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Come un Fiore - Giaccone & friends
Post n°79 pubblicato il 07 Novembre 2007 da nem_o
26 ottobre, Casseta Popular, Grugliasco (Torino) Diavolo di uno Stefano Giaccone, non finisci mai di stupirmi! L’anno scorso era la reunion di Franti, poesia e memoria storica, la Torino antagonista degli anni ’80 che riviveva la sua epoca e un cd di frattaglie dirette al cuore da quegli anni. Ora è stata la presentazione ufficiale di “Come un fiore”, suo ultimo lavoro. Non è vero che è suo, si tratta bensì di un lavoro collettivo,così come si usava a quei tempi. Stefano ha chiamato a raccolta un manipolo di amici e ha messo su quello che è uno dei più bei lavori usciti in Italia in quest’ultimo anno. E il 26 ottobre ero là, in quello scantinato di periferia a respirare l’aria di un periodo da me mai vissuto. Ero là più per amicizia (degli airportman) che per convinzione e mai trasferta musicale è stata più fruttuosa. Serata magica, c’erano tutti: Stefano Giaccone, Airportman, Lalli, Brizio, Ale Malaffo, Gigi e Tomi Perturbati, Art, Edoardo Cerea, il bimbo di Stefano e tra il pubblico Mario Congiu e il responsabile della Locomotiva, la label che ha prodotto gli ultimi lavori di Stefano. Molta improvvisazione, molta poesia, molta anima. Cover da brividi, molto Fossati con una Lindembergh da piangere, i brani del nuovo cd, brani vecchi di Giaccccone e brani vecchi di Lalli, una “Adesso si” di Endrigo interpretata oserei dire divinamente da Tomi e Stefano, brani pianistici di Brizio, post rock o post ambient o semplicemente airportman e un bis che non doveva esserci ma che Lalli ha quasi preteso. Mancava solo lui, ha detto e poi, sola con l’acustica ha attaccato “Creuza de ma” e pian piano tutti sono saliti sul palco e ci hanno ricamato sopra. Non era più musica ma commozione. Esagerato? Bisognava esserci per capirlo e per fortuna stavolta c’ero …. E per chi non c’era rimane il cd da ascoltare , un concept sulla morte con dei contenuti che appartengono solo ai più grandi. Perché la morte? Perché “ … nessuno parla di solitudine e di morte. Alla gente piace leggere di uccisioni ma non di morte. Compriamo sempre più roba, ma perché ne abbiamo bisogno se dobbiamo morire” come dice Laurie Anderson sulla seconda di copertina. E come mi accade sempre più sovente in quest’epoca di scaricamenti selvaggi ne ho comprato due copie, una per me e l’altra per qualcuno a cui voglio bene.
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Inviato da: randonneur0
il 15/07/2010 alle 16:16
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il 12/07/2010 alle 19:12
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il 12/07/2010 alle 17:32
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il 10/07/2010 alle 21:52
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il 09/07/2010 alle 21:20