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Creato da ericarg il 25/01/2008
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Madre di 10 000 figli
"Kenya, elicotteri sparano sulla folla. A Naivasha, nella Rift Valley, il fronte più caldo, per disperdere alcune centinaia di persone, in prevalenza di etnia Kikuyu, che armate di macete attaccavano camionette della polizia per impedire che fossero portati in salvo circa 300 sfollati di etnia Luo che avevano trovato riparo nel commissariato. Ucciso deputato dell'opposizione, il Paese sprofonda nel caos: negozi assaltati e decine di case alle fiamme. Non si arresta la violenza in Kenya dopo le contestate elezioni presidenziali del 27 dicembre, che hanno confermato Mwai Kibaki alla presidenza. "
Queste sono le ultime notizie dal Kenia, l'ultimo paese africano con una guerra civile tra etnie diverse in corso, con massacri di civili innocenti e l'impossibilità di bloccare l'ennesimo bagno di sangue
Due mesi fa ho letto un libro, che avevo trovato per caso in libreria, come spesso mi succede ormai, che si intitola Madre di 10 000 figli scritto da Christel Martin ed Piemme
Un libro molto coinvolgente ed interessante che racconta la vita di Maggy Barankitse, una giovane donna coraggiosa e determinata che ha portato avanti un progetto molto difficile, in uno dei paesi più poveri dell'Africa, il Burundi, colpito da una delle guerre civili più cruente e sanguinose degli anni 90.
Tutti ricordiamo le lunghe lotte fratricide tra gli Hutu ed i Tutsi del Ruanda, grazie anche al film Hotel Ruanda, ma ben pochi conosciamo la storia degli orrori del Burundi
Marguerite, detta Maggy, è nata da una famiglia tutsi, la minoranza etnica del paese e nel 1994 ha fondato la Maison Shalom, una casa di accoglienza a Ruyigi, dove ha accolto, curato, accudito e fatto crescere oltre diecimila bambini vittime della guerra, della povertà e dell' Aids. Per questa sua attività umanitaria nel 2003 ha ricevuto a Stoccolma il Premio Nobel dei bambini e nel 2005 ha avuto il Premio Nansen dall' Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati
Il libro è il lungo racconto di una giornalista- fotografa che ha conosciuto Maggy per lavoro e si è lasciata coinvolgere nell'avventura di salvare i bambini vittime della guerra in Burundi, il paese del latte e del miele, come veniva chiamato una volta, completamente distrutto dall'odio interetnico tra hutu e tutsi, con oltre 50 000 persone morte nei massacri del 1993
La vita di Maggy cambiò in un attimo quando in una mattina di ottobre, a Ruyigi, vide massacrare 72 persone. Maggy vide ed udì tutto; udì le grida delle vittime e vide i suoi stessi parenti partecipare alla strage ed all'incendio successivo.
Come un miracolo vide anche la sua figlioccia Chloe, sopravvissuta, correre da lei e gettarsi tra le sue braccia. Quel giorno Maggy prese con sè 25 bambini scampati all'orrore e iniziò una nuova vita. Una vita entusiasmante, ma anche difficile e rischiosa. Dopo un mese i bambini da lei raccolti erano già più di duecento; piccoli completamente traumatizzati, sofferenti di gravi forme di insonnia, ossessionati dalle immagini terribili dei vicini di casa diventati improvvisamente nemici e assassini.
Maggy decide di vivere con loro, di ogni gruppo etnico e nazionalità diverse, e sfida chiunque la minacci e minacci la sua stessa vita perchè per lei l'odio non deve mai avere l'ultima parola
Supera tutte le difficoltà, prima di tutto la mancanza di cibo e di aiuti da parte delle autorità burundesi, e ben presto viene conosciuta ed aiutata dalle organizzazioni internazionali
Un bel libro ben scritto e ben raccontato, da leggere tutto d'un fiato, da scoprire man mano che si procede nella storia di Maggy che si interseca con la storia tribolata del suo paese, con i suoi dieci anni di guerra tra il potere militare, in maggioranza tutsi, ed i ribelli hutu, con i 300 000 morti su 6 800 000 abitanti, con le migliaia di persone fuggite nei paesi limitrofi o rifugiati nei campi profughi.
Maggy è una donna che non si lascia mai abbattere dalle difficoltà e che tanto dà ai suoi ragazzi ed al suo paese. Una donna che tutti dovrebbero conoscere ed imitare
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