corvo rosso
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La solita truffa ai danni dello Stato,
questa volta attraverso la falsificazione dei documenti necessari per riscuotere la pensione di invalidità senza averne diritto. Cinquantasei persone sono finite in manette questa notte con l'accusa di associazione per delinquere, truffa, contraffazione di pubblici sigilli e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici. I Carabinieri hanno scoperto l’esistenza di una organizzazione criminale nel centro storico di Napoli con sede al “Pallonetto – Santa Lucia”, che da tre anni operava con successo nel campo “false pensioni di invalidità”. Tra i casi più eclatanti quello di un “non vedente” ripeso dalle telecamere dei CC alla guida della sua Lancia Y. Dopo i 56 arresti di ieri notte le indagini continuano alla ricerca di eventuali complici – medici e impiegati- nella pubblica amministrazione.
Francamente sarebbe quasi una “non” notizia, perché di cose del genere e anche peggiori a Napoli e non solo ne capitano tutti i giorni, se non fosse che ci stiamo abituando anzi assuefanno alla illegalità diffusa. A Napoli il crimine, dall’omicidio al raggiro, è dietro l’angolo. La gamma è ampia e diversificata. Si va dalla camorra, alla rapina, al furto, allo scippo, alla truffa, fino al tradizionale “pacco”. Intere zone della città sono luoghi di traffici illegali. I cinesi e gli altri extracomunitari si sono pienamente integrati e così ucraini rumeni ecc. Siamo un melting pot di razze, religioni e costumi uniti dal “falso”, dalla truffa, dall’ ”illegale”, da un gigantesco e permanente border line esistenziale. Da Scampia, il più grande supermarket di droga all’aperto, ai “quartieri spagnoli”, Toledo, piazza Carità, Rettifilo, Tribunali, Forcella, Duchesca, piazza Garibaldi, Carlo III, zone limitrofe, periferie est, c’è di tutto e di più, in termini di commerci ed attività abusive, non a norma, non garantite e non controllate. Un po’ si salvano il Vomero e Fuorigrotta, ma non via Caracciolo che il sabato e la domenica, da Mergellina a piazza Vittoria, lato mare, diventa la variante panoramica del “grande suk” . Ecco, appunto Napoli, il più grande suk dell’occidente e tra i più importanti di quelli mediorientali, la più grande free area europea, dove il termine “free” sta per a-legale, illegale, criminale, regno assoluto del “falso” inteso come contraffazione sistematica di tutto ciò che è commerciabile, dalle borse di Vuitton ai documenti sanitari e amministrativi per ottenere una pensione a sbafo. Salvo la camorra e la droga, non cose in grande, come le truffe Cirio e Parmalat, non un Madoff che frega miliardi di dollari ai risparmiatori di tutto il mondo. No, cose artigianali, a volte ingegnose, ma scadenti, banali, povere, miserabili, diffusissime al punto da essere entrate nella normalità quotidiana con una rete di centinaia di migliaia di addetti. Una infezione alla quale appunto ci siamo assuefatti e che ci condanna al sottosviluppo civile, sociale, culturale, ancor prima che economico. Di questo passo resterà magari una patina di maleodorante folklore ma saremo ai margini del mondo che conta.
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Inviato da: kfj k jf
il 21/05/2011 alle 07:19
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il 10/05/2011 alle 15:45
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