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Creato da ericarg il 25/01/2008
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Gli autonomi contro la Fiera del Libro di Torino
Avevo promesso all'anonimo, che in uno dei commenti al post precedente mi chiedeva notizie sulla sinistra contraria alla decisione di invitare Israele come paese ospite alla futura Fiera del libro di Torino, che avrei fatto una ricerca al riguardo
Non ho fatto la ricerca per mancanza di tempo ma il quotidiano La Stampa di oggi riportava la notizia di un blitz degli autonomi filopalestinesi di ieri negli uffici della Fiera; gli antagonisti dei centri sociali e del Collettivo Universitario Autonomo, vicino al Forum Palestina, hanno portato una bandiera palestinese e alcuni cartelli
Dopo un’ ora e mezza di confronto con il presidente, Rolando Picchioni, la Digos è riuscita a farli uscire. Ecco cosa hanno dichiarato i 14 manifestanti:
«Vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai palestinesi che stanno patendo nella loro terra un embargo disastroso che li costringe, sotto la minaccia delle armi israeliane, a oltrepassare un muro e rischiare la vita. Vogliamo dare voce a queste migliaia di persone senza diritti colpite da continui crimini di guerra. Festeggiare i 60 anni di Israele vuole dire festeggiare anche la Nakba che vi fu nel ’48 quando 850.000 profughi dovettero abbandonare la loro casa e 531 villaggi vennero distrutti. E qui la letteratura non centra nulla: non si dica che alla Fiera si sono invitati i letterati perchè è stato invitato un paese e specifici fini politici».
I contestatori hanno anche confermato che organizzeranno due manifestazioni il 29 marzo e il 10 maggio, in piena Fiera, insieme a Forum Palestina.
Sempre ieri il consiglio di amministrazione della Fiera ha ribadito la linea di recedere e la stessa posizione è stata avallata dagli enti locali soci.
Tariq Ramadan, l’islamista che insegna in Gran Bretagna, che è per il boicottaggio della Fiera, ha dichiarato che " tutte le donne e gli uomini di coscienza, e ciò non riguarda solo Palestinesi o Arabi, dovevano, secondo me, boicottare la Fiera (come il Salone di Parigi d’altra parte) di cui l’invitato d’onore è un Paese che non rispetta il diritto e la dignità dei popoli ".
E' per il boicottaggio anche lo scrittore anglo-pakistano, Tariq Alì : "Perchè la Fiera di Torino non ha invitato i Palestinesi in egual numero? Quello che hanno deciso di fare è un’orrenda provocazione".
Lo scrittore israeliano Meir Shalev, invitato in Fiera e in questi giorni in Italia per presentare il suo ultimo libro «Il ragazzo e la colomba» (Frassinelli), andrà a Torino: " Non ho bisogno di nessun timbro, non boicotto nessuno per le idee che ha su Israele. Non capisco perchè si pensi di boicottare gli scrittori e la cultura e non i politici, di fronte a queste manifestazioni provo molta tristezza ".
Igor Man, il giornalista che per anni è stato cronista in quelle terre martoriate dalla guerra, è amareggiato da questa vicenda: "La Fiera di Torino è guidata da intellettuali sensibili e che hanno portato questa kermesse ai livelli di quelle di Parigi e Francoforte e hanno agito in buona fede. Non si attendevano nulla di simile. Hanno sempre lavorato per il dialogo delle culture. Sono caduti su una buccia di banana".
Il regista Davide Ferrario è "dalla parte dei palestinesi e della Fiera" ed è convinto " che nel conflitto medio-orientale non si possa non stare con i palestinesi, ma, proprio per la sua natura di incontro tra scrittori e pubblico, la Fiera è l’occasione per parlare e dire cose non scontate sulla questione".
Alain Elkann, lo scrittore presidente del Museo Egizio, si è detto contento del fatto che " Torino non stia piegando le ginocchia ".
La vicenda si sta complicando sempre più e sta diventando un thriller a tutti gli effetti; vedremo in futuro cosa succederà ...
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