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FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

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INCENERITORI

Inceneritori:La legge di Lavoisier applicata ai rifiuti: La legge di Lavoisier (o di costanza delle masse nelle reazioni chimiche) ci dice che “la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante”. Il che significa che è possibile trasformare le sostanze, ma non annullare la loro massa. Dalla combustione di una tonnellata di rifiuti bruciata si ottengono complessivamente circa due tonnellate di sostanze: - una tonnellata di fumi - 280kg/300kg di ceneri solide, cancerogene, da smaltire in discariche speciali - 30 kg di ceneri volanti (estremamente tossiche) - 650 kg di acqua sporca (da depurare) - 25 kg di gesso Nel processo di incenerimento, ai rifiuti da bruciare occorre infatti aggiungere calce viva e una rilevante quantità di acqua. Nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma, viene insegnato in seconda media, eppure, in modo bipartisan, i nostri politici sono ancora suggestionati dal “mito prometeico”.
 

HERMANN DALY

Hermann Daly, uno dei fondatori dell' economia ecologica fornisce la seguente ricetta per una economia sostenibile (notare bene che parla di "economia" e non "sviluppo")

1-Sfruttare le risorse rinnovabili ad un ritmo che non superi la capacità di rigenerazione dell' ecosistema.
2-Limitare l'uso di tutte le risorse, in modo da produrre un livello di rifiuti che possano essere assorbiti dall'ecosistema
3-Sfruttare le risorse non rinnovabili ad un ritmo che, per quanto possibile, non superi il ritmo di introduzione di sostituti rinnovabili

 

 

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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Le foto presenti sul blog sono dei rispettivi autori, nel caso violino i diritti d'autore saranno rimosse in seguito a pronta comunicazione.
 

 

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Il fiume Moro è moribondo.

Post n°769 pubblicato il 16 Novembre 2012 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

Foto di emergenzambiente

Il fiume Moro è moribondo.

Il WWF: le autorità preposte sono incapaci di proteggere il fiume anche nel cuore della Riserva Regionale Punta dell'Acquabella

 

ORTONA - In questi giorni i volontari dell'Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina stanno monitorando lo stato di salute del fiume Moro, allertati da diversi cittadini che segnalano una colorazione anomala delle acque del fiume.

E' stata verificata, in particolare nei pressi della foce, una colorazione bruno-rossiccia, una torbidità eccessiva e miasmi quasi irrespirabili, tutti segnali preoccupanti, che denunciano la presenza nel fiume di un forte inquinamento delle acque.

Un quadro a dir poco avvilente, considerando la straordinaria bellezza del posto. Infatti, nonostante le condizioni del fiume, costeggiare il Moro a piedi a ridosso della foce inoltrandosi verso l'interno, regala scorci interessanti grazie alla fitta vegetazione ripariale dove sopravvive un relitto dell'antica foresta planiziale, la rara Farnia.

Nella sua parte finale il fiume Moro scorre attraverso la Riserva Regionale "Punta dell'Acquabella" nel Comune di Ortona. La Riserva, che ricordiamo essere stata istituita con la L.R n.5 del 2007, rimane ai più sconosciuta, in totale abbandono e degrado, con un fiume che muore tra l'inciviltà di pochi e l'inerzia di chi non ne coglie le grandi potenzialità né tutela un patrimonio che è di tutti.

Eppure, già nel Piano di Tutela delle Acque della Regione Abruzzo il fiume Moro viene indicato con uno stato di qualità ambientale che va da "sufficiente", nella parte medio alta, fino a "scadente" alla fine del suo percorso, nei pressi della foce ad Ortona. Questo è il risultato di anni di cattivo funzionamento o sottodimensionamento dei depuratori e della pratica, illegale ma purtroppo sempre attuale, di sversare residui di lavorazioni agricole e produzione industriale direttamente in alveo.

Non a caso proprio in questo periodo, in cui si intensifica la produzione locale (olearia e vitivinicola), fenomeni di inquinamento come questo sono tristemente più frequenti.

Ma il degrado del fiume Moro, come di tanti altri della nostra Regione (Feltrino in primis) è più che altro il frutto dell'ignavia degli organi preposti al controllo e alla tutela di queste risorse vitali per l'intera collettività, provocando, oltre al danno ambientale e quindi economico, anche l'aggravio delle salate sanzioni che dovremo pagare per l'inottemperanza agli obiettivi di qualità ambientale stabiliti dalla UE (entro il 2015 TUTTI i fiumi devono raggiungere ALMENO lo stato di "buono").

Il WWF, che da anni è impegnato su questo fronte, ha trasmesso nei giorni scorsi una denuncia per inquinamento al Corpo Forestale dello Stato ed alla Polizia Provinciale di Chieti chiedendo immediati e severi controlli sugli scarichi illeciti nel fiume.

Un appello il WWF lo rivolge anche nuova amministrazione comunale di Ortona, con la quale aveva sperato in un cambio di rotta rispetto al passato, ma di cui non si ha ancora avvisaglia. L'Amministrazione comunale deve infatti farsi carico di quanto disposto dalla normativa vigente attivando la vigilanza, definendo l'organo di gestione ed il Piano di Assetto Naturalistico della Riserva Regionale.

Fabrizia Arduini

consigliere regionale WWF Abruzzo

 

Ines Palena

Presidente Ass. WWF Zona Frentana e Costa Teatina

 

 

 

 
 
 
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Data di creazione: 05/04/2008
 

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FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

PETROLIO CHI DECIDE COSA

Lo schema delle autorità competenti può essere riassunto così: -La Direzione Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie è la massima autorità nel campo energetico nazionale nell’attribuire i titoli minerari. Nel suo ambito opera l’Ufficio Nazionale per gli Idrocarburi e Geotermia (UNMIG), con tre uffici periferici a Roma, Bologna e Napoli, al quale è demandato il compito del rilascio dei permessi, delle concessioni e il controllo delle attività produttive. -Il Comitato Tecnico per gli Idrocarburi e la Geotermia è il principale organo consultivo del Ministero dell’Industria in materia. E’ nominato per decreto dal Ministro dell’Industria e dura in carica per tre anni. Il Comitato esprime un parere, peraltro non vincolante, sull’assegnazione dei titoli minerari richiesti in concorrenza, e valuta le varie situazioni su cui è chiamato a pronunciarsi, quali la variazione dei programmi di lavoro, l’unificazione degli stessi fra titoli adiacenti interessati alla stessa tematica, l’assegnazione di concessioni di coltivazione alla società o gruppo che ha scoperto il giacimento ecc. Le riunioni del comitato avvengono a intervalli trimestrali. -Il Ministero dell’Ambiente, attraverso la Direzione Generale della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è l’istituto preposto a fornire la valutazione dell’impatto ambientale di ogni singolo progetto industriale e quindi anche di quello relativo al settore degli idrocarburi. Si avvale anche del parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, competenti territorialmente. Alcune competenze specifiche sono demandate direttamente alle Regioni interessate e attraverso deleghe, a Provincia e Comuni.
 

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A ME GLI OCCHI

Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
1 - La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 - Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare.
3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi.
4 - La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato.
5 - Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente.
6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….
7 - Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori" (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...

9 - Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta

10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

Noam Chomsky
Fonte: www.visionesalternativas.com.mx