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E ancora

Post n°1266 pubblicato il 20 Gennaio 2011 da pettiross

E ancora un soldato è morto di guerra ed un altro ferito gravemente. Uno del nord, l'altro sardo. Lo so bene che se fanno la scelta di andare in certi paesi allettati dagli ingaggi,rischiano la vita, ed il fatto che poi ci sono funerali di stato che per molti operai che muoiono di lavoro , non ci sono, io li considero comunque morti per lavoro. Ma questa morte mi ha colpito un pò di più, perchè Luca Sanna era nato nel paese in cui anche io sono nata, Samugheo. Sentire il nome di questo paese al tg, mi è sembrato strano, così ho telefonato al comune del mio paese per capire se la notizia era vera e mi è stata confermata.  Sentivo il bisogno di testimoniare alla famiglia la mia partecipazione al lutto , anche se le parole servono a poco, sentivo di doverlo fare. Parlando con la signora al telefono, ho in qualche modo riannodato il filo con le mie radici. Samugheo è un paese di gente laboriosa a 30 km da Oristano nella zona del mandrolisai. Nel 1957 ho emesso il primo vagito , e in quel paese dove sono vissuta solo per i primi tre anni di vita. ma dove ho i ricordi più cari,  ho mosso i miei primi passi, coccolata dai nonni materni, amata dalle giovani amiche di mia mamma che aveva solo vent'anni quando mi ha avuta e papà  ventisette e da un giovane zio. nel vicinato pur essendo piccolissima ricordo che andavo in tutte le case del rione con gli altri bambini, protetti da tutti, non c'erano i mali odierni, allora. E anche se poi   papà decise di trasferirsi nella  sua città, Oristano, tornavo sempre volentieri dai nonni, lì mi sentivo libera, già allora manifestavo un caratterino ribelle e poi consideravo la nonna la mia mamma.  Quando sono nata, per una mastite mal curata, mia madre si fece nove mesi di ospedale ed io fui intossicata dal suo latte e stavo morendo. Ma si vede che non era la mia ora, le cure dei nonni , di una balia e di una mucca , mi salvarono la vita e ad un anno di vita ero bimbetta paffuta e sorridente. Quando guardo quelle foto del primo compleanno cerco nel sorriso di mia madre e di mio padre quell'affetto che poi crescendo non ho mai più percepito. E' un fiume di ricordi quello che la memoria fa riafforare, la casa dei nonni, la semplicità  di quella vita. Un paese prettamente dedito all'agricoltura e la pastorizia e le donne facevano i più bei tappeti della Sardegna . Si tesseva tutto al telaio in quei tempi, la tela delle lenzuole, le stoffe per i costumi tradizionali, tutto passava per le mani delle donne, veloci e abili nel muovere le trame, nel tracciare i disegni tramandati dai tempi dei tempi. Ricordo le feste , ricordo quando le donne si organizzavano per fare il pane e poi a turno lo cuocevano ora in un forno ora in un altro e noi bambini sempre a giocare ed aspettare il pane caldo e profumato. In quel allora piccolo paese,ho passato il periodo più bello della mia infanzia, sono attaccata a quei ricordi e mi spiace di non avere dei nipoti ai quali raccontare come era diversa la vita allora. Con la nonna andavo al fiume a lavare i panni, si andava con un trattore insieme ad altre donne e altri bambini, loro cantavano mentre sbattevano le lenzuole, ridevano scherzavano e raccontavano storie . Ricordo una trebbiatura, la tosatura delle pecore di nonno, la vendemmia, noi bambini eravamo felici con nulla, ricordo il sapore del mirto che nonno mi portava dalla campagna perchè sapeva che ne ero golosa come un uccellino, delle piccole pere selvatiche. Erano poveri i miei nonni, ma il loro cuore era grande. Mi restano i ricordi che ogni tanto affiorano, e ieri riportati a galla ancora più prepotentemente da quella triste notizie, della morte di un alpino, di soli 33 anni, sposato da poco che tornerà alla sua famiglia e alla sua giovane moglie dentro una bara. Ora là non ci sono che le tombe dei nonni, la loro casa è stata venduta di nascosto da quello zio che da piccola ritenevo speciale, ma che da grande ho poi visto nella sua vera luce, l'unico fratello di mia madre con il quale non è mai andata daccordo e non a torto devo dire. Non è cattivo mio zio, ha solo sprecato tanto. Sò che per molti questi racconti possono essere noiosi, ma questi frammenti di vita posso lasciarli solo qui e sono importanti per me, ora che il tempo è passato e sono sola ho ancora più bisogno di quei ricordi belli, è come risentire i profumi della terra , se chiudo gli occhi io penso che nonostante i dolori che la vita mi ha ampiamente regalato, dentro c'è ancora una bimbetta paffuta e pronta al gioco e al riso che scorrazza  con tanti altri bimbe per i vicoli, curiosa di tutto. Con un nome addosso a quei tempi inesistente , diverso, un nome che amo molto e di questo sono grata ai miei genitori, almeno una ne hanno azzeccata con me. In questa giornata di pioggia , piove anche dai miei occhi , è inevitabile, spero  che qualcuno del mio paese  senta il bisogno di scrivermi di dialogare con me, ho lasciato mail, n di telefono, perchè le storie si intrecciano e il mondo è davvero piccolo.

 
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