro nero di Strega Salamandra
Giunti Junior Editore

 

BIANCA TRA LE FOGLIE

 

RIMA DELLA RABBIA GIUSTA



Tu dici che la rabbia
che ha ragione
È rabbia giusta
e si chiama indignazione
Guardi il telegiornale
Ti arrabbi contro
tutta quella gente
Ma poi cambi canale
e non fai niente
Io la mia rabbia giusta
Voglio tenerla in cuore
Io voglio coltivarla
come un fiore
Vedere come cresce
Cosa ne esce
Cosa fiorisce
quando arriva la stagione
Vedere se diventa
indignazione
E se diventa,
voglio tenerla tesa
Come un'offesa
Come una brace
che resta accesa in fondo
E non cambia canale
Cambia il mondo

Bruno Tognolini
da "Rime di Rabbia", Salani Editore

 

FILASTROCCA LIBERA




Libero, libera, liberi tutti
Libero l'albero e libero il seme
Liberi i belli di essere brutti
Le volpi furbe di essere sceme
Il fiume libero d'essere mare
Il mare libero dall'orizzonte
Libero il vento se vuole soffiare
Liberi noi di sentircelo in fronte
Libero tu di essere te
Libero io di essere me
Liberi i piccoli di essere grandi
Liberi i fiori di essere frutti
Libero, libera, liberi tutti

Bruno Tognolini,
da Rima rimani, Salani 2002

 

SCONGIURO CONTRO IL NAZISMO FUTURO




Gli abbiamo detto
che la rabbia non è bene
Bisogna vincerla,
bisogna fare pace
Ma che essere cattivi
poi conviene
Più si grida, più si offende
e più si piace
Gli abbiamo detto
che bisogna andare a scuola
E che la scuola com'è
non serve a niente
Gli abbiamo detto
che la legge è una sola
Ma che le scappatoie sono tante
Gli abbiamo detto
che tutto è intorno a loro
La vita è adesso,
basta allungar la mano
Gli abbiamo detto
che non c'è più lavoro
E quella mano
la allungheranno invano
Gli abbiamo detto
che se hai un capo griffato
Puoi baciare 
maschi e femmine a piacere
Gli abbiamo detto
che se non sei sposato
Ci son diritti
di cui non puoi godere
Gli abbiamo detto
che l'aria è avvelenata
Perché tutti
vanno in macchina al lavoro
Ma che la società sarà salvata
Se compreranno
macchine anche loro
Gli abbiamo detto tutto,
hanno capito tutto
Che il nostro mondo è splendido
Che il loro mondo è brutto
Bene: non c'è bisogno di indovini
Per sapere che arriverà il futuro
Speriamo 
che la rabbia dei bambini
Non ci presenti
un conto troppo duro

Bruno Tognolini
da "Rime di Rabbia", Salani Editore
 

I PIEDI
---------------------------------

 

Salgono i piedi per la salita, 
passo per passo finché è finita.
Scendono i piedi per la discesa,
giù verso il basso
che il passo non pesa. 
Piedi leggeri, passi pesanti, 
lungo i sentieri
che portano avanti. 
Passi di marcia rivoluzionaria: 
testa per terra, piedi per aria. 

Bruno Tognolini
da "Rimelandia" 
Il giardino delle filastrocche
Mondadori Newmedia

 

DANZA ARABA

 

JAZZ

 

TEATRO



"Il mio scopo non è insegnarvi a recitare, il mio scopo è aiutarvi a creare un uomo vivo da voi stessi. Il materiale per crearlo dovete prenderlo da voi stessi, dalle vostre memorie emotive, dalle esperienze da voi vissute nella realtà, dai vostri desideri e impulsi, da elementi interni analoghi alle emozioni, ai desideri e ai vari elementi del personaggio che impersonate ... Imparate ad amare l'arte in voi stessi e non voi stesse nell'arte."

Konstantin Sergeyevich
Stanislavskij

 

CINEMA

"Il cinema è composto da due cose: uno schermo e delle sedie. Il segreto sta nel riempirle entrambe." Roberto Benigni

 

GENERALE



Generale,
il tuo carro armato
è una macchina potente.
Spiana un bosco
e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
Ha bisogno di un carrista.

Generale,
il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta
e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
Ha bisogno di un meccanico.

Generale,
l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

Bertolt Brecht

 

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