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Riflessione filosofico-poetico-musicale

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Messaggi del 07/12/2022

Simone Cristicchi: Paradiso. Dalle tenebre alla luce'

Post n°1150 pubblicato il 07 Dicembre 2022 da giuliosforza

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   Sono stato molto positivamente impressionato dalla presentazione in rete del nuovo lavoro teatrale di Simone Cristicchi Paradiso. Dalle tenebre alla luce, e non mi dispiacerebbe godermelo. Il musicista attore e scrittore eclettico con questa opera affronta il poema dantesco con il suo originale, poetico punto di vista. Non me lo sarei mai atteso. Non particolarmente attento alle varie musiche così dette leggere, più che il nome nulla mi risultava del personaggio che ora scopro ingegnoso assai nel panorama musical-teatrale italiano e tra l’altro molto vicino alle tematiche che da sempre io coltivo sforzandomi, non sempre riuscendoci, di elevarle a norma di vita.
   Simone Cristicchi ha scritto l’opera in collaborazione con Manfredi Rutelli ed è co-autore, con Valter Sivilotti, delle musiche originali, oltre a firmare canzoni e regia.
   Lo spettacolo, patrocinato dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante, debuttò il 23 luglio in piazza Duomo a San Miniato (PI), quale momento culminante della 75esima edizione della Festa del Teatro organizzata dalla Fondazione Istituto Dramma Popolare. In occasione di quel debutto, Simone Cristicchi fu accompagnato da 22 elementi dell’Orchestra OIDA di Arezzo.

   Illuminanti sono la presentazione anonima dello spettacolo e le note di regia, ad opera, immagino, dello stesso Cristicchi.

   “In ogni uomo abita una nostalgia dell’infinito, un senso di separazione, un desiderio di completezza che lo spinge a cercare un senso alla propria esistenza.
   Il compito dell’essere umano è dare alla luce se stesso, cercando dentro all’Inferno [… ] barlumi di Paradiso: nel respiro leggero della poesia, nella magnificenza dell’arte, nelle scoperte della scienza, nel sapientissimo libro della Natura.
   A partire dalla cantica dantesca, Simone Cristicchi scrive e interpreta Paradiso. Dalle tenebre alla luce, opera teatrale per voce e orchestra sinfonica, racconto di un viaggio interiore dall’oscurità alla luce, attraverso le voci potenti dei mistici di ogni tempo, i cui insegnamenti, come fiume sotterraneo, attraversano i secoli per arrivare con l’attualità del loro messaggio, fino a noi.

   La tensione verso il Paradiso è metafora dell’evoluzione umana, slancio vitale verso vette più alte, spesso inaccessibili: elevazione ed evoluzione.
   Il viaggio di Dante dall’Inferno al Paradiso è un cammino iniziatico, dove la poesia diventa strumento di trasformazione da materia a puro spirito, e l’incontro con l’immagine di Dio è rivelazione di un messaggio universale, che attraversa il tempo e lo vince”.

   Note di regia

   “La nostra vita è un grande mistero, che un giorno ci sarà rivelato.
   Questo sembra dirci Dante Alighieri, con la forza immutata delle sue parole, ancora oggi a distanza di settecento anni.
   In questo mistero mi sono calato, cercando di raccontare - tra monolghi e canzoni - l’inconsueto e rendere testimonianza di ciò che di “misterioso” è accaduto nella mia vita.
   La parola – nella sua nudità e potenza – è al centro dell’intero spettacolo, e affronta tutte le declinazioni possibili: parola recitata, parola narrata, parola cantata.
   Con il coautore Manfredi Rutelli, ho cercato di sviscerare il concetto di “paradiso” in tutte sue sfaccettature: dalla ricerca millenaria dell’Eden perduto - il mito universale più diffuso in tutte le culture del mondo - fino all’insuperato capolavoro dell’intera Commedia: il trentetreesimo canto, dal quale ho musicato i primi versi - l’Inno alla Vergine Madre.
   L’epicità dell’orchestra OIDA - le cui partiture e la direzione è del collaboratore storico Valter Sivilotti - diventa la calda placenta dove nuota la voce.
   Due colonne doriche incorniciano le suggestive e mai didascaliche proiezioni di Andrea Cocchi.
   Il disegno luci è affidato alla visionarietà delicata di Rossano Siragusano.

   La situazione che stiamo vivendo, ha mandato in frantumi tutte le certezze che avevamo, e ci troviamo in una dimensione paragonabile all’attraversata del deserto.
   Perché sappiamo che tutto ciò che è rimasto dietro non ha più validità, e quindi ci muoviamo in una dimensione sconosciuta.
   In questa selva oscura io credo che alla fine riprenderà il sopravvento
quello che è già codificato in noi, quella unione fra noi e il Tutto.
   Perché è proprio quando tutto sembra perduto, quando le certezze crollano, che è possibile ritrovare la coordinata di origine.
   E comprendere che il vero “peccato mortale”
è l’ incapacità di vivere in sintonia con l’universo.
   “Paradiso” non è uno spettacolo su Dante e il suo affascinante iter nel terzo regno ultraterreno della sua Commedia.
   Non c’è l’ imponente archittettura, nè gli incontri con i suoi personaggi.
   Eppure, proprio grazie ai versi memorabili e alle universali intuizioni del sommo poeta, il mio “Paradiso” diventa un viaggio iniziatico nella parte più sottile e profonda dell’essere, un tentativo di riconnessione con la parte più autentica che ci abita, quella scintilla divina che ci permetta di
trasumanar

  Un Cristicchi filosofo non me lo attendevo. Nonostante taluni luoghi comuni, talune ingenuità e qualche incongruenza, bene si rivela darsi in lui un patrimonio non indifferente di humanitas totale che parole e musica tende a ricondurre alla unità  primigenia, allorché nel vuoto risuonò  il Verbo e il mondo-kosmos  fu.

Kosmos armonico, Harmonia Mundi.

_________________

   Chàirete Dàimones!

   Laudati sieno gli dei, e magnificata da tutti viventi la infinita, semplicissima, unissima, altissima et absolutissima causa, principio et uno (Bruno Nolano)

   Gelobt seist Du jederzeit, Frau Musika

 

 
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