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rasta rasta rasta!
Post n°30 pubblicato il 10 Dicembre 2005 da nem_o
qui davanti al Marley Cafe si va estinguendo quel che resta di questo mini viaggio in terra d'oriente. Qui e quasi la mezza, le bancarelle vanno a chiudersi, alcuni bar rimangono aperti per i tiradarti che non vanno a Pat pong, altri tengono aperti gli internet per i tiradarti bisognosi di comunicare con un video muto. Come chiudere questa specie di diario che di fatto diario non e? A dire il vero di questo viaggio non esiste neanche un diario vero, perso negli spostamenti e nel vedere cio che mi circondava, l'unico diario impresso rimane quello nei miei rullini e nella mia testa. Provo a concludere come l'altra volta. Pecchero di mancanza di originalita, scagli la prima pietra chi non ha mai peccato! .... e se tutti i peccati fossero poi di cosi modesta entita .... Allora proviamoci ..... Ho visto cose che chiuso nel mio guscio non avrei mai potuto immaginare ... Ho visto il confine di Poipet, leggendario e terrificante, trasformarsi in una semplice serie di bolli sul passaporto; ho visto poco il Mekong ma ho vissuto per 4 ore la vita di un fiumicaittolo minore che collegava Battamang a Siem Reap; su questo fiume ho visto case galleggianti e bambini senza terraferma che per giocare usavo piccole imbarcazioni, case senza niente tranne l'antenna televisiva, ragazzi senza niente che salivano sul battello muniti di cellulari dell'ultima generazione; ho visto quella meraviglia di Angkor Wat nascosto dietro all'obbiettivo della macchina fotografica senza godermelo alfine in pieno; come dive Terzani anche qui mi sono sentito fiero di appartenere alla razza umana; ho realizzato qui che il nostro non e l'unico mondo possibile: ad Angkor vivevano mezzo milione di persone quandio a Londra ne vivevano a mala pena diecimila e nostri avi vivevano di poco e morivano di molto all'ombra di qualche feudatario; ho visto l'orrore delle ideologie (tutte) a Phnom Phem; ho visto un pezzetto di mare per fortuna pulito da ogni forma di contaminazione; ho visto il mare del Siam e l'ho temuto; ho visto il padre di mezza Asia, il mekong, alla sua confluenza con il Tomle sap prima di trasformarsi in quell'immensa regione che il suo delta nel su del Viet nam (regione che i cambogiani considerano ancora loro); ho sudato il mercato principale di Bangkok dove ci ho lasciato il portafoglio (in tutti i sensi); ho visto svarioni, rasta, turisti sessuali, tahilandesi punk e visi pallidi orientalizzati in un gioco di scambi di ruoli e culture un po difficile da capire; sto vedendo la fine di tutto cio con occhio triste, ma con mente felice e con la speranza nel cuore di nuovi viaggi e magari di una vita un po migliore per tutti, anche se me la vedo molto dura (qui praticamente non esistono musulmani ma le magliette di Bin Laden erano in vendita e pure quelle di Bush, segno di una incazzatura planetaria); e tutte queste cose anche questa volta non andranno perse come lacrime nella pioggia o forse come gocce di sudore sulla fronte, ma ora e tempo di andare nilu Khao san road - Bangkok 11 dicembre 2005 e per ricordarvi che non e vero che da lontano non si pensa alla propria nazione o alla propria regione vi lascio alcune considerazioni di gigi dei peturbazione sulla questione TAV Naturalmente qui in Val Susa siamo tutti attoniti per quanto è accaduto. Stupiti per come il copione sia sempre lo stesso, delusi perché non cambia mai nulla. Mentre scrivo, prima di partire per i nostri concerti, una manifestazione salirà da Susa a Venaus per tentare di recuperare il presidio perduto a colpi di manganellate, lo stesso presidio in cui, chi c’è stato lo sa, non si progettavano attacchi anarco-insurrezionalisti, ma si discuteva di politica. Vorrei fare alcune considerazioni. a) Molti esponenti partitici oggi, in televisione o dai giornali, continuano ad aprire la bocca per screditare l’ala avversaria e strumentalizzano la vicenda, dopo aver lasciato completamente da sola, sotto ii colpi del manganello, una popolazione intera. E dicono: “Che la questione torni alla politica!”. E qui vengono allo scoperto. Il re è nudo. La Politica, con la ‘P’ maiuscola, si stava già occupando della questione. Perché la Politica siamo noi. Sono loro che forse hanno dimenticato il senso profondo della parola e spero che rimangano ghettizzati nei salotti televisivi e che un giorno qualcuno decida di sfollarli a manganellate. b) Si continua a dire da destra a sinistra (con la ‘ds’ minuscola, che curiosa coincidenza) che la tratta Lione Torino va fatta, la modernità, la competitività, le opportunità… c) La libertà mia e vostra di oggi è quella di scegliere chi votare, quale macchina comprare, che modello di telefonino adoperare, quale squadra tifare, quale musica tentare di ascoltare. Ma, per piacere, poi basta. Chicken run. d) Ultima, fuori tema, vista l’incazzatura profonda. Calderoli è sospettato di essere un possibile intestatario di un assegno non ben precisato proveniente da tutto l’affaire che quest’estate è venuto fuori a colpi d’intercettazioni telefoniche. E noi cittadini, grazie alla cultura profonda e di rispetto che questa classe politica ci ha insegnato in cinque anni, siamo garantisti per lui e supponiamo che sia innocente. Ma, se per disgrazia non lo fosse, si proponga una legge ad personam per la CASTRAZIONE CHIMICA!
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Inviato da: randonneur0
il 15/07/2010 alle 16:16
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il 09/07/2010 alle 21:20