|
|
Creato da ericarg il 25/01/2008
by ericablog
|
♥ Benvenuti nel mio blog !
Grazie per aver incrociato il mio cammino ♥
Un commento , un pensiero ai miei post saranno sempre molto graditi ♥
Anna

Voglio continuare a vivere, anche dopo la mia morte. Ecco perché sono riconoscente a Dio che mi ha dato la possibilità di scrivere
Anna Frank
AMARE...
Menu
Contatta l'autore
|
Nickname: ericarg
|
|
|
|
Età: 71 Prov: EE |
Tag
Ultimi commenti
Amici*Amiche*Bloggers
- Massimo, l'amico blogger di Londra appassionato di immagini e di blogs
- Duccio, l'amico blogger appassionato di sociale, contro il razzismo
- Doxaliber, l'amico blogger appassionato di internet
- Fabio, dalla Sardegna con tante riflessioni interessanti
- Osvaldo, l'amico blogger appassionato di arte e di fotoritocco
- Tommaso, appassionato di politica ed argomenti internazionali
- Marina
- Amos
- Yann
- New Jersey
- Artemisia
- Julo d
- Io
I miei Blog Amici
Chi può scrivere sul blog
COPYRIGHT
© Tutti i post sono proprietà letteraria dell'autrice del blog. E' vietata ogni riproduzione, qualunque sia la forma, se non con il consenso scritto ed esplicito dell'autrice stessa. © Se fossero riscontrati inesattezze, errori o altro nei post del blog, siete cortesemente invitati ad informare ericablog tramite messaggio o email ; grazie erica
Premi Ricevuti
Grazie, Osvaldo !
Brillante Weblog, premio per siti e blog che risaltano per la loro brillantezza nei temi e nel design
e con lo scopo di promuovere tra tutti ancora una volta la blogsfera nel mondo.
Grazie, Marbe!
1° PREMIO CONCORSO The Fastest Reader
da cenerentola_07 con la seguente motivazione :
un topo di biblioteca, la sua vita è tra le pagine di qualche libro.
da cenerentola_07 con la seguente motivazione :
a Erica per il suo altruismo e la sua saggezza.
| « Hotel Meina | La principessa schiava » |
Becky Behar
Becky Behar ha raccontato anche quest'anno agli studenti delle scuole del novarese e del vco la sua storia di ragazzina ebrea nell'Italia delle leggi razziali, fino all'orrenda strage compiuta dai nazisti, l'eccidio di Meina, nei giorni della memoria, tra gennaio e febbraio.
Figlia del proprietario dell'Hotel Meina, un ex antiquario ebreo di origine turca, aveva appena 14 anni quando nel 1943 fu coinvolta nella spirale perversa delle persecuzioni antisemite e sfuggì per miracolo alla deportazione ed allo sterminio, dopo aver assistito a scene terribili.
Dopo un'infanzia serena e senza preoccupazioni, subì le conseguenza delle infami leggi razziali del 1938, volute dal regime fascista, simili alle deliranti e folli regole in vigore nella Germania di Hitler, che colpirono tanti ebrei, italiani da sempre e spesso fedeli al fascismo stesso .
Anche lei fu espulsa da scuola perchè di "razza" ebraica. "Andai a salutare per l'ultima volta la mia maestra, che aveva le lacrime agli occhi. Ci rivedremo, Becky, mi disse. I compagni mi abbracciarono, ma poi nei giorni seguenti mi telefonarono, imbarazzatissimi, chiedendomi perdono perchè i loro genitori non volevano più che frequentassero la casa di un'ebrea"
"Io so cosa vuol dire essere diversa" dichara la signora Behar "I vostri compagni stranieri che vengono da altre parti del mondo, non fateli mai sentire diversi. Io ho girato mezzo mondo, ho trovato miseria, ma anche tanta civiltà e persone di tutte le razze e fedi da cui imparare e prendere esempio".
A Meina quindi Becky studiava privatamente, viveva con gruppi di altri ebrei che durante la guerra erano affluiti lì, alcuni da Salonicco, dove dopo la conquista tedesca della Grecia il consolato italiano aveva raccomandato a chi aveva un passaporto italiano di andarsene finchè poteva.
Fra gli ospiti stranieri, ma correligionari, Becky strinse amicizia con tre fratelli adolescenti, i Fernandez, John, Robert e Blanchette, ebrei di lontana ascendenza spagnola, arrivati a Meina con genitori e nonni.
In quel periodo agli ospiti si aggiunse anche il console turco di Milano, conoscente dei Behar, che aveva perso la sua casa milanese sotto le bombe alleate. Ospitato generosamente, avrebbe ripagato in seguito con il dono della vita e della salvezza dei Behar.
I ragazzi avevano anche qualche momento felice, ma l'esistenza della piccola comunità fu spezzata dall'armistizio dell'8 settembre 1943, seguito dall'occupazione nazista di gran parte d'Italia.
"La notte dell'armistizio noi giovani facemmo festa, fu l'ultima volta della mia vita in cui fui davvero felice. Gli anziani invece piangevano, ci dicevano: ma non capite, cosa faranno ora i tedeschi?" Pochi giorni dopo arrivarono le SS, gli spietati squadroni della morte nazisti. "Arrivarono coi camion, svegliandoci di notte, poi entrarono un soldato e un ufficiale, altissimi, guidati da un interprete italiano, un fascista che conoscevamo bene e frequentava il nostro albergo, si chiamava Rossi". Seguì una scena terribile. "Lei è ebreo, disse l'ufficiale a mio padre, con una durezza e un odio spaventosi stampati in volto, e ospita altri ebrei, quindi è nemico della Grande Germania. Nulla di tutto questo le appartiene più. Attendete ordini". Tutti furono rinchiusi in una stanza, tremanti di paura e nutriti a stento con pane e brodaglia. Si respiravano l'odio e la menzogna che avvelenava le coscienze. "Come ti chiami? mi chiese un giorno un soldato giovanissimo, forse diciottenne. Tu, ebrea, disse, un giorno ti sposerai, avrai bambini ebrei, nostri grandi nemici". Uno di quegli aguzzini, un ufficiale, sarebbe diventato dopo la guerra un imprtante dirigente di una nota casa di produzione di bibite. "Da quando l'ho saputo, non ne ho più bevuto una goccia".
Quando le SS portarono via il papà di Becky, il console turco lo salvò andando a pestare i pugni sul tavolo del comandante nazista a Baveno perchè la Turchia era neutrale e i suoi cittadini andavano rispettati. Becky potè non solo riabbracciare il padre, ma anche lasciare con i familiari la stanza divenuta la prigione degli ebrei, pur restando "ai domiciliari" nell'albergo. Ma il 22 settembre le SS cominciarono a prelevare gli adulti per ammazzarli, compresi i genitori dei giovani Fernandez, di cui Becky, riconobbe i cadaveri sfigurati, gettati nel lago dai nazisti e ritrovati da alcuni pescatori. Poco tempo dopo fu la volta degli altri, anziani e giovani. "Fu il nonno Fernandez a dirmi addio: Becky, mi disse, credo che non ci vedremo più. Era l'intuito di chi ha vissuto a lungo. I loro cadaveri non furono ripescati, le SS gli avevano applicato dei pesi al collo dopo averli gettati in acqua. Si ritrovarono solo degli abiti di Blanchette, una scarpa di John e poco altro".
In seguito il console turco scongiurò i Behar di mettersi in salvo abbandonando tutto, perchè la Turchia avrebbe potuto schierarsi con gli Alleati facendo perdere loro anche quel minimo di protezione che lui poteva garantire. "Fuggimmo senza soldi nè documenti attraverso il lago, grazie a dei pescatori. Fu solo a fine novembre che raggiungemmo la Svizzera e la salvezza". Tanti altri, che vedevano la Confederazione come l'ultimo rifugio, non ebbero questa fortuna.
Questa è la signora Becky Behar, che ha vissuto realmente quei giorni drammatici ed ha fortemente contestato l’immagine che di lei viene data nella sceneggiatura di Pasquale Squitieri, tratta dal saggio di Marco Nozza.
Nel film il nome della famiglia è stato cambiato con uno molto simile: Benar, e per esigenze narrative, sono stati inseriti alcuni personaggi di fantasia e altri completamente reinterpretati: per esempio la bella donna tedesca, Liselotte Rosenberg, presentata come un'eroina antinazista, mentre nel libro di Nozza e dalle testimonianze dirette, è una persona dapprima solo ambigua, poi decisamente squallida.
La signora Behar, la "vera" Noa del film, dopo l'anteprima milanese, ha letto di fronte a una platea commossa tutti i nomi delle vittime della strage. Persone, non personaggi. "Io vado a portare la mia testimonianza nelle scuole e dico di non odiare. Nemmeno noi ebrei dobbiamo odiare, nemmeno noi che abbiamo sofferto così tanto. Quando noi sopravvissuti non ci saremo più, ci sarete voi e direte con Levi: "ricordate che questo è stato" . Perché non possa essere più".
Una pagina veramente drammatica della storia italiana ingiustamente trascurata, dunque, ma nel film trasformata ed edulcorata, purtroppo.
Per saperne di più,comunque, oltre al libro Hotel Meina di Nozza, vi è anche un documento prezioso per conoscere i fatti storici avvenuti sul Lago Maggiore nel 1943, il libro "La strage dimenticata" ,edizioni Interlinea, 2003, che non conoscevo, ma che acquisterò prestissimo
|
|
In " Non solo Libri ? " ci sono attualmente ...

naviganti !
Cerca in questo Blog
Hanno detto ...
Fanno un deserto e lo chiamano pace Tacito
Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli Martin Luther King
Per un istante le nostre vite si sono incontrate... le nostre anime si sono sfiorate Oscar Wilde
L'uomo saggio capisce quando deve fermarsi Anonimo
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia Gesù di Nazareth
Amico è colui che ti permette di scoprire arcipelaghi inesplorati dentro di te
Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore Einstein
Sono nato
non per partecipare
all'odio
ma per partecipare
all'amore
Sofocle
Una Poesia di Gianni RODARI
Ci sono cose da fare ogni giorno :
lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire, avere sogni
da sognare, orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai, né di giorno
né di notte, né per mare né per terra:
per esempio la guerra.
Il mio SITO
le bambole, i pupazzi, gli abiti dei peluches
il sito nato dalla mia arte creativa e dalla mia passione per la grafica e la fotografia
Pensieri in Libertà
Pensieri in Libertà è il blog che scrivo dall'ottobre 2006
Passate anche di lì se vi va ...

















Inviato da: esternoluce
il 14/01/2016 alle 17:01
Inviato da: Micaela
il 31/08/2015 alle 17:41
Inviato da: Francesca
il 24/08/2013 alle 14:55
Inviato da: dernières lectures
il 31/07/2013 alle 13:59
Inviato da: puzzle bubble
il 02/05/2012 alle 23:30