Creato da archilocoitaliano il 30/01/2007
la nebbia agli irti colli...

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Spiega a me cos'è il Natale

Post n°93 pubblicato il 02 Dicembre 2008 da archilocoitaliano
 

 

 

(Mia sorella mi ha invitato ascrivere una poesia sul Natale per i suoi nipoti, per quelli dei nostri fratelli e anche, naturalmente, per i miei due nipoti. Così ho scritto questi versi cercando un liguaggioadatto per bambini dai 5 ai 10 anni, e pensieri e domande che si potrebbero gia fare a questa età).

 

 

 

 

 

 

C'è qualcosa un po' di strano

nella festa del Natale,

c'è davvero del mistero,

un qualcosa d'irreale.

 

Nasce il re di tutto il mondo

e nessuno ne sa niente.

Solo il babbo e la sua mamma

son con lui, ogn'altro è assente.

 

Non ci son medici esperti,

quei ch'assistono chi nasce,

nè l'ostetrica. E' la mamma

che l'avvolge in poche fasce.

 

Lei non mette il re del mondo

nella culla più preziosa,

ma in umil mangiatoia

con dolcezza ora lo posa.

 

Ma c'è un angelo che scende

ed avverte dei pastori.

Questi soli hanno veduto

il bambino e i genitori.

 

Ma non hanno lui veduto

l'uom' ch'è grande od è potente.

Soli giunti ad adorarlo

son dei magi dall'oriente.

 

O Gesù, tu re dei re,

nessun re t'ha visitato.

Per uccider te bambino

solo Erode t'ha cercato.

 

 

In Egitto babbo e mamma

con te fuggono bambino,

ché per te lor han paura

d'un cattivo re assassino.

 

Ma Gesù, tu sei potente,

ogni cosa tu puoi fare,

e perché i tuoi genitori

non aiuti e fai scappare?

 

Mentre Erode, quel cattivo,

tu non l'hai allor fermato,

proprio lui che meritava

d'esser molto castigato.

 

                                                      O Gesù, solo più questo

ora dico e poi finisco:

spiega a me cos'è il Natale

che non tutto lo capisco

 
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Sono i biscottti di Marco Travaglio!

Post n°92 pubblicato il 12 Settembre 2008 da archilocoitaliano
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono i biscotti di Marco Travaglio!

 

 

 

 

Un ottimo biscotto al cioccolato

Filippo era sul punto di mangiare,

però in TV stava reclamizzato

e ciò il papà non poteva accettare,

 

ché per lui, da Travaglio ben edotto

su oscure attività del cavaliere,

non comprar reclamizzato prodotto

da quelle sue TV, è un gran dovere.

 

Ma quei tre anni e mezzo di Filippo

s’ingegnarono allor per aggirare

il divieto paterno, duro inghippo

che non lasciava i biscotti gustare.

 

Giocando allor con arguta furbizia,

sapendo suo papà sostenitore

di Travaglio che vuol con la giustizia

che paghi i conti Silvio imbonitore,

 

“Sui biscotti – gli dice – che son buoni,

caro papà stai facendo uno sbaglio,

perché questi non son di Berlusconi,

ma sono quelli di Marco Travaglio”.

 
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Il divertimento di fare rime e versi

Post n°91 pubblicato il 08 Settembre 2008 da archilocoitaliano
 

Federica e la formica

 

 

Nel giardin con un’amica,

nel gran caldo che affatica,

mentre guarda una formica

camminare con fatica

su una bella statua antica,

viene punta Federica

dalla pianta dell’ ortica.

Non si lagna Federica,

anzi mostra alla sua amica

una nera e snella pica

sorvolar  senza fatica

un grossa ed alta bica.

Dice allora Federica

rivolgendosi all’amica:

“Hai veduto quella pica?

E’ una mia grande amica,

ma, purtroppo, sta nemica

 della piccola formica.

Ma io ho detto a quella pica

che se non diventa amica

della piccola formica

non sarà più una mia amica:

io non voglio che la pica

faccia male alla formica

anche lei mia grande amica”

Giunge intanto zia Enrica

che dà un bacio a Federica,

ma regala alla sua amica

una splendida rubrica

fabbricata in  Costarica.

Dopo avere Federica

salutato e la sua amica

s’allontana zia Enrica,

In quel mentre la formica,

scesa dalla statua antica,

dà un gran morso a Federica.

“Che il Signor ti benedica

e nessun ti maledica,

ma perché, perché formica”

dice allora Federica

“morsicasti una tua amica?”

“Beh se vuoi che te lo dica”

dice allora la formica

“ero stufa, o Federica,

di star sulla statua antica;

per cambiar volli l’ortica

del mio morso, o Federica,

far sentire ad una amica.

E se vuoi che tutto dica,

ebbi invidia ch’alla amica

tu mostrassi quella pica

e ignorassi me formica”.

E’ confusa Federica,

ma poi va da zia Enrica

che le dà della mollica.

Torna in fretta Federica

e regala alla formica

tutta quanta la mollica,

perchè lei non vuole mica

che digiuni la formica.

Con gran gusto la formica

mangia tutta la mollica

e ringrazia Federica.

Poi, in men che non si dica,

torna sulla statua antica,

nel gran caldo che affatica.

 

 

 

EPILOGO

 

Se chiedesse poi qualcuno

qual messaggio sta nascosto

nelle rime ch’ho composto,

gli dirò: prorpio nessuno.

 

C’è il piacere solamente,

che infantile forse pare,

di volere rime fare

poste in versi attentamente.

 
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Una poesia impegnativa

Post n°90 pubblicato il 30 Agosto 2008 da archilocoitaliano
 

    E’ ben credibile e secondo ragione

 

 

                                                      Prima non c’ero, adesso esisto e vivo,

ma già da tempo attende

quella che compier fa l’altro cammino.

Più non vedrò la luce,

s’oscurerà il sole

che l’occhio cerca di colui che muore.

 

“Allor che sarò morta

tutto per me morrà”,

così persona disse a me vicina,

ora mi viene in mente;

se poi a ciò credesse,

per sangue lei d’Abramo discendente,

dire non lo saprei.

 

Ma a questo io non credo,

che ‘l nulla m’imprigioni eternamente.

Fu tempo in cui non c’ero

e ancora non vivevo,

eppur da questo nulla

all’essere passai.

C’è quindi chi ha la forza

di far sbocciar la vita:

se un dì fiorir la fece,

saprà dopo la morte rinnovarla.

Dov’è allora, o morte,

dov’è la tua vittoria?

Su me non vanterai potere eterno.

 

Gesù Signore mio,

io so che Dio tuo padre,

ti liberò dai lacci della morte,

e pure a me ridonerà la vita:

non è il Dio dei morti,

dei vivi lui è Dio.

 

O versi miei,

se vi sarà lettore

che chiederà perché foste composti,

così risponderete,

e senza esitazione:

“Colui  ch’ è ‘l nostro autore,

intese dimostrare

che quel che insegna Cristo Dio Signore:

che i morti rivivranno,

è ben credibile,

e secondo ragione”..

 
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Le due chiese

Post n°89 pubblicato il 23 Agosto 2008 da archilocoitaliano
 

            Le due chiese

 

 

 

 

Qui in terra son due chiese: l’una è quella

che non disdegna di puttaneggiare

coi ricchi e coi potenti; e forse bella

potrebbe per alcuni risultare.

 

C’è l’altra chiesa, meno appariscente,

di laici e di pastori, ch’impegnati

son nel seguire Cristo integralmente

e dai ricchi non son condizionati.

 

Non mi piace il sapore della prima,

pur se si può con lei vantaggi avere.

Alla seconda, nei miei gusti in cima,

vorrei concretamente appartenere,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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