Creato da darrsy il 21/01/2007

Cogito..

Ergo sum

 

 

Professore dove sei!

Post n°11 pubblicato il 11 Dicembre 2007 da darrsy

C’era una volta, tanto, ma
tanto tempo fa, un uomo che tutti chiamavano “professore”, c’era naturalmente
anche la versione femminile e veniva chiamata “professoressa”.
Usavano intrattenere i
giovani all’interno di un locale chiamato aula. Parlavano di storia, di
matematica, di filosofia, di sciente. Di loro dicevano che erano saggi e accorti.
C’erano molti tipi di
professori ma se facevano il loro lavoro, non serviva neanche che lo facessero
benissimo o almeno bene, bastava che lo facessero. Bastava fossero in grado di
far passare quelle due ore in cui intratteneva i giovani in modo decoroso, o
almeno decente che erano buoni professori.
Taluni trascendevano, erano i
professori che si nascondevano dietro il registro, impugnavano una penna,
guardavano il registro, la loro arma totale, poi guardavano i giovani e infine,
dopo aver rivolto qualche domanda ad alcuni di loro scrivevano sul registro un
numero coprendo con la mano libera dall’arma del delitto la visione del numero
scritto.
Il professore, quello vero, anche
lui faceva domande ai giovani. I giovani lo temevano, lo rispettavano e se
andava in aula da loro senza il registro lo amavano anche ed erano grati. Quel
professore dopo decenni è ancora nella memoria degli ex giovani: “quello si
che…!”
Quando quei professori
entravano i giovani si alzavano, poi autorizzati dal professore si sedevano e
aspettavano in silenzio il loro destino. Il professore era il sapere, il potere
e loro dovevano imparare a sapere.
Era autorevole, presente,
certo del suo ruolo, era preparato, sapeva e sapeva insegnare. Era il
riferimento, la certezza, la persona con cui, a volte e con timore, andavi a
parlare.
Il prof ha il cellulare e lo
hanno anche i giovani e lo usano tutti. Scattano foto e lanciano sms, poi fanno
i bravi operatori del cinema e girano gli spot che tutti poi possiamo vedere.
Il professore guardava e i
giovani tacevano.
Il prof dice “’Mo avete rotto
li coglioni e ve dovete ‘sta zitti!” e i giovani sghignazzano, se sono educati,
altrimenti: “Li coglioni l’hai rotti te!”
Il giovane si alzava e
chiedeva: “professore posso andare al bagno?”
Il professore poteva o non
poteva concedere l’autorizzazione. A volte alzava lo sguardo verso il giovane e
non rispondeva neanche, allora il giovane si sedeva scusandosi.
Il giovane dice: “prof, posso
anna’ ar cesso?”
Il prof risponde: “E vatte a
fa ‘sta canna, ma nun ce mette n’ora che pure l’artri devono da anna’!”

C'era una volta, tanto, ma tanto tempo fa, una organizzazione sociale chiamata "famiglia", ma questo è un altro post...

 
 
 

La spallata

Post n°10 pubblicato il 16 Novembre 2007 da darrsy

Questo
governo ha da cadere! Lo dice il Cavaliere e lo ha detto talmente tante volte
che adesso pare un fatto certo e ineluttabile.
Solo che non cade!
Pare
la storia della mia vicina di casa assai “gnocca” che però non la da neanche se
gliela chiede Vittorio. Il dirimpettaio assai voglioso ci ha provato e anche
pesantemente, ma niente la pulzella non cede.

Il
dirimpettaio voglioso di governare, pardon di scopare, roso dalla voglia
insoddisfatta ha preso a dire che quella “è una zoccola!”. E dillo oggi e dillo
domani questa vicina di casa si è fatta proprio la reputazione di “zoccola”,
anche perché un altro paio di vicini, vogliosi anche loro di governare/scopare,
hanno dato man forte alle dicerie dell’assatanato.Solo
che poi la signora “zoccola” non è! E quindi resta una moglie fedele e brava
madre, e questo manda in bestia il vicino di cui sopra perché invece lui, a
furia di dirlo, si è convinto davvero che la signora è una “zoccola” e quindi
non capisce perché il marito non la cacci di casa!
Vi
sono due signori: Cicchitto e Bonaiuti che si guadagnano la paga dicendo ogni
giorno che la signora è una “zoccola”, scusate sempre lo stesso lapsus, che il
governo deve cadere. Vorrei che un giorno qualche giornalista buontempone mettesse
in fila tutte queste dichiarazioni sempre uguali (ho il sospetto che siano
repliche della stessa intervista), ne verrebbe fuori, penso, una immagine un
po’ sconcertante.
D’altro
canto gli esperti glielo hanno detto chiaramente al Cavaliere: per vendere un
prodotto o una idea basta pubblicizzarla adeguatamente. L’idea di questo
governo che deve cadere è stata ben pubblicizzata, solo, cavoli, non cade! La
maggioranza non lo vuole mandare a casa, anche i più scriteriati lo sanno che
l’alternativa è il Cavaliere.
Allora
Cavaliere mio, si rassegni, la prego. Questo governo ha la sua maggioranza
risicata, lei che tanto ha rosicato se ne faccia una ragione! Non sarà (cioè
siamo chiari, non è!) una bella gnocca, non è una moglie sulla cui fedeltà si
può giurare, non è una madre esemplare, è spendacciona, è anche un po’ sciatta,
non sfaccenda come dovrebbe fare una brava casalinga, ma questa è.

 
 
 

Vorrei capire

Post n°9 pubblicato il 08 Novembre 2007 da darrsy

Io, piccolo, spocchioso ateo.
E un Grande, un riservato e severo GRANDE UOMO!
Questo Uomo mi ha commosso e mai avrei immaginato di poterlo fare ascoltando le sue parole.
Fastidiosamente rigoroso e conservatore, insopportabile nella sua tenace difesa dei valori in cui crede.
Questo Uomo, il Cardinale Tonini, l’ho sentito questa sera nella trasmissione “Annozero”.
Iracondo, aggressivo, non uomo di Dio mi è venuto da pensare.
Aggrediva la telecamera per esternare il suo sdegno.
Un uomo Giusto che difendeva un altro uomo Giusto: Enzo Biagi.
“Lo hanno ucciso!” che parole terribili dette da un uomo di fede.
Tornava sui fatti, ribadiva, ha voluto dire, adesso che il suo amico non c’era più a dirgli di lasciar perdere, tutte quelle cose che gli erano rimaste sullo stomaco.
Ma noi (e io più degli altri) che ogni tanto ci crediamo di sapere, di capire, ma che ne sappiamo!
Vedevo abbastanza spesso “Il fatto”, ma non più di tanto perché, lo dico, era noiosamente informativo e aveva il difetto di non volerti ficcare idee in testa: “Questo è il fatto, adesso ragiona tu!”. La trasmissione andava via tranquilla, senza sobbalzi, senza colpi di scena.
Diciamo la verità, alla fine era una trasmissione fastidiosa e non in sintonia con i tempi.
Ma dai, meglio sull’altro canale che ci facciamo un po’ di risate.
E quell’altro, Indro Montanelli, di cui quando ero ragazzo leggevo “la stanza” sulla seconda di copertina della Domenica del Corriere e che mi piacevano tanto (ma poi sono diventato colto e di sinistra e mi è diventato insopportabile).
Ma allora non è vero che un conservatore è sempre in malafede, sempre al servizio dei potenti?
“Dio mio!” Non direbbe un ateo. “Aiutatemi a capire!”
Che confusione!

 
 
 

se hai voglia...

Post n°8 pubblicato il 07 Agosto 2007 da darrsy

Se hai voglia di qualcosa, ma non sai cosa. Se vuoi dire e non escono le parole. Se c’è un tremito che non
sai capire…
Allora è il caso di non
cercare di capire!
Chiudi gli occhi, spegni la
mente e vai! non pensare, lasciati andare!
Non ho nulla da dire eppure
sono certo che sarò compreso! Qualcuno capirà!
Vi sono occhi attenti, vi
sono cuori pronti a battere, mani che si tenderanno a sostenere, eppure non ho
bisogno di essere sostenuto… credo!
Forse è un sogno?
Certo che è un sogno! O no?
Dove finisce il mio sogno?
Dov’è il mio figlio andato
via di casa?
Ha paura?
No, non ha paura! Perché
dovrebbe avere paura lui che ha il Cuore grande?

 
 
 

Lontano dagli occhi

Post n°7 pubblicato il 03 Agosto 2007 da darrsy

Ti pare di aver fatto tanto,
tutto il possibile, tutto quello che sei in grado di fare. E poi ci pensi
ancora e aggiungi qualcosa d’altro.
Sei certo di avergli dato il
soffio vitale, un Cuore, finalmente, a questo tuo figlio che non vuole andare
via.
Ti pare di avergli dato forza
sufficiente, lo senti maturo, pronto, sicuro, con la sua anima viva!
Ti piace e ne sei orgoglioso!
Davvero ha tutto per andare
da solo!
Eppure non riesci a lasciarlo
andare!
Ma la sua vita, il suo unico
modo di vivere “è” lontano da me.
È “Lontano dai miei occhi”, è
camminando da solo che mi dirà se sono stato un padre, adeguato al ruolo.
Eppure resta inchiodato lì,
incollato alle mie mani!
Ho paura! Tremo per lui!
Ma deve andare!
Vai!
Vai!
Va’, “lontano dai miei occhi”
Va’, e non mi spaccare il
Cuore!
Va’, e non temere di tornare
sconfitto!
Sarai sempre mio figlio!

 
 
 
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