Non c’è da stupirsi se i pochi uomini forniti di cervello preferiscono il vecchio divano di casa. Il fatto è che quei pochi col cervello in genere sono terribilmente affascinanti e fanno scattare in noi donne il bisogno di introdurli alle gioie della vita a due da cui loro si erano sempre mantenuti prudentemente alla larga. Con questo pensiero che mi ronza nella testa decido di passare una domenica casalinga ascoltando Tutto il calcio mentre stiro una piramide di lenzuola, tovaglie, asciugamani e mutande. Hai visto mai che arriva il Principe Azzurro e mi trova sepolta in una montagna di panni tipo scena finale di Ratataplan. Magari è un principe ordinatissimo e se trova ‘sto casino decide che non faccio per lui. Non mi chiedo se non in modo fugace se uno ordinatissimo farebbe al caso mio perché quando mi prende la frenesia principazzurresca divento acritica.
La mia diletta Doria vince e la Magggica pure (Graaazie Rooooma che ci fai piangere e abbracciarci ancoooora…) così sono più contenta perché so che anche il mio pargolo è felice. Al paradiso in terra manca solo un tassello: la sconfitta della Lazio.
Squilla il telefono mentre sono appollaiata sul trespolo in versione avvoltoio in attesa di notizie catastrofiche dall’Olimpico dove stanno giocando i bbbavosi (trad. per i non romani: lazialacci). Merlino, il mio evidenziatore di chiamata, dice che è Franceeescaaa.
“Non puoi indovinare” esordisce con quel po’ di affanno che sottende cose grosse.
“Allora non ci provo nemmeno” replico indossando di nuovo il costumino nero piumato.
“Ti do tre possibilità” continua, contraddittoria come solo lei.
“Dimmi almeno l’argomento” rispondo, volteggiando sulla radio.
“Non posso sennò indovini”. Come sragionamento non fa una piega. Taccio e ascolto i tre minuti dell’Inter scalpitando.
“E vabbè, ti do un aiutino” Dio!, mi pare quella della tivù…la donna-dente. “Uomini”
“Miiiii!!! Un aiutooone!!!”
“Forza, spremiti”
“Il primario?” dico tanto per dire, concentratissima nel ruolo di rapace. Stanno passando la linea a Roma mentre lei aggiunge: “No, ma sei sulla buona strada. Nel senso che di squallore si tratta”
“Mi arrendo”. Sto pensando a tutt’altro.
“Okay te lo dico anche se mi hai rovinato la sorpresa”. Francesca adora farsi tirare le cose dalla bocca con le tenaglie. “Ho incontrato la moglie di Andrea”
Sbalordisco in silenzio aspettando il resto che sicuramente è gustosissimo ma in quel preciso momento dall’Olimpico giunge la Madre di Tutte le Notizie: i bbbavosi stanno beccando 2 a 1 e ululo un “SSSSìììììììììììììììì!!!“ commosso e devoto che lascia alquanto perplessa la mia interlocutrice.
“Prima di tutto, descrizione”, riprende lei dopo che le ho spiegato il motivo del mio entusiasmo. Ho già sentito parlare di questa brava sdolcinata ragazza, ma adoro i dilaniamenti di Francesca perché sono squisitamente femminili.
Lei fa una pausa per prendere fiato e poi parte sparata: ”Hai presente due tette coi piedi?”
“Più delle mie?!?”
“Pfui! Tu al confronto sei una dilettante”.
Mi sento assurdamente felice. Dunque, c’è qualcuna che ha avuto più problemi di me con la moda aderente.
“Le sue sono mostruose, due spropositate quantità di blob che se le infili un ago nei capezzoli raccoglie le carte per terra. E poi ha un naso, Gesùùù!, sembra Macchia Nera. Poveraccia, fa quasi pena. Dovrebbe entrare in una beauty farm e ottenere il permesso di uscirne solo con la stampigliatura OGM”.
Scoppio a ridere. “Com’era vestita?”
“Classico Standa con un pizzico di Cinese all’angolo”
“E vabbè, ma allora!…”
Se chiudo gli occhi la vedo e accanto a lei come in un film in cui lo schermo è diviso a metà e i due protagonisti si telefonano…Intermezzo oppure Harry ti presento Sally, insomma, accanto a lei vedo Elisabetta: grassoccia ma elegante, sorridente, misurata, griffatissima e soprattutto idiota perché solo un’idiota D.O.C. si prende per amante un uomo che ha sposato una donna così ordinaria.
“Che vi siete dette?”. Magari la tettona ha una conversazione da accademico di Francia che fa passare inosservati i due blob e il rostro nasale.
“Andrea. Non si riesce a parlare d’altro con lei. Lei è la Vestale, lui è il sacro fuoco. Mi ha raccontato che lei e Andrea si conoscono dai tempi del ginnasio e che si capiscono con uno sguardo e che lei è così sicura dell’amore di lui, ma così sicura!... Così sicura che se ne accorgerebbe subito se lui avesse un’altra. E lo lascerebbe”.
“Non ci posso credere”, dico sinceramente. “Il profumo di Betta è così potente che resta tatuato su chiunque le passi a un metro di distanza. Come può non averlo mai sentito?!?”
“Tsè! e tutte le sbavature di rossetto che lei ha lasciato sicuramente sulle orride camicie di lui? Lo sappiamo com’è Betta…’na testa!... La tettona se n’è accorta, figurati! E ha parlato con me perché spera che io riferisca a Betta. E’ furba: usa obbedir tacendo solo perché non è sicura del risultato finale”.
“Povera Betta” sospiro, riflettendo che noi donne abbiamo i super poteri quando si tratta di trovare la cacca profonda al punto giusto per arrivarci al collo.
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il 27/09/2009 alle 15:50
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