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« Il delitto SpampinatoBuon Natale ! »

Boris Pahor

Post n°170 pubblicato il 22 Dicembre 2008 da ericarg
 
Foto di ericarg

Martedì della scorsa settimana, a Omegna al Forum, in una cerimonia molto bella e commovente, è stato dato il " Premio  Resistenza Città di Omegna 2008 " allo scrittore novantacinquenne Boris PAHOR per il suo libro Necropoli

Boris Pahor, triestino, uno dei massimi esponenti della letteratura slovena e più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura,  con "Necropoli", pubblicato dall'editore  Fazi e scritto nel 1967,  s'è aggiudicato il riconoscimento letterario cusiano per

"  la grande capacità  di rievocare l'orrore del campo di concentramento di Natzweller-Struhof sui Vosgi, da lui vissuto in prima persona, attraverso l'efficace espediente narrativo del suo ritorno sul luogo, a distanza di molti anni, confuso in mezzo ad una scolaresca in visita turistica "

- come spiega il Presidente della Giuria del Premio Resistenza Alba Andreini.

In Necropoli Pahor  si pone l'interrogativo di come 'comunicare' oggi il significato profondo della tragica esperienza storica, e lo risolve con la forza di una  scrittura vitale, che coinvolge emotivamente il lettore.

 

Necropoli è  un libro autobiografico intenso, scritto con un linguaggio crudo che non cede all'autocommiserazione e lancia una speranza verso il futuro.

«Necropoli riesce a fondere l’assoluto dell’orrore con la complessità della storia».

Dall'introduzione di Claudio Magris :

Campo di concentramento di Natzweiler-Struthof sui Vosgi. L’uomo che vi arriva, un pomeriggio d’estate insieme a un gruppo di turisti, non è un visitatore qualsiasi: è un ex deportato che a distanza di anni torna nei luoghi dove era stato internato. Subito, di fronte alle baracche e al filo spinato trasformati in museo, il flusso della memoria comincia a scorrere e i ricordi riaffiorano con il loro carico di dolore e di commozione. Ritornano la sofferenza per la fame e il freddo, l’umiliazione per le percosse e gli insulti, la pena profondissima per quanti, i più, non ce l’hanno fatta.

E come fotogrammi di una pellicola, impressa nel corpo e nell’anima, si snodano le infinite vicende che ci parlano di un orrore che in nessun modo si riesce a spiegare, unite però alla solidarietà tra prigionieri, a un’umanità mai del tutto sconfitta, a un desiderio di vivere che neanche in circostanze così drammatiche si è mai perso completamente.

Scritto con un linguaggio crudo che non cede all’autocommiserazione, Necropoli è un libro autobiografico intenso e sconvolgente. E se Boris Pahor ci racconta la sua esperienza del mondo crematorio perché la memoria non si perda e la storia non sia passata invano, quella che ci dà non è però solo la fedele testimonianza delle atrocità dei lager nazisti, è anche un emozionante documento sulla capacità di resistere e sulla generosità dell’individuo.

«Un libro sconvolgente, la visita a un campo della morte e il riaffiorare di immagini intollerabili descritte con una precisione allucinata e una eccezionale finezza di analisi». «Le Monde»

«Un memoir indimenticabile ed evocativo. Con la sua voce intensa e originale Pahor penetra nel cuore dei lettori e li conduce nel luogo dove perse la maggior parte dei suoi compagni e molto di sé». «Kirkus Review»

«Non c’è modo di evitare lo sguardo coraggioso e diretto di Boris Pahor. Il suo nome è stato giustamente accostato a quello di Primo Levi, Imre Kértesz e Robert Antelme». «Süddeutsche Zeitung»

Vincitore del Premio Internazionale Viareggio Versilia 2008 , vincitore del premio della giuria al Premio Napoli 2008 , vincitore del Premio Latisana per il Nord-Est 2008 , vincitore del Premio Resistenza 2008, vincitore del Premio Napoli "Libro dell'anno" , questo piccolo gentile ed anziano signore, che sa parlare ai giovani ma che attrae con le sue parole, forti e sconvolgente, anche i meno giovani, è stato delizioso e mi ha gentilmente firmato la copia del mio libro ...

Un graditissimo ricordo per un pomeriggio unico e straordinario !

 
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La colomba della Pace

La colomba della pace vola nel web di sito in sito. Qui è passata il 25 gennaio 2008
 

Hanno detto ...

Fanno un deserto e lo chiamano pace Tacito

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli  Martin Luther King

Per  un istante le nostre vite si sono incontrate... le nostre anime si sono sfiorate  Oscar Wilde

L'uomo saggio capisce quando deve fermarsi  Anonimo

Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia Gesù  di Nazareth

Amico è colui che ti permette di scoprire arcipelaghi inesplorati dentro di te

Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore Einstein

 

Sono nato

non per partecipare

all'odio

 ma per partecipare

all'amore

Sofocle

 

MONACI BIRMANI 2007

 

MONACI TIBETANI 2008

 

Una Poesia di Gianni RODARI

Ci sono cose da fare ogni giorno :

lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola

a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:

chiudere gli occhi, dormire, avere sogni

da sognare, orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai, né di giorno

né di notte, né per mare né per terra:

per esempio la guerra.

 

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il sito nato dalla mia arte creativa e dalla mia passione per la grafica e la fotografia

 

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Pensieri in Libertà  è il  blog che scrivo dall'ottobre 2006

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