Creato da cinciarella10 il 13/10/2014

L'ODORE DELLA NOTTE

… la notte, secondo l’ora, cambia odore …

 

 

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“Invasione di campo … O più semplicemente ricatto?”

Post n°656 pubblicato il 01 Luglio 2015 da cinciarella10
 

 

 


Il suicidio della Troika

di Lucio Giordano

Come la vogliamo chiamare? Invasione di campo, entrata a gamba tesa da rosso diretto ed espulsione immediata? O più semplicemente ricatto, dei più biechi, dei più subdoli? Già, perché la decisione della Troika di scendere in campo mentre due squadre stanno giocando la loro partita non si era mai vista prima. Non ha precedenti. O meglio, non in maniera cosi diretta. Perché qualche anno fa, ad esempio, la troika si era stufata di Berlusconi, era il novembre del 2011, e lo aveva costretto alle dimissioni  con la minaccia dello spread. Ammiccava all'epoca. Ma non diceva, perché forse non ce n'era bisogno.
E già difendere per una  volta l'ex cavaliere è un macigno difficile da gestire. Ma accettare le dichiarazioni di tutta l'Europa di tecnocrati unita è una montagna che ti crolla addosso e ti porta a chiederti il perché. Il perché, in effetti, è chiarissimo. La Merkel, Schauble, Draghi, Renzi, Hollande, Schultz   e tutte le teste di ponte di questa troika senza  ritegno, hanno paura di Tsipras. Lo vogliono far fuori già dal prossimo 5 luglio.
Attraverso il tam tam di un'informazione  mai cosi schierata  e in cattiva fede come in questi giorni,  vuole far passare il messaggio che il referendum sia un referendum fuori o dentro l'euro.  Falso. E si chiama cattivissima fede. Il leader di Syriza è stato infatti  molto chiaro: con una scelta coraggiosa che entrerà nella storia della democrazia, al suo popolo chiede solo un si o un no. Un si o un no, se accettare o meno le richieste della troika, non se restare o meno nell'Euro, né tantomeno se uscire dall'Europa unita, anche perché nel trattato di Lisbona questo non è previsto.
Il terremoto Tsipras  ha però messo con le spalle al muro la Germania, la Francia e i loro piccoli alleati. Fateci caso. La cancelliera in questi giorni ha uno sguardo teso, terreo, preoccupato. Spento. Sa che le hanno strappato la maschera. Ora è nuda. Con la sua realtà affatto lieta.
Il suo popolo, che almeno per metà è composto da brave persone, come delle vittime incolpevoli per questa ennesima  guerra, stavolta tutta economica,  osserva attonito. Frau Angela non ha più difese. In un gesto disperato ieri ha blandito i greci, senza averne alcun diritto. Poi ha aggiunto che il referendum di Atene sarà un referendum sull'Euro. E senza euro non esisterà più l'Europa.
Facile però cosi. Fino a quando Francia e Germania hanno speculato sulle disgrazie greche, l'Euro era irreversibile. Ora che invece il gioco è stato scoperto da centinaia di milioni di abitanti della vecchia Europa, questo ingombrante arnese chiamato Europa non serve più.  La foglia di fico di un'unità mai realmente esistita,  la si può dunque strappare senza scrupoli, se non è più possibile  far arricchire le banche, la finanza internazionale, l'oligarchia mondiale.
Il segreto di Pulcinella sta insomma costringendo la troika e la tecnocrazia del vecchio continente ad aumentare le dosi di arroganza. Ma in questo modo sia la troika che i tecnocrati europei si stanno suicidando. Forse non se ne rendono conto, ma è cosi. Perché più il ricatto si fa chiaro, e i contorni diventano definiti, più i greci voteranno no. Sarà la fine dell'Europa? Forse. E non solo quella dei popoli, mai nata, ma anche quella che in questi quindici anni ha succhiato sangue agli abitanti del vecchio continente.  E i responsabili di questa guerra spregevole, prossima alla fine, hanno già nomi e cognomi. Volti e sigle. E sono ormai noti a tutti. Ecco i perché del ricatto.
La troika scoperta e spaventata, insomma,  si può difendere solo attaccando, minacciando, invece di fare l'unica cosa sensata che avrebbe salvato l'euro e l'Europa: una moratoria sul debito, un condono, come avvenne nel 1953 con i debiti di guerra della Germania.  E i motivi di questo gesto saggio sono facilmente intuibili. Non mi dilungherò a spiegarli ma va da sé che solo rilanciando l'occupazione, aumentando i salari,  investendo e liberando i Paesi dal debito pubblico e da quel nodo scorsoio che sono gli interessi da strozzino, l'economia tornerà a crescere. Altrimenti sarà depressione costante. prolungata. Non serve essere un premio nobel dell'economia , per capirlo.  Ma qui, purtroppo, non c'è in vista nessun piano Marshall, nessuna volontà di remare tutti dalla stessa parte. C'è solo il desiderio sadico di distruggere chi ha osato opporsi a questa oligarchia reazionaria, di spremere anche l'ultima goccia di sangue a questi schiavi del nuovo millennio.
Domenica dunque si decide non solo il destino di Atene ma anche quello di tutto l'occidente. Sarà la battaglia finale tra la dittatura della troika e la democrazia greca.  Solo se vince Tsipras, il mondo avrà un futuro. Per una volta è il caso di essere ottimisti.

Fonte: ALGANEWS DI LUCIO GIORDANO
https://luciogiordano.wordpress.com
Pubblicato il 30 Giungo 2015 da Lucio Giordano

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CINCIARELLE



 

I POETI LAVORANO DI NOTTE



I poeti lavorano di notte
quando il tempo
non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini, da "Destinati a morire"

 

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DANZA DELLE STREGHE


Le streghe non si vedono,
ma le streghe ci sono
Nel buio si radunano,
in riva a fiumi e laghi
Corrono senza un frullo,
volano senza un suono
Non le sentono gli uomini,
non le vedono i maghi.

Le streghe sono magiche,
le streghe sono donne
Incendiano le tenebre
con le risa e la danza
Fanno ruotar mantelli,
le favolose gonne
Finché dura la notte,
finché ne hanno abbastanza.

E gli umani le cercano,
le vogliono vedere
Curiosi delle favole,
stupiti delle grida.
E furtivi si accostano,
chini nelle ombre nere
Tremanti di paura,
ubriachi di sfida.

Ma le streghe li sentono,
corrono sulle sponde
Sopra le acque fuggono,
gioiose equilibriste
E per gli umani restano
i cerchi delle onde
Come gonne che ridono:
"Le hai viste? Non le hai viste?"

Bruno Tognolini
da Melevisione
Il libro nero di Strega Salamandra
Giunti Junior Editore

 

BIANCA TRA LE FOGLIE

 

RIMA DELLA RABBIA GIUSTA



Tu dici che la rabbia
che ha ragione
È rabbia giusta
e si chiama indignazione
Guardi il telegiornale
Ti arrabbi contro
tutta quella gente
Ma poi cambi canale
e non fai niente
Io la mia rabbia giusta
Voglio tenerla in cuore
Io voglio coltivarla
come un fiore
Vedere come cresce
Cosa ne esce
Cosa fiorisce
quando arriva la stagione
Vedere se diventa
indignazione
E se diventa,
voglio tenerla tesa
Come un'offesa
Come una brace
che resta accesa in fondo
E non cambia canale
Cambia il mondo

Bruno Tognolini
da "Rime di Rabbia", Salani Editore

 

FILASTROCCA LIBERA




Libero, libera, liberi tutti
Libero l'albero e libero il seme
Liberi i belli di essere brutti
Le volpi furbe di essere sceme
Il fiume libero d'essere mare
Il mare libero dall'orizzonte
Libero il vento se vuole soffiare
Liberi noi di sentircelo in fronte
Libero tu di essere te
Libero io di essere me
Liberi i piccoli di essere grandi
Liberi i fiori di essere frutti
Libero, libera, liberi tutti

Bruno Tognolini,
da Rima rimani, Salani 2002

 

SCONGIURO CONTRO IL NAZISMO FUTURO




Gli abbiamo detto
che la rabbia non è bene
Bisogna vincerla,
bisogna fare pace
Ma che essere cattivi
poi conviene
Più si grida, più si offende
e più si piace
Gli abbiamo detto
che bisogna andare a scuola
E che la scuola com'è
non serve a niente
Gli abbiamo detto
che la legge è una sola
Ma che le scappatoie sono tante
Gli abbiamo detto
che tutto è intorno a loro
La vita è adesso,
basta allungar la mano
Gli abbiamo detto
che non c'è più lavoro
E quella mano
la allungheranno invano
Gli abbiamo detto
che se hai un capo griffato
Puoi baciare 
maschi e femmine a piacere
Gli abbiamo detto
che se non sei sposato
Ci son diritti
di cui non puoi godere
Gli abbiamo detto
che l'aria è avvelenata
Perché tutti
vanno in macchina al lavoro
Ma che la società sarà salvata
Se compreranno
macchine anche loro
Gli abbiamo detto tutto,
hanno capito tutto
Che il nostro mondo è splendido
Che il loro mondo è brutto
Bene: non c'è bisogno di indovini
Per sapere che arriverà il futuro
Speriamo 
che la rabbia dei bambini
Non ci presenti
un conto troppo duro

Bruno Tognolini
da "Rime di Rabbia", Salani Editore
 

I PIEDI
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Salgono i piedi per la salita, 
passo per passo finché è finita.
Scendono i piedi per la discesa,
giù verso il basso
che il passo non pesa. 
Piedi leggeri, passi pesanti, 
lungo i sentieri
che portano avanti. 
Passi di marcia rivoluzionaria: 
testa per terra, piedi per aria. 

Bruno Tognolini
da "Rimelandia" 
Il giardino delle filastrocche
Mondadori Newmedia

 

DANZA ARABA

 

JAZZ

 

TEATRO



"Il mio scopo non è insegnarvi a recitare, il mio scopo è aiutarvi a creare un uomo vivo da voi stessi. Il materiale per crearlo dovete prenderlo da voi stessi, dalle vostre memorie emotive, dalle esperienze da voi vissute nella realtà, dai vostri desideri e impulsi, da elementi interni analoghi alle emozioni, ai desideri e ai vari elementi del personaggio che impersonate ... Imparate ad amare l'arte in voi stessi e non voi stesse nell'arte."

Konstantin Sergeyevich
Stanislavskij

 

CINEMA

"Il cinema è composto da due cose: uno schermo e delle sedie. Il segreto sta nel riempirle entrambe." Roberto Benigni

 

GENERALE



Generale,
il tuo carro armato
è una macchina potente.
Spiana un bosco
e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
Ha bisogno di un carrista.

Generale,
il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta
e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
Ha bisogno di un meccanico.

Generale,
l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

Bertolt Brecht

 

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