
IL CUCCIOLO ORFANO
Mamma lupa uscì dalla tana,come faceva ogni giorno, per procurarsi il cibo per sé e per il suo cucciolo.Fuori la neve era caduta abbondante e l'aria fredda era arrivata anche dentro il rifugio, dove il piccolo tremava e non solo di freddo: la mamma l'aveva lasciato solo ancora una volta e lui temeva che non sarebbe tornata. Succedeva sempre così, ogni volta che mamma lupa usciva il piccolo era preso da ansia di abbandono. Mamma lupa non poteva fare altrimenti, il suo compagno se ne era andato quando lei era rimasta incinta. Quel farabutto l'aveva abbandonata perchè voleva sentirsi libero, così diceva. Mamma lupa era stata molto coraggiosa, aveva fatto da madre e da padre al suo piccolo. Il cucciolo era stato svezzato da poco, ora aveva bisogno di cibo solido, di carne, perciò mamma lupa andava in giro tutto il giorno. la neve era alta ma la lupa procedeva, dirigendosi verso la valle, guardandosi intorno, sperando di fare buona caccia. Vide una lepre, in giro anche lei in cerca di cibo. E' un pò smagrita, pensò mamma lupa, ma è sempre meglio di niente; stava per aggredirla ma vide gli occhi terrorizzati della bestiola che sembravano implorarla di lasciarla vivere. Forse, da qualche parte, anche lei ha dei cuccioli che l'attendono, pensò mamma lupa, e la lasciò andare. Più avanti incontrò un gatto. La carne di gatto non è un granché, pensò mamma lupa, ma in caso di bisogno non si può essere schizzinosi. Si preparò ad agguantare il malcapitato micio, ma quello, che non aveva nessuna intenzione di finire in pasto ai lupi, si armò di tutta l'astuzia di cui solo un gatto è capace e iniziò una vera e propria trattativa con la lupa. Disse che lui veniva dal paese dove conosceva il proprietario di una macelleria, il quale gli offriva tanti buoni bocconcini. Continuò a perorare la sua causa, chiedendo alla lupa di seguirlo fino al paese dove avrebbe avuto da lui la carne più buona di tutta la valle, molto più gustosa della carne di gatto! Mamma lupa si lasciò convincere, sperando che il cucciolo, nel frattempo, non si spazientisse perché la sua mamma tardava a tornare. Arrivati al paese, come il gatto aveva detto, si avvicinarono alla macelleria.Il gatto entrò e rimase in attesa che qualcuno si accorgesse di lui. Non dovette attendere troppo, perché quel giorno in macelleria c'era il figlio più giovane del macellaio, un bambino di nove o dieci anni, che aveva molta simpatia per il gatto. Il bambino chiese e ottenne da suo padre il permesso di preparare un pacchetto di pezzetti di ottima carne per il suo amico. Dopo qualche minuto il gatto trascinava il suo pacchetto fino ai piedi della lupa. Mamma lupa afferrò il pacchetto e riprese la strada verso la sua tana. Era ansiosa di raggiungere il suo piccolo, perciò non prestò molta attenzione nell'attraversare la strada dove sfrecciavano automobili a tutta velocità. La povera lupa fu violentemente urtata da una di quelle auto. Rimase immobile a terra mentre una grossa macchia di sangue si formava sotto il suo corpo. Mamma lupa fece appena in tempo a rivolgere un ultimo pensiero al suo piccolo, sperando che qualcuno si sarebbe preso cura di lui, poi chiuse gli occhi per sempre. Il gatto, che aveva seguito la lupa, vide tutta la scena e corse per riprendersi il pacchetto di carne. Quando si trovò al cospetto della povera lupa ormai morta, si pentì di aver avuto un pensiero così malvagio ed egoista: forse la troppa frequentazione con gli umani mi ha fatto diventare cinico, pensò e decise di portare lui stesso la carne al cucciolo diventato orfano. Lui non sapeva dove fosse la tana della lupa ma in qualche modo, affidandosi al suo istinto e al suo fiuto, l'avrebbe trovata certamente. Camminava con difficoltà nella neve che era sempre più alta man mano che il gatto si allontanava dal paese. Incontrò un lupo e, prima che quello l'aggredisse gli spiegò che aveva una missione da compiere. Raccontò al lupo tutta la storia di mamma lupa investita da un'auto mentre usciva dal paese per raggiungere il suo piccolo , rimasto solo nella tana. Il lupo rispose che conosceva la lupa abbandonata dal suo compagno e rimasta sola a crescere il loro cucciolo e aggiunse che avrebbe fatto il possibile per non lasciate solo il lupetto. Il gatto, allora, dopo dopo aver consegnato al lupo il pacchetto con la carne per il piccolo, fece dietrofront e tornò al paese, lieto di aver salvato la propria vita. Il lupo prese il pacchetto di carne fresca pensando che sarebbe bastata per sfamare il lupetto abbandonato ed anche sè stesso, la sua compagna e il loro cucciolo. Riprese la strada della sua tana contento. Il lupetto solo, nel frattempo, stanco di aspettare la mamma, si era avvanturato fuori dalla tana. La neve era alta ma lui si divertiva a rotolarcisi sopra. Giocò all'aperto per un pò, poi l'istinto gli suggerì di chiamare sua madre con un lungo ululato. Rivolse il musetto in alto e cercò di forzare le corde vocali più che poté, ma gli uscì solo un guaito straziante. in quell'istante si trovò a passare di lì il lupo che, vista la scena, provò pena per quel piccolo e decise senza indugio, che da quel giorno lo avrebbe adottato. Il lupetto quel giorno, aveva perso la mamma, ma aveva trovato una intera, nuova fmiglia, perché, in natura, non ci devono essere orfani.
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il 19/01/2023 alle 15:01
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il 24/01/2021 alle 23:51
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il 17/12/2017 alle 20:21
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il 23/10/2017 alle 00:19