Creato da stelladelmar2010 il 22/10/2010

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Una storia di Natale (prima parte)

Post n°57 pubblicato il 23 Dicembre 2010 da stelladelmar2010

 

 

Il Cielo era tutto in subbuglio. Su una nuvoletta era sdraiata la Stella Cometa, in preda ad una crisi di pianto disperato. Alcuni angioletti le si avvicinarono, e le chiesero timidamente cosa mai fosse accaduto.

“Voi nn capite, voi nn capirete mai...”, singhiozzo’ la Stella Cometa.

“Cosa nn capiamo, cosa nn capiremo mai... ma che cosa ti e’ successo?’”, le chiesero tutti all’unisono.

“Ho combinato un grandisssimo guaio, nn so come fare a rimettere le cose a posto”, rispose loro la Stella.

“Dicci che hai fatto, per il cielo splendente! Stella, nn tenerci sulle spine!”, aggiunsero gli angioletti, preoccupati per lo stato della loro amica.

“Che ho fatto... ho fatto che, per errore, ho indicato la via sbagliata ai Re Magi, ecco che cosa ho fatto! Me tapinissima... come faro’ per rimediare???”, rispose tra i singhiozzi la Stella.

“Vabbe’, dai... mica sara’ la fine del mondo! A tutto c’e’ rimedio!”, dissero sorrridendo gli angioletti.

Stella Cometa alzo’ lo sguardo e, innervosita dai loro sorrisi, e certa che nn stavano prendendo in seria considerazione il problema, si rivolse a loro esclamando.

“No, qui nn ci siamo proprio... Voi sottovalutate il guaio che ho combinato! Sapete dove li ho mandati?”.

“Dove...?” . Dissero gli angioletti, che cominciavano ad essere preoccupati.

“A New York!!!  Capite... a Newwwww Yorkkkkkk!!!” , grido’ Stella.

“Ahhh, beati loro!”, disse un angioletto, mentre il viso gli si illuminava.

Stella Cometa smise per un istante di singhiozzare e lo guardo’ di traverso, mentre un altro angioletto gli diede una gomitata, che lo centro’ in pieno petto. Un angioletto che gli stava dietro, gli diede una spinta, che per poco nn lo fece cadere di sotto.

“Ahoooo... ma che siete diventati tutti matti, per caso? Chissa’ mai che avro’ detto!”, sibilo’ l’angioletto.

“E ora come si fa...?”, dissero tutti in coro!.

Stella cometa comincio’ nuovamente a singhiozzare, ancora piu’ forte e disperata di prima.

“Se neanche voi lo sapete, per me e’ finita!!!. Lo so... mi puniranno e tornero’ ad essere una semplice stella... Ohhhh noooooo... una come tante...!!!”, disse in un mare di lacrime Stella Cometa.

“Ma no Stella, vedrai che riusciremo a trovare una soluzione, vedrai... abbi Fede!!!”, le risposero tutti insieme, inteneriti dalla sua vera disperazione.

Gli angioletti andarono su un’altra nuvoletta, poco distante da dove Stella stava, per nn farsi sentire. Ma nessuno di loro trovava una via d’uscita. Sapevano che dovevano anche fare in fretta, perche’ se i Re Magi erano finiti a New York, il problema era davvero molto grande. Chi mai sarebbe potuto scendere sulla Terra e andarli a riprendere? Loro di certo no. Nn avevano il permesso di scendere giu’. Ma chi... chi avrebbe invece potuto?.

All’improvviso, come uscite dal nulla, si udirono queste parole.

“Ma cos’ e’ questo fastidiossimo baccano? Che succede? Che state facendo tutti riuniti, nn avete nulla da fare, oggi?”. La voce tonante era quella dell’Arcangelo San Gabriele, che si era molto innervosito nel trovarli senza fare niente.

Tutti gli angioletti in un primo momento si spaventarono quando lo videro, ma poi... osservandolo meglio... e ancora meglio...  Si scambiarono sguardi di intesa e, con un sorriso mieloso gli dissero.

“Oh, ma benvenuto Gabrie’, come mai da queste parti? Serve qualcosa... vuoi che ti portiamo da bere... un tramezzino... Qualsiasi cosa per te!”.

“Ma che, vi siete rincretiniti tutti in una volta sola? Questo ‘servilismo’, mi sa tanto di fregatura!”, sibilo’ l’Arcangelo, poco convinto delle loro parole.

“Ma no, Gabrie’, che vai a pensare! Tra angeli e ‘superiori’, ci si intende sempre, nn e’ vero?.

Siamo semplicemente contenti di vederti e... ehmmm... sei arrivato giusto, giusto!”, gli risposero con un sorriso che arrivava fino alle orecchie .

L’Arcangelo corruccio’ la fronte, convinto sempre di piu’ che sotto sotto c’era qualcosa che nn andasse per il verso giusto.

“Insomma...”, tuono’ l’Arcangelo Gabriele... “Tirate fuori il rospo, e subito!”.

“Ma io... Gabrie’ nn ce l’ho, te lo giuro... io nn l’ho preso...”, comincio’ a piagnucolare l’angioletto che si era preso una gomitata e uno spintone.

Tutti gli angioletti e la Stella Cometa, se lo guardarono sospirando. Anche Gabriele sospiro’...

Gli angioletti spiegarono cosa era successo e anche della disperazione della Stella Cometa. Gli dissero che sarebbero voluti scendere loro sulla Terra, ma che nn lo avrebbero mai potuto fare. Pero’, volontariamente, nn gli dissero DOVE erano finiti i tre Re Magi.

“Ma questo e’ proprio un grande guaio”, disse pensoso l’Arcangelo.

Poi, dato che gli altri angioletti cominciarono a fissarlo intensamente, e anche Stella nn gli toglieva lo sguardo da dosso, l’Arcangelo comincio’ a intuire qualcosa e, preso dallo sgomento, con un filo di voce, disse:

“Ah...no, no... Nn ci pensate proprio... Nn esiste che io ritorni in quella gabbia di matti che sono gli esseri umani. Ci sono gia’ stato per Maria e c’e’ mancato poco che Giuseppe mi seguisse con un martello in mano... L’ho scampata per grazia di Dio... Ehmmm scusate Capo, ma quando ci vuole, ci vuole!. Nn se ne parla, inutile che mi fissiate in codesta maniera.  Mai e poi mai, capito???”.

Gli angioletti, per nulla intimoriti dalle parole dell’Arcangelo, cominciarono a spiegargli pazientemente che lui era l’unico che poteva aiutare Stella Cometa a rimediare al fattaccio, perche’, essendo gia’ sceso sulla Terra, la conosceva meglio di tutti quanti. E poi, i Re Magi, lo avrebbero seguito senza alcun indugio. Dato che era l’Arcangelo Gabriele in persona. E mica San Crispino... con tutto il rispetto...:). Insomma, gli sbrodolarono addosso un sacco pieno di lodi.

San Gabriele, in arte Arcangelo, nn riusci’ a nn gonfiarsi per tutte queste lusinghe. In effetti, anche se nn era lecito farlo, a lui piaceva molto essere lusingato. Del resto, aveva avuto proprio lui l’incarico dal Capo di andare ad annunciare a Maria il lieto evento. E nn e’ poco... Cosi’, preso dall’ardore di questo suo nuovo incarico, Gabriele comincio’ a pensare come fare.

“Carissimi e amatissimi angioletti miei...”, esordi’ con voce baritonale l’Arcangelo, “ditemi... dove sono finiti i Re Magi? Nel deserto del Sahara, alle falde di un Vesuvio... in aperta campagna...? Io posso andare ovunque, sara’ un gioco da ragazzi, per me! Io sono San Gabriele, il famoso Arcangelo, io sono colui....”.

“A Gabrie’”, gli urlarono gli angioletti, “e basta con questa storia! Tu sei, tu sei... sappiamo chi sei, ma ogni volta ti fai prendere dal narcisismo e inizi ‘sta lagna...!”.

“Opsss...scusatemi, ma sapete, la forza dell’abitudine. Insomma, dove sono ora i Re Magi?”.

Gli angioletti gli spiegarono dove erano finiti e, osservando il suo viso, capirono al volo che gli era preso un colpo.

“A New York??? Noooooo, scordatevelo!. Io, in mezzo a quella bolgia infernale, nn ci vado! E poi, anche se decidessi di farlo, capite voi... Mi vedete, no? Ho una aureola fissa sopra la capa, ho due ali che sembrano due portaerei... mi prenderebbe per un matto o, peggio, per un alieno e mi metterebbero in isolamento e poi... gli esperimenti, e poi...”.

San Gabriele era diventato bianco solo al pensiero di essere visto dagli umani e gli angioletti, vedendolo in quello tremendo stato, lo fecero sedere e gli portarono un bicchiere di acqua. ‘Santa’, naturalmente!:). Lo fecero calmare, gli spiegarono nuovamente che lui era ormai l’unica possibilita’ che rimaneva. Che , se nn ci fosse andato e recuperato i tre Re Magi, tutta la storia sarebbe potuta cambiare, e nessuno puo’ dire se in peggio. Era basilare rimettere a posto gli eventi.

Nel frattempo, Stella Cometa aveva sentito tutto e, mentre si era sistemata meglio sulla nuvoletta, sperava e pregava.

“A Stella, mannaggia  a te, mannaggia... Sono ore ormai che mi stai addosso e ogni volta che ti muovi, mi sembri un elefante che cammina!”, disse molto arrabbiata la nuvoletta.

“Nuvoletta”, rispose Stella, “ma nn ce lo sai che io mica so’ una semplice stella, io so’ Cometa, e te pare poco!!! Per questo peso piu’ delle altre! E fai la brava, sopporta, no?”.

La nuvoletta, gli angioletti e l’Arcangelo si girarono all’improvviso e, guardando Stella esclamarono.

“Da quando si e’ fatta amica dei cammelli romani dei Magi, questa nn ci capisce piu’ nulla e parla come loro... cose da nn credere!!! “.

Stella Cometa sbuffo’. Del resto aveva sempre creduto che tutti fossero invidiosi di lei e della sua bellezza. Gli angioletti, ripensando alla aureola e alle ali di San Gabriele, cominciarono a pensare come fare.

“Eureka!!!”, esclamo’ sorridendo uno...

“Eu.... che??”. Disse un altro.

“No, nn preoccuparti, “, disse un terzo, “E’ un modo di dire terrestre. Dai, nn tenerci sulle spine, dicci qual e’ la tua idea”.

“Allora... dato che Gabrie’ e’ troppo esposto alla vista degli umani, conciato com’e’, credo di aver trovato una soluzione. Lo vestiremo da Babbo Natale, cosi’, sia la sua aureola e le ali nn si vedranno!”.

L’Arcangelo Gabriele strabuzzo’ gli occhi, e in un primo momento si oppose fortemente a questo travestimento. Tutti in cielo sapevano da tempo immemore che tra San Gabriele e Babbo Natale nn correva buon sangue, per via di una vecchia faccenda. Poi, visto che era davvero l’unica soluzione per arrivare alla fine di questa storia, Gabriele accetto’, anche se con molto disgusto. Chiamarono allora Babbo Natale che, appena saputa tutta la faccenda, gli prese quasi un colpo.Ma era di animo buono. e a malincuore si spoglio’ dei suoi abiti e del suo cappello, mentre tutti, ma proprio tutti, ridacchiavano piano piano. Una nuvoletta, mossa a compassione, circondo’ il corpo di Babbo Natale, a mo’ di vestito.

Nn fu facile nascondere bene le ali e anche con il cappello ci furono dei problemi, ma, alla fine, la vestizione arrivo’ ad una conclusione. Cosi’ conciato, l’Arcangelo, ora in arte Babbo Natale, saluto’ tutti i presenti e comincio’ la sua discesa sulla Terra.

Tutti lo seguirono scendere con lo sguardo, e con una viva speranza nei loro cuori...

 

 

(continua sotto...)

 
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