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Post N° 178
Post n°178 pubblicato il 28 Giugno 2006 da taviel
Ieri sera "Al di là della vita" Crudo ma non gratuito, semplice ma strabordante, onirico ma molto vero. Il fulcro è, su per giù, l'accettazione della morte e dei propri limiti umani. Non siamo, nè potremo mai diventare, Dio anche se, per un istante, ne abbiamo avuto la percezione. Tanto vale prendere consapevolezza delle proprie colpe: rimediare a quelle vere e cancellare quelle presunte... prendersi il buono che può offrire la finitudine umana: il calore di un incontro, le altre persone simili a noi... La frase che pronuncia Cage (paramedico ambulante) sul finale: "Stiamo morendo tutti", per come l'ho sentita io, ha a che fare non solo con la metropoli, i suoi vizi e le sue droghe, ma anche con l'accettazione da parte del protagonista dell'inevitabilità che certe cose finiscano, comprese la vita del padre della sua compagna (in coma ma in lotta con la morte), la sua e quella di tutti i suoi pazienti. Assolutamete consigliato a tutti.
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