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« Dal libro della SapienzaMessaggio #54 »

TERRE DI CONFINE

Post n°53 pubblicato il 02 Novembre 2005 da taviel
Foto di taviel

I preti, gli analisti e gli esperti di economia dividono sommariamente il genere umano in due gruppi: i FORTI e i DEBOLI.

ESATTAMENTE: COME FANNO?
Hanno qualche scala likert per misurare il grado di possenza di una personalità? Si basano su pregiudizi personali ma moralmente accettati dalla società?
Si dice che semplificare la conoscenza dell'Altro attraverso etichette faciliti la vita.. anzi, renda possibile la comunicazione... ma in questo caso veramente mi chiedo come sia possibile etichettare.

E' più facile con un nero, con un ebreo, con un obeso.

Quando si parla di droga o di criminalità, si mettono a gareggiare i fautori dei due gruppi:

GRUPPO1: poverino, è una persona debole, non ha retto ai suoi problemi. e questi sono i BUONISTI. 

GRUPPO2: non è vero! se l'è voluta lui!! anche io ho i miei problemi eppure non sono caduto nel tunnel... sono forse più forte? e questi sono quelli sfigati, non arrivati, insoddisfatti che in realtà si sentono veramente più forti delgi altri, perchè si paragonano sempre a quelli più sfigati di loro.

Ed ecco sintetizzata in due paragrafi la vita di uno di cui non sappiamo niente, solo per la nostra pavoneggiante discutibile capacità di giudicare uno con poco.. per gonfiare la nostra fragile autostima.

Mio nonno diceva :
"Se devi giudicare qualcuno, contagli prima il male e poi il bene.
Per fare l'uno: lo devi proprio sentire. Per fare l'altro: lo puoi anche solo inventare".

Quanta saggezza in poche parole, eppure tutti fanno esattamente il contrario, perchè mio nonno non è nè prete, nè psicanalista, nè economista e, anche se lo fosse stato, non sarebbe diventato famoso.

Ho conosciuto molta gente nella mia vita, molti "sfigati".. e ad onor del vero non saprei dire chi è debole e chi è forte.. se sono più forte io o loro.. boh!

Ne incontri sempre uno che sembra più forte (IN ASSOLUTO) di te... finche non ne scorgi le debolezze. Poi incontri un altro che giudichi un fallito e scopri le meraviglie che sa creare su un foglio bianco disegnando e la forza di una  personale creatività.

Poi vedi un uomo piangere e tutti, oggi, si affannerebbero a dire: "l'uomo che piange è più forte di un uomo che si tiene tutto dentro, perchè sa esprimere i suoi sentimenti senza paura di perdere la sua virilità"... ma anche questo non è sempre vero e scientificamente dimostrato o dimostrabile al di fuori delle singole esperienze di vita.

Conosco uomini che ho visto semplicemente piangere come bambini, incapaci di prendere una decisione, in attesa di una mano quando le proprie basterebbero... tanta voglia di prendere a calci questi forti-deboli!!

e potrei continuare all'infinito con gli esempi... un bambino che sembra piccolo e vulnerabile che, con la forza delle sue suggestioni ancora incontaminate, ti apre gli occhi di fronte alla sorpresa e alle meraviglie della vita... oppure la frase di una persona vicina, sempre innocua e gentile, che ti dice una cattiveria col disprezzo più forte che potrebbe mostrare perchè ce l'ha su con te.... oppure la capacità di cantare come un usignolo di un balbuziente...e così via.. e così via ... e così via....

siamo tutti forti-deboli, deboli-forti...
anche qui, come per la depravazione (vedi post precedenti),
NON ESISTONO LE TERRE DI CONFINE.

 
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