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C'era una volta
Post n°118 pubblicato il 30 Gennaio 2006 da taviel
C'era una volta un passero che viveva nel corpo di un uomo che viveva in un paesino pietroso, montagnoso, brullo.. tanto brullo che qualcuno diceva assomigliasse a un presepe... tanto è vero che era tradizione in quel paese di fare un presepe vivente durante il periodo natalizio talmente bello ma talmente bello da diventare famoso in tutti paesi limitrofi e anche oltre... ebbene un anno questo uccellino di nome P. , che non aveva mai perso il gusto per il Natale e per le feste, anche se faceva credere a tutti il contrario poichè aveva le sembianze di un uomo di 41 anni, e gli uomini si sa non credono a niente... dicevo: un anno anche P. partecipò all'allestimanto di questo presepe.... la mattina si alzò ed era già molto in pensiero per come sarebbe andata la rappresentazione... quel giorno, prima di fare le prove per la rappresentazione, in cui interpretava un pastore..e già questo gli dava fastidio.. perchè avrebbe voluto fare l'angelo... avrebbe fatto di tutto per potere portare le ali almeno per un giorno!!.. ehm... dicevo: quel pomeriggio, aveva la sua macchinetta digitale a tracolla e vide una scena che doveva assolutamente fotografare... era un vecchio di spalle che se ne tornava a casa.. o chissà dove, col cappello, la schiena curva e il bastone.. P. non sapeva chi fosse o, meglio, in quel momento non ci pensò.. pensò soltanto a fotografarlo subito... poteva essere chiunque, quello che contava era il senso.. il SENSO... il passo di quell'uomo sembrava immateriale, sembrava stanco eppure soddisfatto... era vecchio ma tenace, portava con se in ogni passo le tracce della sua antica felicità e dei suoi desideri inappagati.. quale di queste cose fosse più presente in quella foto P. non sapeva dirlo.... era triste... fino alla sera ripensò a quel vecchio e si domandava se anche lui, alla sua età, avesse camminato con quel passo e avesse avuto quella stessa schiena curva... se avesse avuto più ricordi felici o più desideri inappagati... "basta!" si disse "da domani mi metto all'opera e faccio tutto quello che ho sempre sognato!" ma neanche questo pensiero lo consolava perche aveva sempre e solo sognato di volare e non sapeva come realizzare una cosa del genere... la sera mentre faceva il "pastore" accadde a P. una cosa eccezionale... guardava il cielo per vedere se c'era qualche stella che assomigliasse alla cometa... poi guardò l'angelo del presepe, che era una statua a grandezza umana appesa sulla capanna.... non avevano trovato nessuno così leggero e così bello per fare l'angelo... piuttosto fece caso dopo un pò che quegli occhi si muovevano troppo per essere quelli di una statua e sembrava che stesse facendo l'occhiolino proprio a lui... P. scese, scosso, emozionato, pestò le zampe di tutte le pecore e rischiò di cadere nel mantello della madonna.. ma non si accorse di nulla.. solo aspettava che finisse tutto e non stava nella pelle... quando fu l'ora, andò all'appuntamento, si era ripetuto in mente cento e più volte "fammi volare, fammi volare".. era questa la domanda che doveva farle... quando la vide, era splendida, più di prima, era accecato e intontito da quella bellezza.. P. pianse, pianse tutta la notte di un pianto straziante e si ritrovò all'alba ancora lì davanti al duomo a piangere... non si era accorto minimamente che non aveva più le mani, nè le gambe, non stava più sulla capanna, nè giù sui gradini dove la sera prima aveva fatto il pastore, era più in alto, su un ramo... UN RAMO??? Faceva freddo, si toccò un attimo la fronte per riscaldarsi la testa e sentì troppo morbido, troppi capelli che non aveva avuto neanche da bambino... si toccò il muso ed era troppo duro, sembrava.... di legno... provò a urlare ma dalla sua bocca usciva solo un canto melodioso... ma che cosa gli stava succedendo.... si alzò con fatica e guardò in giù.. non c'era ancora nessuno per strada per chiedere aiuto.. guardò in su, ripensò all'angelo e si specchiò in una nuvola: ......non ci credeva più..... non ci sperava più........... ma senza chiedersi più nè come nè perchè aprì le ali....... nessuno glielo aveva mai insegnato ma volò, subito e veloce.... era belllissimo, era quello che aveva sempre desiderato, il vento sulla testa e gli occhi puntati nel blu... meraviglioso....si sentì fianalmente libero, finalmente se stesso.. volò e volò fino alla sera seguente, quando incontrò uno stormo di uccelli che gli fecero compagnia in un viaggio che non sapeva dove lo avrebbe portato, non sapeva perchè o, meglio, in quel momento non ci pensò..... Quello che l'angelo non sapeva, e neanche lui aveva capito... .. e non smise mai più.... anzi, si fermava qualche volta, ma solo sul suo vecchio davanzale, della sua vecchia casa, del suo vecchio paese pietroso... per mangiare un pezzetto di zucchine ripiene, mentre col becco, cliccava play sulla radio e partiva il suo vecchio cd..... "Feeling alone
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