corvo rosso
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Che le cose in città vadano nel peggiore dei modi lo pensano un po’ tutti e, del resto, la cosa è più che evidente.
...... Vivere a Napoli è sempre più un’impresa. Chi esce per lavoro deve affrontare ogni giorno un percorso di guerra. La città è sporca, transennata, caotica, lenta, insicura, con un po’ di pioggia si allaga e crolla. Il sottosuolo è una gruviera, le strade malmesse, le fogne intasate, i palazzi vecchi e fatiscenti, il mare infetto, l’aria inquinata. Il centro storico, il cui rilancio era stato sbandierato dai megafoni della propaganda bassoliniana, è in un degrado spaventoso. Interi quartieri sono in mano alla camorra, nel bronx delle periferie, nei quartieri spagnoli, nel “salotto” dei quartieri alti, il riciclaggio invade il commercio, bar e ristoranti “di lusso” nascono come funghi ed anche altri campi dell’economia , per esempio gli appalti, non sono immuni da infiltrazioni di flussi di danaro illegale. L’economia è ferma, il turismo in crisi, la trasformazione urbana da anni bloccata, la zona industriale un cimitero tranne le parti invase dai cinesi, Bagnoli un pozzo vuoto e senza fondo che ingoia fiumi di pubblico danaro senza nulla di definito, l’Ospedale del mare è poco più che un annuncio, idem il nuovo water front il nuovo stadio a Scampia cancellato, e così i parcheggi e tutto il resto. La maggioranza fa mancare il numero legale in Consiglio e litiga su tutto, perfino sul forum delle culture del 2013, fiore all’occhiello della Iervolino, al punto che l’assessore competente minaccia di dimettersi. L’attività amministrativa è paralizzata dai veti incrociati, mancano i soldi per riparare le strade o per assistere i disabili ma la Regione spende (vedi Panorama in edicola) 92 milioni di euro per attività “ludiche ed artistiche”, finanziamenti che secondo il consigliere regionale Ronghi “a parte qualche eccezione, sono o poco utili o finalizzati a mantenere il consenso. Il turismo non c’entra niente.” Ed infatti, visti i dati del comparto, è proprio così.
Napoli da sedici anni è governata dal centro sinistra. Le responsabilità dello sfascio ricadono sul centro sinistra che, tra l’altro, nelle sue componenti più lucide ne è pienamente consapevole. La Iervolino è una egregia persona, ha certamente fatto del suo meglio, sarebbe sbagliato darle la croce addosso perché le responsabilità politiche riguardano il centro sinistra nel suo complesso ed il suo leader regionale, Bassolino, ma ha fallito. Questo è un dato di fatto. E arrivare in queste condizioni alla scadenza del 2011 significa far del male alla città, affossarla ancora di più, impedirle di cambiare, di uscire dalla crisi. Se da San Giacomo si gettasse la spugna sciogliendo ora un Consiglio che non si riunisce e non decide, si potrebbe votare a marzo con le regionali e la città potrebbe tentare il suo riscatto. Sarebbe un atto di generosità. Tardiva ma apprezzabile.
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Inviato da: kfj k jf
il 21/05/2011 alle 07:19
Inviato da: ansa007
il 10/05/2011 alle 15:45
Inviato da: corvetto
il 05/04/2011 alle 14:20
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il 08/03/2011 alle 20:43
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il 17/01/2011 alle 15:24