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Corto 122

Post n°459 pubblicato il 27 Luglio 2015 da estremalatitudine
 

siete al mare in vacanza con vostro marito. Lunghe giornate calde. Leggere e fare bagni. Lettino, ombrellone e mare. Cene in pizzeria. Notti a girarvi nel letto in mutandine e basta a cercare aria davanti alla finestra spalancata. Noia.

poi un giorno a meta' settimana cambiano i vostri vicini in spiaggia. Due ragazzi di colore. Lei ha un culo imbarazzante. Enorme. Spropositato. Anche le tette, ma il culo è veramente esagerato. Lui ha un fisico perfetto. Sbirciate da dietro gli occhiali da sole. Quel porco di vostro marito non si perde un movimento di quel culo stratosferico.

lei va a fare il bagno. Raggiunge la piattaforma. La osservate in lontananza. Sale. Enrome il culo ricoperto dal costume azzurro. Vostro marito accenna, ma lo fulminate. Restare lì. Sotto il sole. Finché anche lui si alza per andare a fare il bagno. Nell'alzarsi il pantaloncino gli sale su per la coscia scoprendo una cappella scolpita. Poi il pantaloncino si abbassa. Lui corre verso il mare. Bel culo, pensate.

tornate a leggere, ma quella apparizione non vi torna. Vostro marito dice che ha caldo e voi gli dite "vai tu".

ci ripensate. Di cazzi in vita vostra qualcuno l'avete visto. Prima di sposarvi vi siete un po' divertita. E meno male. Ma.... L'uscita di quel coso dal pantaloncino non vi torna. Troppo in basso. Metà coscia. Va bene che i neri sono dotati, ma metà coscia...

tornano. Si sdraiano. Nient'altro. Non ci pensate più, fino a quando un paio di giorni dopo succede di nuovo. Stavolta esce e ci resta un po'. Sembra quasi mezzo e mezzo. Quella consistenza che basta un niente a tirarlo su. Ricordate. La cappella e' decisamente scoperta  e scolpita, quasi fosse ebreo (una volta ve ne capito' uno e ricordate bene il piacere di passargli la lingua tutto intorno), ma quel che è impressionante e' la grossezza e la lunghezza. Da sotto gli occhiali lo guardate per bene. Lui non se ne è accorto. Lo ricopre dopo minuti. Lo stronzo.

cercate di figurarvelo. Una volta e mezzo quello di vostro marito. Almeno. Il doppio? No, il doppio, no. Lo credo, pensate: per poter scopare con quella culona! Ve li immaginati mentre lo fanno da dietro. Gli ci vuole tutto per arrivare. Con voi non servirebbe. Forse.

la sera, dopo la pizza, in camera fate un pompino a vostro marito. Scopare? Troppo caldo! 

Il giorno dopo in spiaggia siete attentissima, nervosa. Vostro marito non capisce. Lui è perso dietro quel culo. Oggi il figo si è messo un paio di calzoncini più corti. Il pacco gli si vede già bene così. Poi nel girarsi sul lettino il cazzo gli esce di nuovo e gli finisce nudo sotto la pancia. Aspettate che si giri. Un ben di dio per gli occhi. Sembra una statua, di quelle fatte più grandi del normale. Si copre. Avete bisogno di un bagno. vi avrà notato?

nel fine settimana vostro marito rientra in città. Sabato sera avete scopato. Nel farlo quel cretino ha detto: "te li figuri i nostri vicini di spiaggia a letto. Lei con quel colone!" Te li figuravi benissimo. A quel pensiero il signor cazzo di vostro marito e' entrato più facilmente del solito. fino in fondo. Avete sospirato.

sola in spiaggia con quel coso di fianco! Una tortura. Vi siete messe a leggere la posta del cuore. Non c'è nulla di meno arrapante. Girando la pagina, la pubblicità di un profumo con un figo pazzesco vi schiaffeggia gli occhi. Bellissimo. Senza un pelo. Vi consolate dicendovi che quello sicuramente è culo. Ma il vostro vicino no.

Lei si avvicina e vi chiede perché siete sola. Saputolo vi invita a cenare con loro. Non riuscite a tirar fuori una palla per non andare.

Dice di raggiungerli in albergo. Il migliore. Quello proprio di fronte alla spiaggia. Alle otto. Stasera.

alle otto e un quarto entrate. L'aria condizionata e' una benedizione. Ve li figurate in camera nudi con quel bel fresco.

Cenate. Vino. Non siete abituata. sono gli unici clienti di colore. elegantissimi. Non avete capito che mestiere fa lui, ma non importa. Vi gira la testa. Lei a fine cena se ne rende conto è propone che lui vi accompagni a casa. lei si scusa, ma con quel caldo preferisce non uscire dall'albergo.

uscite. Il caldo vi schiaccia. Avete bevuto. Anche lui. Si apre la camicia. Voi vi togliete quella specie di sciarpa di seta che vi copriva le spalle. Camminate. Arrivate. A che piano, domanda. Ultimo, ma non serve, dite. Insiste. Insiste. Gli camminate davanti per il corridoio. Ci sono da fare anche tre gradini prima dell'ascensore. Avvertite quasi in maniera fisica i suoi occhi sul vostro sedere, fasciato di seta.

all'ascensore gli dite di nuovo che non serve. Ma lui ancora una volta insiste. Mai lasciare una signora sola, dice. Giusto, pensate. Ce ne fossero di bianchi così ben educati.

Arrivati, per gentilezza gli chiedete se  vuole entrare. Dice di si. In sala il ventilatore va a manetta. Caldo. Gli offrite da bere. Beve. Voi no. Solo acqua per carità. Suda. La pelle nera gli brilla. Si avvicina e vi stringe alla vita. L'odore della sua pelle è forte, strano. Non spiacevole. Non puzza. Strano. Spostate il dorso più indietro che potete. "Cosa vuoi?" chiedete. Si protende, fino a quando con l'altra mano vi prende la testa e la spinge verso di se'.

se non sapeste quel che sapete l'avreste già buttato fuori a calci. Maleducato.

Ma vi sentite debole. Un'avventura. Un'avventuretta. Niente di più'. Sarà il caldo ma vi lasciate baciare. La sua lingua e' grossa, ruvida e vi invade muovendosi lenta in tondo. Vi abbandonate. Le gambe si piegano.

quanto tempo! Con vostro marito non vi baciate più da un pezzo. Stretta a lui sentite quel che sapete. Vi preme sopra l'ombelico, quasi sotto il seno. Alto. Alto.

quando vi lascia, si guarda intorno, vede il letto di là' dalla porta e vi conduce. Per mano. Lo seguite lenta, come controvoglia. Fate la gatta. Vi tira per la mano. La sua stretta è forte. Arrapato. Troppo? Esiste un troppo?vi chiedete. Vi porta vicino al letto e vi fa sdraiare. Tira su la gonna. Lo aiutate. VI scosta le mutandine. Lo aiutate. Meno male siete pronte. Ci avevate pensato. Un pensiero lontano. Ogni evenienza. E poi quell'albergo a cinque stelle. Vi eravate preparate. Ogni evenienza. Meno male. Vi bacia. Anche quello quanto tempo! Vi bagnate immediatamente come una piccola fontana. Che troietta che sono, pensate. Non dovrei, pensate. Non dovrei bagnarmi così, pensate. Che figura, pensate. Chiudete gli occhi. L'immagine della sua testa nera tra le vostre cosce abbronzate e' irresistibile. Vi rilassate e ve la godete.

Dopo minuti si alza in piedi e si slaccia i pantaloni. La pancia piatta, nera, lucente. Anche voi non aspettavate altro. Gli carezzate l'ombelico, tastando i muscoli elastici. Si scopre. Il cazzo esce pesante come dai calzoncini al mare. Ne seguite la lunghezza con le dita. Poi lo prendete, lo stringete e ne sentite la pesantezza, la consistenza e la grossezza... Da vicino è ancora più grosso. Sembra. Per stringerlo tutto vi servono due mani. la seconda non riesce a coprirgli la cappella che esce. Esce di spora le vostre mani. Nera tra le vostre dita bianche. Troppo lungo. Come dai calzoncini. Vi viene da ridere. Pensate che uno così...... Lo baciate. Con passione. Ingorda. Lo mangiate. Vi ricordate in un flash i primi pompini. Mangiarlo. Un frutto. Il frutto segreto degli uomini. Bello grosso. Sugoso. Con loro che impazziscono dal piacere. e lil cazzo che si tende e diventa incredibilmente teso ed elastico. Lo mangiate ancora. Vi riempie la bocca. Vi riempite la bocca. Sentite la sua cappella sulla lingua che vi preme il palato. Grosso. Proprio grosso. La sua pancia nera. La peluria crespa. Tenendolo con la destra smettete di mangiarlo. La vostra mano su quel grosso affare nero, nero. Poi con la lingua ne seguite la cappella. Lui vi interrompe. "Non c'è tempo stasera. Domani" avete l'aria di una bambina a cui hanno tolto il regalo di Natale. "Mia moglie mi aspetta" "anche lei vuole" adesso e' lui che ride. Ha una risata contagiosa. Aperta. Bei denti bianchi. La concorrenza. Quella culona. Protestate. Debolmente. Voi siete meglio. Senza vantarsi. Senza dubbi. Forse per questo e' così duro. vi fa sdraiare di nuovo, vi apre le gambe ed entra. Cazzo se entra. Siete pronta e lui entra eccome se entra. Entra. Entraentra. Ancora. Di più. Non finisce mai. Ogni tanto smette e voi pensate sia entrato tutto e vi sentite sfinita e poi, poi lui riprende e ce ne è ancora, ancora, ancora. Vi bagnate ancora di più. Non vi sembrava possibile. Non è possibile bagnarsi così. Il cervello vi va in pappa. Più il cazzo vi sale, più il cervello vi va in pappa. Sono una donna sposata. non è la prima volta che scopo. Cazzo! È' l'ultimo pensiero coerente. Poi solo cazzo. Il suo.

l'indomani in spiaggia tutto normale. Finché la culona non va a fare il suo solito bagno fino alla zattera. Ci si sdraia e prende il sole la'. Ci sta delle ore. Al solito. Ve l'ha detto lui la sera prima. Non lo avevate notato. troppo intenta a guardare altro.

Vi alzate. Andate verso l'uscita. Lui vi raggiunge. Il loro albergo e' proprio lì. lui affitta una stanza al primo piano. dà la mancia al cameriere. Una bella mancia. In piedi davanti alla finestra, mentre lo baciate e lo mangiate con gusto, calma, pazienza e assaggiate tutti i suoi sapori, lui, lui ogni tanto guarda fuori. In lontananza la culona e' sempre sdraiata.

mentre vi scopa, prima che voi perdiate completamente ancora la trebisonda, pensate a come organizzarvi per il week end quando torna vostro marito. Glielo dite. "Ma vuoi tutti i giorni?" Vi chiede. "Tutti i giorni! Se vuoi...." Miagolate. Lui vi scopa e al solito quel coso fa la differenza. Alla faccia di quei cretini che dicono che la dimensione non conta. Conta. una donna lo sa. una signora lo sa. lo sa bene. Le ragazzine non lo sanno. Ancora. Poi lo scoprono. Lo scoprono presto. Certe volte da ragazza una delusione. Voglia di fuga. Adesso uguale, ma al contrario. Voglia di rimanere. Eccome. Eccome se lo sapete. Che vostro marito grazie a Dio, ma lui, lui di più. cazzo se di più. "Girati" vi ordina. Lo fate con dolcezza. Vi bagna il buchetto. "No, li no" vi rifiutate con decisione. Troppo. La dimensione conta anche li.

La settimana passa veloce. Scopate quasi ogni giorno. Quando non capita siete nervosa. Lo guardate in spiaggia con odio. Vi scoprite a guardare il culo dei ragazzi. Quando non capita. Anche quando capita. Il desiderio chiama desiderio.

Il week end arriva è vostro marito pure. Ultimi giorni. Venerdì sera vi cerca. Vostro marito. Non è cosa. Troppo caldo, dite. Solo un pompino. Lui è contento. Le differenze vi deprimono. Poi il sapore. Pensate che state per fare due pompini a due uomini diversi in poche ore. che troia! ci pensate un po' e alla fin fine la cosa vi inorgoglisce. Di solito sono quei porci degli uomini a fare cose del genere. Stavolta io, pensate. Bene, pensate. Una volta da ragazzina era già successo. Un caso. Il fidanzato il pomeriggio e poi la sera in discoteca quel tizio che vi aveva fatto girare la testa. Un caso. Li no. Nessun caso. Siamo adulti, pensate.

Il mattino dopo gli avete organizzato una gita in barca tutto il giorno a pescare. Alle dieci parte. La culona dopo mezz'ora va sulla piattaforma. Voi due in camera a scopare. Organizzato. Siete adulti.

Ancora una volta vi gira e vi bacia da dietro. Un animale. La lingua dentro di voi e poi, su, su, nel solco, a girare intorno al vostro buchetto. Un animale. Che vi desidera. L'idea di partire il giorno dopo vi deprime. Lo desiderate ancora di più. Lui che dice che ogni tanto capita in città. Sì... e quando mai.

Vi tocca. Vi accarezza. Col palmo della mano, con le lunghe dita. Entra. con le dita. Dentro. Dentro di voi. Anche li. Il vostro sedere sembra non aspettare altro. È tenero. E' bagnato. Si apre. Come sono tenere le nostre carni in amore, pensate. Perché negare qualcosa ad un amante? "Sei sicura che non vuoi?" L'idea di quel coso enorme dentro di voi anche li vi fa tremare. Come una ragazzina. "Provaci, ma fai piano" fa piano, si appoggia. Spinge piano piano. Vi apre pian piano. Lo sentite grosso. Come in effetti è. Ve lo vedete davanti agli occhi. Il suo cazzo, mentre esce dai calzoncini. Enorme. Il ricordo vi eccita. Lo vedete che entra. Si insaliva, ancora, poi entra, lentamente, entra, entra tutto, lentamente, mentre con le dita lui vi carezza il clitoride, enorme anche quello, sensibile da impazzire. Tendete la schiena. Vi inarcate. I seni vi sfiorano il cuscino. I capezzoli vi sfiorano il cuscino. Quando è dentro tutto, si ferma. Sta fermo. Si abbassa e vi bacia la schiena. A lungo. Le sue labbra calde su di voi. Il fresco del'aria condizionata sul vostro sudore. Poi si rialza e vi prende con forza, ripetutamente, e il sedere si apre, cede, scorre come fosse davanti. Sensazione sconosciuta. Lo sentite scorrere in tutta la sua maestosa lunghezza, mentre la sua mano, la sua mano benedetta vi tiene stretta davanti, appoggiata davanti, le labbra protette dalla sua mano, che nel movimento la sfiorano, la mano, le labbra, il clitoride, mentre il suo cazzo, il suo cazzo benedetto, va su e giù dentro di voi.

qualche volta l'avete fatto con vostro marito. prenderlo lì. Intimo. Molto intimo. Femmina con maschio. Vera femmina. Disponibile. Tutto. A tutto. Intimo, sì intimo, ma, ma così.... il clitoride esplode nella sua mano. Venite in un urlo.

lui si alza e va in bagno. Si lava. A lungo. Sentite l'acqua che scorre. Torna. Gli annusate il pisello. Sa di pulito. È' ancora in forma. Sbagliante. Guarda fuori dalla finestra. "Abbiamo tempo" dice. E viene verso di voi col grosso cazzo nero duro che luccica al sole della finestra. Con grazia socchiudete un poco le gambe, cosicché lui veda il vostro rossore.

e' pronto. siete pronta. Ancora? Ancora.

Tornati in spiaggia, separatamente, lei, la culona, gli domanda cosa ha fatto. "Passeggiato" risponde. "Andiamo in camera a farci una doccia?" Gli propone. "Vai tu che adesso ti raggiungo"

Dopo mezz'ora sale anche lui.

Che uomo! Non ci fa mancare niente. A noi. a noi femmine. ci prende tutto, ma non ci manca niente. cazzo come scopa. Questo si che un uomo con le palle, vi dite. Lontana gelosia. Più che altro ancora desiderio. "Certo che sei proprio insaziabile" vi dite. Il pensiero di lui nudo che scopa, il suo cazzo ancora eretto, le labbra della culona che glielo succhiano... vi inumidite. Piacevole. Come un lontano languore. Vi girate sulla pancia e schiacciate il monte sul lettino. Proprio in quel momento torna vostro marito, che vi da una pacca sul sedere.

"vado a casa a farmi una bella doccia" dice.

"vengo su anch'io" rispondete. La fame e' la fame e l'appetito, appetito.

in casa vi fate prendere più volte. Alla fine, spossato lui dice che erano anni che non scopavate così. "sembravi pronta" dice. Non sa quanto. "Erano anni" ripete. Ha ragione. Anni. Forse mai. con la testa sei tra le sue cosce. ammaliata. ancora.

 
 
 
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