Area personale- Login
Cerca in questo Blognilu amaMenuUltimi commentiChi può scrivere sul blog
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
|
Parte 3
Post n°11 pubblicato il 03 Novembre 2005 da nem_o
Mai passò per la mente di Bruno che lo stesse prendendo per il culo, preso com’era a fantasticare sulle loro quantomai evidenti finte affinità. Certo lui non aveva mai avuto una simile visione, la frase gli era uscita così, gli era andata semplicemente di fortuna. Ma decise di stare al gioco e rispose: “Tre mesi fa dalle parte di Pokhara, mentre camminavo sulle rive del lago, guardando all’orizzonte l’imponente sagoma del Machhapuchare, non so ancora adesso il perché, mi ritrovai in testa quest’immagine. Stavo bene, la giornata era limpida e il clima mite, l’esatto contrario di ciò che la mente mi stava dettando o forse profetizzando. Da allora l’immagine è rimasta lì, ad aleggiare in un suo limbo e a riaffacciarsi periodicamente fra i miei pensieri. Tu hai forse una risposta?” “Penso di avere qualcosa in proposito da dirti. Non so se sia la risposta definitiva o un vago tentativo di chiarimento, non posso comunque dirti niente qui. Occorre silenzio, unità di intenti, buio e desiderio vero. Se ti va possiamo salire su in camera e approfondire il senso di questi nostri discorsi” Quello che inumidiva, anzi infradiciava, ormai completamente Bruno non era più semplice sudore. Era deciso ad andare fino in fondo. In tutti i sensi “Va bene, la voglia ….. di sapere è troppo forte, andiamo” Era fatta, ormai ne era certo. Non restava che farsi onore. Niente gli diceva con certezza matematica che sarebbe effettivamente successo quello che stava per succedere, ma affinché succedesse veramente doveva crederci. E lui ci credeva. In quei pochi secondi in cui percorse le due rampe della scala sino alla sua camera Bruno ebbe il tempo a pensare di tutto. Tutte le sue fantasie sconce più recondite e tutti i suoi più profondi pensieri d’amore gli passavano davanti, gli arrivavano di dietro o lo colpivano ai fianchi. Era letteralmente bombardato dal flusso inarrestabile dei suoi pensieri, una grandinata da vertigine che gli toglieva lucidità ed equilibrio. E tutta questa sua tempesta interiore gli sembrava quasi riversarsi al di fuori, rischiò infatti per ben due volte di inciamparsi in un gradino e restò in piedi per miracolo. E alla fine arrivò alla porta. Mentre cercava la chiave ebbe ancora il tempo di immaginare se stesso in quel momento: trafelato e sudaticcio per la corsa e per i torbidi pensieri, sorpreso che potesse capitare proprio a lui e incredulo che fosse veramente capitato a lui, spaventato per le conseguenze di quello che stava per fare, appagato per il semplice fatto di trovarsi in una tale situazione, agitato al pensiero di doversi confrontare con una tale bellezza, nervoso perché nervoso lo era veramente, ma soprattutto tremendamente eccitato al pensiero di quel corpo che lo aspettava. E la sua eccitazione interiore (che in quel frangente era infinitesima se rapportata a quella fisica) raggiungeva ormai livelli orgasmici. Sembrava che tutte le sue passioni, i suoi desideri e il suo inappagato desiderio di amore si fossero dati appuntamento proprio lì e si fossero concentrati in quella sua parte viva di corpo. Lui non si identificava con il suo cazzo, questo no, ma tutto quello che era la sua parte nobile si stava lì manifestando. Chissà poi perché le donne vanno a pensare che gli uomini pensano solo al sesso. E’ vero gli uomini pensano sempre al sesso, ma non solo al sesso. E’ un aspetto irrinunciabile del proprio essere uomo, ma è un aspetto compendio di tutto il resto. Pensava e intanto infilava la chiave nel lucchetto che chiudeva la maniglia della porta. Non ebbe il tempo di formulare un ultimo pensiero che già una mano lo stava conducendo verso il letto. Quello che poi è successo in camera nessuno l’ha mai raccontato, ma tutto l’albergo lo ha sicuramente sentito. E’ stata per Bruno sicuramente la notte di sesso più lussuriosa che la sua breve esistenza (brevissima se riferita alla sola sfera sessuale) ricordi. Nel momento dell’orgasmo ha avuto le risposte che voleva, ma ormai non gli importava più. Nulla contava più tranne il perdersi all’interno di quel voluttuoso ed eccitante corpo di femmina. E così è stato fino allo sfinimento, fino all’annullamento totale delle due distinte persone per confluire in un momento di eternità all’interno di un sudaticcio, tremolante, caldo unico corpo Briciole di onnipotenza, briciole di felicità condite da attimi di delirio totale. Ma il vero delirio doveva ancora venire. Sarebbe giunto solo al mattino dopo.
|


Inviato da: randonneur0
il 15/07/2010 alle 16:16
Inviato da: Ilprofessor
il 12/07/2010 alle 19:12
Inviato da: randonneur0
il 12/07/2010 alle 17:32
Inviato da: randonneur0
il 10/07/2010 alle 21:52
Inviato da: randonneur0
il 09/07/2010 alle 21:20