Il pensiero della tettona mi rovina quello che resta della domenica al punto che telefono a Betta e la costringo a venire a cena fuori.
La porto al Beguinthebeguine, un ristorante discoteca odoroso d’antan.
Ordiniamo, anzi ordino io perché lei è sempre indecisa in un modo esasperante: risotto alle erbe, fritto misto di verdure, scamorza alla piastra e mousse al cioccolato. E una bottiglia di Luce.
“Non possiamo permetterci tutte queste calorie”, frigna addentando un paninetto alle olive.
“Tanto, domani andiamo al Centro Benessere”
“Su di te funziona?”
“No”
“Nemmeno su di me. E allora perché ci andiamo?” chiede con tono lamentoso.
“Non siamo qui per discettare sulla pressoterapia. Perché stai con quel deficiente?”. Attacco frontalmente per farle capire che stasera non la scampa. Lei beve un sorso di vino, fissa il vuoto e tace.
“E’ un idiota presuntuoso e supponente con personalità formato lenticchia”, la incalzo, “ma siccome quella nullità della moglie lo venera lui pensa che tutto gli sia dovuto”. Lei tace e continua ad aumentare l’apporto calorico con un consumo esuberante di paninetti. La fisso con lo sguardo più corrucciato che riesco a pescare nel mio repertorio e poi le domando a caso: “Cosa ti ha regalato per il tuo compleanno?”
“Cioccolatini”
“Fantastico. E poi?”
“Basta”
“In tutto questo tempo niente altro?”
“Oh, no, no…non avevo capito…mi era sembrato che parlassi ancora del compleanno…Una volta mi ha portato un sacchetto di cioccolatini al peperoncino”
“Wow!” La deturpo con un’occhiata tagliente. “Mostra di avere la creatività di un blocco di granito e anche una discreta dose di sentimento. Di cosa parlate quando siete insieme?”
Mi guarda e tace.
“Gli piace il cinema?”
“Forse Boldi e De Sica”
Vomito. “Legge?”
“Solo testi di medicina”
“Conoscenze musicali?”
“Mmmmhhh, una volta ho messo su l’ultimo dei Gotan project e gli è piaciuto tanto che ho dovuto prestarglielo”
“Ok, un punto per il nostro eroe. Teatro?”
“No, no”
“Sport?”
“Odia tutti gli sport e in particolare il calcio”
“E ora torniamo alla domanda d’apertura: perché te lo tieni? Perché ti tieni accanto un ignorante, bifolco, geneticamente predisposto per essere un mandrillo di serie B?” le chiedo mentre verso due dosi generose di Luce.
“Per il compleanno gli ho regalato una bottiglia di questo” dice lei rigirando il bicchiere tra le dita “e ci ho messo dentro un biglietto con una bellissima frase che ho copiato da un libro. E lui ha tirato fuori la bottiglia e non ha guardato dentro la scatola e se non lo avessi avvertito avrebbe portato a casa la scatola col biglietto dentro”
“Merda di uomo! La sua amante gli regala una bottiglia e lui se la porta a casa e magari la beve con la moglie. Da vomito. Perché non lo mandi affanculo?”
“Sto pensando”
“Vedi che non sei innamorata?”
“Bè, forse è vero, ma…”
“Lo sapevo. E allora?”
“E che ne so…forse me lo tengo per pigrizia, perché non mi va di ricominciare…come ti chiami?, che fai?, di che segno sei?…E poi devi indovinare cosa gli piace…sai com’è, no? O forse perché…tanto sono tutti uguali”. Fa una pausa e riprende in tono leggero: “Oh, bè, è sano, è un bravo medico…meglio di niente…”.
“Ma ti rendi conto?!? Stiamo parlando d’amore…mica di farsi applicare uno stent nelle coronarie”.
“Sempre di cuore si tratta, in fondo”, dice scoppiando a ridere. “Oh, senti, la vita è breve e io non me la sento di consumarla nell’attesa fiduciosa del grande amore. E se poi non arriva?”
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il 27/09/2009 alle 15:50
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